Purtroppo non si parla mai abbastanza di body shaming, fenomeno che è molto radicato nella società attuale. Questa forma di bullismo, che evidenzia i difetti fisici, è molto pericolosa, soprattutto quando vede coinvolti ragazzi giovani, insicuri e sensibili.

In rete i casi di body shaming sono innumerevoli, specialmente nei social network come Instagram e Facebook. Sotto alle foto non è affatto raro trovare commenti pieni di cattiveria in cui la persona ritratta viene definita o troppo grassa o eccessivamente magra. Questi commenti sono frutto di ignoranza e diseducazione e basterebbe parlare più spesso di questo tema caldo per contenere la portata del fenomeno. Sarebbe auspicabile, poi, che la televisione aiutasse in questo senso, non che calcasse la mano appoggiando l’idea che solo le ragazze magre siano belle. Stiamo parlando di utopie, perché ovviamente la maggior parte delle donne che compaiono sugli schermi sono magrissime, bellissime, quasi perfette. Mettendo da parte i desideri di un mondo migliore, però, potremmo almeno sperare che la televisione non lanci insistentemente messaggi negativi.

In queste ultime settimane si è molto parlato della celeberrima trasmissione Uomini&Donne, che ha mandato in prima serata delle puntate speciali, Uomini&Donne: La Scelta. Questo format ha fatto impazzire i fan del programma, registrando un elevato numero di ascolti – la scelta di Lorenzo, ad esempio, si è guadagnata il 17,82% di share.

La puntata si svolge nella magnifica cornice di un castello, nel quale il tronista soggiorna con le due papabili scelte al fine di dissipare gli ultimi dubbi sentimentali. Prima che il protagonista scelga quale finalista diventerà la sua anima gemella, vengono invitati nel castello i parenti e gli amici dei contendenti. Alla festa finale parteciperanno, però, solamente gli ospiti di colei (o colui) che avrà conquistato il cuore del corteggiato. All’arrivo gli ospiti vengono accolti da Anahi Ricca e dal suo staff, che hanno il compito di valutare gli outfit dei presenti e di aggiustarli per renderli impeccabili. Questa scelta probabilmente può anche essere considerata vincente ai fini di creare un attimo di ilarità all’interno di un episodio ricco di tensione, se non fosse per gli scivoloni, decisamente di pessimo gusto, in cui ricadono gli esperti di stile.

Definire oscena una ragazza perché vestita in modo eccessivamente appariscente può anche essere lecito, sebbene il termine non sia dei più leggeri, questa perfidia potrebbe strappare un sorriso ai telespettatori. Così come generano simpatia le battute sui pantaloni troppo corti di qualche invitato “ma ha l’acqua alta in casa questo?”.

Ma il body shaming non tarda ad arrivare. Durante la puntata della scelta di Luigi, appena iniziano ad arrivare le amiche di Valentina, il commento che esce spontaneo alla stilista Anahi Ricca è “ma sono tutti convinti di avere delle gambe della Madonna?”, riferendosi al fatto che in moltissime abbiano optato per degli spacchi importanti. Gli elogi, invece, si sprecano nei confronti di due ragazze molto magre, una vestita in modo troppo castigato secondo la stylist che commenta “Essendo carina, essendo magra, potevi permetterti qualcosa di più” e, infatti via, dentro al furgone, queste belle gambe devono essere mostrate. All’altra ragazza spettano un “Tu hai delle bellissime gambe” ed un 8 nella votazione, giustificato proprio da questa sua caratteristica fisica.

Le gambe sembrano proprio essere un cruccio di Anahi, infatti sono spesso al centro dei suoi commenti. Ad un’invitata ad esempio criticano la tuta elegante con cui si è presentata perché il taglio dei pantaloni era troppo corto: “Il pantalone più lungo le sarebbe stato meglio, perché non è che ha delle gambette che spuntano dal pantalone corto”. Sono davvero essenziali questi giudizi? Non si poteva dire che un pantalone lungo l’avrebbe valorizzata maggiormente e basta?

Ma ancora, ad una signora approvano la scarpa solo perché ha delle belle gambe e via così, queste gambe magre sembrano essere un pass-part-tout essenziale per essere socialmente accettabili.

Tra gli ospiti delle corteggiatrici di Lorenzo salta quasi subito all’occhio un’amica di Giulia, perché aveva scelto un vestito effettivamente un po’ troppo audace per una serata di gala. Gli stylist consigliano alla giovane di entrare nel camper e di cambiarsi seguendo i loro consigli di buon gusto e potremmo dirci d’accordo, fino a che non arriva la frecciatina contro le forme della ragazza: “Bisogna anche permetterselo, non è che sei Naomi Campbell, capisci?”. Questa ragazza non era assolutamente grassa, aveva delle curve decise e formose, in armonia col suo fisico, e di certo non meritava un appunto simile.

Una delle amiche di Claudia vagamente più in carne si merita un 6 “sperando nel buio” a causa delle trasparenze della gonna, ma solo dopo essersi accertati che non toglierà il giacchino durante la festa, non sia mai. Una volta sparita l’ospite dall’inquadratura aggiungono che “miracoli non ne possono fare”, con aria afflitta. La zia di Claudia, al contrario, “sta bene perché è magra e già è una bella fortuna”.

Finché i commenti si sono limitati a più che condivisibili consigli di buon gusto, come il suggerimento di togliere dei calzini velati abbinati a delle decolleté, oppure di indossare una guaina leggera per evitare che il vestito lasciasse vedere il segno dell’intimo, nulla da dire. Può anche starci l’ironia in questi casi, perché possiamo capire che lo spettacolo nasca da queste battute pungenti. Ma perché ridicolizzare le ragazze più in carne? Che tra l’altro avevano fisici più che normali. Che messaggio è stato trasmesso alle giovani ragazze che guardavano Uomini&Donne sognando l’amore? Forse che con delle gambe un po’ più grosse non potrebbero mai trovarlo?

Questi commenti sono stati doppiamente di cattivo gusto, considerando soprattutto il servizio mandato in onda durante la puntata delle Iene, trasmessa dalla stessa emittente, Mediaset. Valentina Dallari –ex tronista- raccontava la nascita dei suoi disturbi alimentari dovuti proprio ai commenti ricevuti sul proprio aspetto fisico. Perché fingere di schierarsi contro il body shaming e nel contempo mandare in onda un messaggio totalmente opposto? Forse le ragazze incollate allo schermo non hanno nemmeno percepito la gravità del messaggio, che è comunque arrivato loro in modo subdolo, riferendosi ad altri corpi messi alla gogna in modo “simpatico”. Forse hanno addirittura sorriso di quei commenti acidi da vera regina del fashion, alla Il diavolo veste Prada. Ma magari, quando si ritrovano sole davanti allo specchio, quei commenti potrebbero riemergere, il confronto tra le gambe della ragazza derisa e le proprie potrebbe nascere spontaneo in una giovane mente insicura. Lo sappiamo tutti che durante l’adolescenza la maggior parte dei ragazzi manca totalmente di autostima e va a caccia dei propri difetti fisici.

Ricordiamo a tutti qualche dato, giusto per capire la portata del fenomeno. Secondo stime ufficiali circa 3 milioni di persone soffrono di disturbi del comportamento alimentare, circa il 95,5% di queste sono donne. Si conta un’incidenza sempre maggiore di anoressia nervosa, con 8 casi ogni 100 mila persone tra le donne, mentre i nuovi casi per gli uomini si aggirano tra lo 0,02 e l’1,4. La bulimia, invece, conta 12 nuovi casi per 100 mila persone di sesso femminile, e 0,8 tra gli uomini.

Forse servirebbero un po’ più di consapevolezza ed attenzione quando si esprimono certe idee in televisione, specialmente se si tratta di un programma che conta moltissimi appassionati e che non è stato trasmesso in diretta e quindi è stato largamente rivisto in fase di montaggio. Bastano alcune accortezze per rimanere nei limiti della correttezza e non ferire irrimediabilmente il pubblico da casa. Prestiamo più attenzione a ciò che diciamo, iniziamo a farlo nella nostra vita privata e facciamolo notare quando per leggerezza gli altri sbagliano in questo senso, nella speranza che, passo dopo passo, vengano sensibilizzati tutti, anche chi appare sugli schermi.

Ricordiamo alla stilista Anahi che c’è modo e modo di fare spettacolo e anche di dire le cose, non è mai troppo tardi per imparare a pensare prima di parlare.

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