La prima volta

Giovedì 14 marzo all’Alcatraz di Milano è andata in scena una serata speciale per Corrado Grilli, in arte Mecna. Foggiano, classe 1987, da sempre consideratosi un outsider nella scena rap, dopo una decina di anni di carriera e tanta gavetta con i Microphone Killarz e gli Unlimited Struggle, ha visto i suoi sacrifici ripagati di fronte a più di mille fan, felici di aver reso tutto questo possibile. Il concerto si inserisce all’interno del tour primaverile, diviso tra club e teatri, dopo quello autunnale, con cui aveva portato in giro Blue Karaoke, ultima sua fatica discografica, uscita per Universal Music a giugno. Non sono però mancati brani dei precedenti Disco Inverno, Laska e Lungomare Paranoia.

Mecna, Lvnar, IamSeife e Alessandro Cianci nel backstage dell’Alcatraz
Preciso e riconoscibile

Innanzitutto va spesa qualche riga su ciò che è accaduto prima del concerto. Gli effetti della strage di Corinaldo, più evidenti che mai, hanno fatto sì che finalmente i controlli all’ingresso siano stati rigidi e prolungati. Una bella notizia per tutti quelli che, e sono la maggioranza, investono in simili serate semplicemente per amore della musica. Il concerto era previsto per le 21, ma per un’ora due DJ si sono alternati e hanno contribuito a riscaldare l’atmosfera. Per le 22, tutto era pronto e ha potuto così entrare l’attesissimo protagonista. Un palco spoglio, semplice: asta del microfono posizionata ad altezza siderale, il fedele e timido producer Lvnar alle spalle del frontman, entrambi immersi in un cubo formato da led che ha creato una scena davvero particolare. La scenografia era infatti minimal, adatta ai club ed efficace. La massima importanza è stata data ai testi e alle parole. Al resto ci ha pensato un pubblico caldo e sinceramente affezionato non solo all’opera del cantante, ma anche alla persona che si cela dietro. Separazione tra uomo e artista che nel caso di Mecna è davvero labile, in quanto egli ha sempre utilizzato la musica per parlare di difficoltà personali, specie quelle amorose, cercando così di superarle. Qualche errore tecnico nel lancio di alcuni brani non ha impedito al rapper di “mangiarsi” il palco, alternando momenti di intimità a un’aggressività da vecchia scuola, che latita nella nuova generazione. In particolare, colpisce la sua tecnica. Sebbene negli anni egli si sia spostato verso sonorità più soft, quasi RnB, avendo Drake e The Weekend come punti di riferimento (infatti si è avvalso spesso dell’autotune nei ritornelli), il suo flow è tagliente e preciso. Non ha una spalla a chiudergli le rime, cosa che accade a molti suoi colleghi, ma questo non gli impedisce di rappare senza particolari soste per quasi un’ora e mezza, con un solo piccolo errore durante Il Tempo Non Ci Basterà, forse il brano più difficile da eseguire.

Test superato

A proposito di colleghi e di scelte contro corrente, malgrado le numerose collaborazioni, gli ospiti più attesi erano forse Ghemon e Fabri Fibra, nessuno si presenterà alla fine sul palco. Un’altra sorpresa è la presenza scenica, altamente sobria. Vestito in maniera del tutto anonima, senza loghi o colori appariscenti, senza tatuaggi, Mecna ha evitato di addobbarsi in modo tale da attirare l’attenzione. Inoltre, malgrado i 2 metri di altezza, non è rimasto come un tronco appeso all’asta e si è anzi destreggiato tra i due lati del palco e ha “molleggiato” in maniera sorprendente. All’inizio sembrava il tutto fosse fatto in maniera ironica, ma poi si è capito che quei movimenti gli venivano naturali, e così ha saputo coinvolgere e divertire in maniera credibile.
L’ultimo suo concerto a Milano era stato al Santeria Social Club. La venue a livello di capienza è quindi raddoppiata, segno della qualità del progetto di un trentaduenne, professione grafico (il più ambito nella scena urban italiana, ma che ha disegnato anche per Kendrick Lamar), che per passione fa anche il rapper. Citando un brano del 1997 e collegando quindi questo live alla Golden Age del rap italiano, di cui è evidente l’influenza nella sua cifra stilistica, si può dire che Mecna abbia dimostrato che se lo stile fosse acqua, sarebbe nato morto annegato.

FONTI

Concerto di Mecna – 14/03/2019

CREDITS

Copertina: foto dal concerto di Mecna @Fabio Sorrenti

Immagine