L’Italia è uno dei Paesi europei in cui si legge di meno, secondo i dati dell’indagine Istat presentata a “Tempo di Libri”, nel secondo giorno della fiera internazionale dell’editoria di Milano nel 2018. Dai dati emerge che il 23,7% di chi non legge preferisce altri svaghi rispetto ai libri, il 15,9% ha motivi di salute che allontanano dalla lettura e il 9,1% è troppo stanco dopo aver svolto altre attività. Il motivo economico è scelto invece dall’8,5% dei non lettori. Televisione, radio, pc, cinema hanno la prevalenza sui libri per il 6,5% dei non lettori. La ricerca delinea anche l’identikit delle persone che non leggono. Oltre 22 milioni di italiani non ha letto libri nell’ultimo anno, vale a dire che il 39,3% di persone con più di 6 anni non hanno letto (per motivi non strettamente scolastici o professionali). Una percentuale in aumento rispetto al 37% registrato nel 2006 e al 36,7% del 2010. Il calo è più forte tra gli uomini. Inoltre, la non lettura aumenta con l’età: tra gli 11-14enni i non lettori sono il 25,7% dei ragazzi e il 17,7% delle ragazze, percentuali che salgono tra i 45-54 anni al 44,2% degli uomini e al 29,4% delle donne, tra i 60-64 anni toccano il 45,7% per i maschi e il 31,4% per le donne. Dati, insomma, non esattamente positivi ed esaltanti soprattutto per quanto concerne l’analisi dei dati sui bambini non lettori.

Proprio per questo un ex maestro lucano in pensione distribuisce libri in giro per la Basilicata e l’Italia per promuovere la lettura, specialmente nei bambini nei piccoli paesi in cui sono assenti le biblioteche.

I libri hanno messo le ruote: la nascita di un fenomeno
Il maestro consegna questi libri ai bambini a bordo di un autocarro azzurro, chiamato “Bibliomotocarro”, perché ricorda, appunto, una biblioteca su ruote. Il maestro La Cava, sul suo sito web, spiega com’è nata l’idea di una biblioteca itinerante:

L’idea è nata nel 1999 per richiamare l’attenzione sulla crescente disaffezione nei confronti del libro da parte, soprattutto, delle nuove generazioni. Nel corso di questi anni ho percorso centosettantamila chilometri a bordo di questo motocarro e nonostante l’età e la scomodità del mezzo rifarei tutto da capo. Nessuno nasce lettore, sta a noi genitori, alla scuola, alla società fare dei nostri bambini, di tutti i bambini indistintamente, dei lettori perché è con la lettura che si formano gli uomini di domani ma soprattutto si trasmette ai bambini l’importanza della cittadinanza attiva. Quando con i bambini ponevo ed affrontavo il problema della disaffezione nei confronti della lettura, chiedevo loro il perché; e le risposte, tante e diverse, avevano però un elemento comune: la lontananza; il libro, cioè, secondo i bambini, era lontano. Si riferivano ai libri di narrativa e di letteratura per l’infanzia, custoditi nella biblioteca comunale collocata nella parte più impervia del paese. Se i libri sono lontani, come dite voi, che possiamo fare? E loro, con la loro semplicità, mi dicevano che li dovevamo avvicinare, magari mettendogli le ruote”.

Così è nato IL BIBLIOMOTOCARRO: i libri hanno messo le ruote. Una vera e propria biblioteca itinerante con servizio di prestito gratuito. Spesso il maestro dichiara di aver scelto il motocarro perché un mezzo popolare, umile, semplice. Il Bibliomotocarro, infatti, è a dimensione di bambini, li mette a loro agio, avvicina a loro i libri così tanto da creare con essi familiarità, dimestichezza, amicizia: una rivoluzione, insomma, nel campo della promozione della lettura pensando a come il libro viene spesso visto e vissuto. I libri, mettendo le ruote, si avvicinavano il più possibile ai bambini raggiungendoli nei “loro” luoghi: piazzette, angoli di strade, campetti di gioco. L’effetto fu immediatamente positivo: ogni settimana venivano presi in prestito in media 450 libri.

Alla base della nascita del Bibliomotocarro, troviamo anche ragioni soggettive legate al suo ideatore e intimamente ispirate alla sua formazione e alla sua storia. Il Bibliomotocarro, perciò, è “figlio” innanzitutto del maestro La Cava e della sua lunga esperienza nella scuola primaria. Maestro elementare per tantissimi anni, ha sempre avuto l’innata ambizione di sentirsi un po’ “maestro di strada”;  fermamente convinto che le pareti delle aule fossero spesso troppo strette ed anguste per i piccoli studenti e che ci fosse, perciò, il bisogno per la scuola di cercare “fuori” quello che “dentro” non c’era, sfruttando, così, le grandi potenzialità offerte dall’uso didattico del territorio. E permettendo, così, ai bambini di imparare divertendosi e di divertirsi imparando.

Le iniziative
Il Bibliomotocarro parte con  “I LIBRI HANNO MESSO LE RUOTE”, un servizio di biblioteca ambulante con prestito gratuito dei libri nel pomeriggio-sera del sabato a Ferrandina, con 8 fermate nei rioni del centro storico e nei quartieri moderni del paese, e la domenica a Salandra con 2 fermate, la prima a Montagnola alle 10 e la seconda in piazza San Rocco alle 11. Il servizio era molto ben organizzato con cartellonistica stradale che indicava le fermate previste dal Bibliomotocarro e con la presenza di bibliotecari di quartiere, dei fanciulli che, muniti di appositi registri di prestito, ne curavano la registrazione, assicurando, se richiesta, consulenza e informazione sui testi. Adesso, il “raggio di azione” del Bibliomotocarro è molto più vasto, pertanto i bibliotecari di quartiere non esistono più e l’itinerario del maestro può essere consultato sul suo sito web.

Dopo circa sette anni si è aggiunta l’iniziativa “LIBRI AL CITOFONO”: vennero installate nelle scuole di Ferrandina e Salandra delle cassette colorate di celeste (il colore del Bibliomotocarro, perciò facilmente riconoscibili) simili a cassette della posta, nelle quali chiunque, non solo scolari e studenti, potevano imbucare la propria richiesta del libro da leggere, che sarebbe stato loro consegnato a casa. Dopo due anni l’iniziativa, purtroppo, è stata abbandonata per motivi economici, in quanto i libri richiesti non erano quasi mai in dotazione della biblioteca e venivano perciò acquistati in libreria a Matera.

Un’altra iniziativa particolarmente amata dai piccoli lettori è “LIBRI DA SCRIVERE”, nata dall’idea di una bambina che aveva proposto al maestro di scrivere un libro. Così, il maestro La Cava ha acquistato dei quaderni bianchi da distribuire ai bambini che li richiedevano. I fanciulli così, comunicano tra di loro, raccontandosi storie dei loro paesi e momenti della loro vita.

Dalla Basilicata a fenomeno nazionale
L’impegno del maestro non rimane circoscritto all’ambiente lucano. Non solo il Bibliomotocarro si è allontanato dalla Basilicata arrivando fino a Padova, ma ha ricevuto molti riconoscimenti nazionali. Nel 2003, infatti, il Bibliomotocarro ha partecipato al Salone Internazionale del Libro di Torino, inviato dalla Regione Basilicata. La Cava ha partecipato anche a programmi televisivi, come “Uno Mattina” e “Quelli che il calcio”.

Un riconoscimento significativo e concreto è arrivato nel 2005 dal Ministero per le Attività Culturali e i Beni Librari: il maestro La Cava, infatti, ha vinto il Premio Nazionale come miglior Progetto per la promozione del Libro e della Lettura. Una data importante per la storia del Bibliomotocarro perché, grazie all’assegno che accompagna il premio (5700 euro), il maestro è potuto passare dall’Ape 50 all’Ape diesel 500, abbellita dalla casetta che ormai lo contraddistingue e lo caratterizza. Queste migliorie hanno permesso di poter raggiungere  le scuole dei Comuni materani e potentini che facevano richiesta di avvalersi del servizio di biblioteca itinerante. Il maestro La Cava ha ricevuto, da parte dell’Ufficio Scolastico Regionale della Basilicata, la nomina a Referente regionale del Progetto nazionale “AMICO LIBRO”.

Gli è stato anche riconosciuto, da parte del Presidente Mattarella, il riconoscimento di Commendatore dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana “per l’impegno profuso, nel corso della sua vita, nella promozione del valore della cultura”. Quest’anno, dopo essere stato ospite di Floris a Ballarò, è nuovamente tornato al Salone del Libro di Torino, dove ha parlato di una nuova iniziativa che spera possa partire subito: “Leggere DENTRO, guardare FUORI”: portare i libri nelle carceri.

Un’iniziativa lodevole che riesce a coniugare il sapore del passato con l’intento di formare culturalmente gli adulti di domani, allontanandoli, anche solo per poche ore, da smartphone e computer. Il tutto a bordo di un vecchio, logoro e azzurro Apecar che è riuscito a conquistare i cuori dei bambini e l’ammirazione degli adulti.

Avanti tutta maestro La Cava!