La giornata internazionale della donna, o più semplicemente la festa della donna, ricorre l’8 marzo di ogni anno con lo scopo fondamentale di ricordare tanto le conquiste politiche, sociali ed economiche ottenute con tante difficoltà dal mondo femminile, quanto le discriminazioni che questo è ancora costretto a subire in molte zone del mondo. L’otto marzo, lo capiamo bene, va ben oltre l’iconica mimosa, per trasformarsi in una giornata di memoria, di riflessione. Ma come si è preparata la nostra Italia a questa giornata? Diverse spinte hanno attraversato il nostro Paese, da manifestazioni che testimoniano presa di coscienza e volontà di agire (quali lo sciopero Non Una di Meno) ad avvenimenti che si collocano invece sul fronte opposto, e che hanno suscitato scandali ed ironie.

Tre episodi fondamentali hanno scosso l’opinione pubblica nei giorni precedenti la festa della donna, scatenando polemiche e reazioni su vecchi e nuovi media (social media). Tre vicende indipendenti, sconnesse tra loro, eppure emerse a pochissima distanza l’una dall’altra. Oltre ad aver suscitato risposte che andavano dal sarcastico all’aggressivo da parte della società, esse costituiscono un importante spunto di riflessione sull’attualità e sulle reazioni al movimento femminista contemporaneo.

Si aggiudica senza alcun dubbio il terzo posto nella lista di proposte sconvenienti per celebrare la donna l’otto marzo Trenitalia. Questa l’offerta che la società ferroviaria propone per omaggiare le donne: In occasione della Festa della Donna, il prossimo 8 marzo sui treni Frecciarossa e Frecciarossa 1000, se sei una cliente e viaggi in Executive, o se acquisti il Menù Easy Gourmet o usufruisci del servizio Bar o del Ristorante, riceverai in omaggio una caramella gelèe Caffarel al limone. Offerta valida l’8 marzo 2019, salvo esaurimento scorte. Nonostante il post sia stato rimosso poco dopo la sua pubblicazione, la reazione sarcastica del social non ha tardato a farsi sentire. Il disagio si scusa per Trenitalia leggiamo su Facebook, come anche Se sei in seconda ti lasciano leccare la carta, giusto perché è festa. Proposta ancora più ridicola considerando che Trenitalia aveva anche previsto uno sciopero per questa giornata.

Il secondo evento degno di nota spetta invece alla diffusione della foto di Giulia Pacilli (22 anni) alla marcia antirazzista People – prima le persone tenutasi a Milano sabato 2 marzo 2019. La giovane è stata immortalata reggendo un cartello che così recitava: Meglio buonista e puttana che fascista e salviniana. L’aperta contestazione politica dalle parole indubbiamente dure ha raggiunto il Ministro dell’interno Matteo Salvini. Così, il responsabile della sicurezza dei cittadini italiani ha deciso di diffondere la foto della ragazza sui Social Media, esponendola alle critiche più feroci e violente da parte dei suoi follower.

Non è però la prima volta che la giovane Giulia viene presa di mira dal Ministro. Lo stesso era accaduto quasi un anno prima, e in quell’occasione la ragazza era stata accusata sui social dove le veniva dato della puttana, le si auguravano violenze sessuali e addirittura la morte. La risposta cruda di Giulia, nata come una forma di riscatto, l’ha trasformata nuovamente in vittima. Dando una ragazzina di poco più di vent’anni in pasto all’odio dei media, Salvini è venuto meno al pluralismo di idee che è uno dei principi cardine delle democrazie. Rispettare e tollerare idee (anche politiche) diverse dalle nostre è infatti indispensabile in un regime democratico quale l’Italia, è ciò che la distingue dai governi autoritari.

In sostegno a Giulia è invece accorso l’assessore milanese Majorino che, di fronte all’orrore della gogna mediatica cui è stata sottoposta la ragazza, provoca il Ministro con un nuovo cartello che recita Salvini, sfigato, pubblica questa. 

Ma il fatto sicuramente più sconcertante in un Paese sviluppato e moderno quale è (o dovrebbe essere) l’Italia è stata sicuramente l’emanazione del volantino in “onore” della Festa della Donna da parte dei giovani della Lega di Crotone. Perlomeno questa volta i toni sessisti ed arcaizzanti del manifesto sono stati rinnegati e condannati dal Ministro Salvini. Il documento si apre con una domanda, semplice e chiara: Chi offende la dignità della donna? Segue poi un elenco in sei punti che vogliono rispondere all’interrogativo.

Chi offende la donna, secondo i giovani della Lega di Crotone, è chi: promuove iniziative favorevoli alla vergognosa ed ignominiosa pratica dell’utero in affitto, ma anche chi sostiene proposte di legge che tendono ad imporre la neo-lingua che sostituisce i termini “mamma e papà” con “genitore 1 e genitore 2”. Non da ultimo offenderebbe la dignità della donna chi contrasta culturalmente il ruolo naturale della donna volto alla promozione e al sostegno della famiglia. Queste solo alcune delle istituzioni che vengono contestate dal volantino, come anche le Quote Rosa.

Chi ha contribuito alla stesura e alla pubblicazione del volantino si è dunque arrogato il diritto di decidere per tutte le donne cosa dovrebbe ledere la loro dignità. Reazioni di rifiuto hanno accolto il manifesto, i cui toni arcaizzanti sono ancor più gravi se meditiamo che sia stato scritto da giovani. L’8 marzo è stato dunque accolto da un’Italia divisa. Da una parte quella innovativa e militante, scesa in piazza per unirsi a cortei e manifestazioni internazionali che affermano e ricordano i diritti del mondo femminile. Dall’altra troviamo invece un Paese spaventato dal cambiamento, che tenta invano di rifugiarsi nell’immobilismo del passato.

Sono proprio episodi come quelli appena descritti che rendono necessario continuare a mobilitarsi, a richiedere la parità di diritti (economici, politici e sociali) tra uomini e donne. E’ in questi casi che capiamo l’importanza rivestita dai movimenti femministi non solo in società lontane ed esplicitamente patriarcali, ma anche in Paesi moderni e sviluppati come l’Italia. Per questo motivo l’8 marzo va ancora commemorato, e le donne continueranno a far sentire la propria voce.