A inizio anno è scoppiata sui social la gara dell’hashtag #10yearschallenge. Nel nostro caso, però, dieci anni non bastano. Nel 2019 ricorre l’anniversario della morte di Leonardo da Vinci, venuto a mancare cinquecento anni fa. Per quest’occasione, sono e saranno varie le sedi espositive in Europa, tra Italia e Francia, per un totale di ottanta appuntamenti ufficiali.

Solo per citarne alcuni, a Milano, Palazzo Reale dedicherà al grande artista Il meraviglioso mondo della natura prima e dopo Leonardo (in programma dal 4 marzo al 23 giugno 2019), il Museo del Cenacolo esporrà la copia ad arazzo dell’Ultima cena, eseguita tra il 1505 e il 1510 su commissione di Luisa di Savoia e di Francesco Duca d’Angouleme (dal 7 ottobre 2019 al 23 gennaio 2020) e, ancora, il Castello Sforzesco riaprirà (da maggio) la Sala delle Asse, affrescata da Leonardo. Sempre a Milano, non poteva ovviamente mancare un’esposizione da parte del museo che porta il nome del maestro, ovvero il Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci, dal titolo Leonardo da Vinci Parade. Il Museo ritorna alle origini del lavoro di Leonardo esponendo le due collezioni con cui ha aperto al pubblico il 15 febbraio 1953. La mostra mette in scena una ricca selezione degli spettacolari modelli realizzati negli anni Cinquanta interpretando i disegni di Leonardo e alcuni affreschi di pittori lombardi del XVI secolo, concessi dalla Pinacoteca di Brera. Accanto alle macchine sono esposti modelli di architetture militari e civili in gesso e terracotta, restaurati negli ultimi anni e da tempo non accessibili al pubblico.

Su due grandi pareti, gli affreschi strappati di Brera evocano le rastrelliere dei depositi museali, formando una suggestiva quadreria dove i dipinti sono presentati per luogo di provenienza. Tra gli autori presenti, un ruolo fondamentale è costituito da Bernardino Luini, che nei primi decenni del XVI secolo fu uno dei pittori di maggior successo in Lombardia.

La mostra è un accostamento insolito tra arte e scienza in un percorso inedito che attraversa i diversi campi di interesse e studio di Leonardo, valorizzando la collezione storica del Museo. Leonardo da Vinci Parade sarà aperta al pubblico fino al 13 ottobre 2019 ed è la prima iniziativa nazionale e internazionale realizzata nell’ambito delle celebrazioni per il quinto centenario della morte di Leonardo da Vinci del palinsesto Milano e l’eredità di Leonardo 1519 – 2019, presentato dal Comune di Milano.

Sempre al Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci – e in mostra per la prima volta in Italia – ci saranno anche le opere dell’artista olandese Theo Jansen, conosciuto in tutto il mondo per le sue enormi sculture cinetiche chiamate Strandbeests, ovvero animali da spiaggia. Creature ispirate al mondo animale capaci di muoversi in modo realistico sfruttando la spinta del vento grazie alla presenza di alcuni sensori. Le creature di Jansen sono pensate per vivere sulle spiagge e non hanno bisogno di motori o di avanzate tecnologie per muoversi perché sfruttano la forza del vento. Capaci di modificare il proprio comportamento su base percettiva, di rispondere autonomamente al loro ambiente attraverso semplici sensori – possono rilevare una marea e optare per un percorso differente – le Strandbeests sono in grado di incanalare aria, così da alimentare il loro movimento anche in assenza di forze esterne. In questo video potete vedere il loro funzionamento.

I confini tra arte e ingegneria esistono solo nelle nostre menti. – Theo Jansen

È stato proprio questo sguardo – che unisce arte, scienza e tecnica – a spingere il Museo a presentare per la prima volta in Italia le Strandbeests di Theo Jansen, proprio in occasione di quest’importante anniversario. Dal 1990 Jansen si dedica alla creazione di queste nuove forme di vita, simili nella forma a grossi insetti o a scheletri preistorici, ma realizzate con tubi in PVC, fascette e plastiche. Ogni Strandbeest porta un nome latino che ne indica la specificità e l’era di appartenenza.

Jansen è stato definito dalla critica internazionale “un moderno Leonardo da Vinci”. L’artista, proprio come il grande Leonardo, ama coniugare il sapere scientifico a suggestioni di carattere umanistico, spaziando da sperimentazioni sulla cinetica e la meccanica all’esaltazione della natura e della bellezza.