Il Cavaliere Oscuro di Christopher Nolan festeggia i suoi primi 10 anni. Era il 18 luglio del 2008 quando uscì nelle sale statunitensi il nuovo attesissimo film del regista di Memento. Un fiume in piena, un evento vorticoso atteso con smania dai fan di tutto il globo, pronti a celebrare quello che sarebbe diventato il miglior cinefumetto della storia. Un film immenso, dai canoni atipici, che ribalta la concezione del supereroe classico per trasformarla in un’idea palpabile e terrena. Nolan impone la sua visione autoriale, annulla il supereroe e lo erge a divinità umana fatta di carne e ossa privandola di super poteri. Più di 10 anni fa il regista inglese superò se stesso dirigendo un film maestoso e immortale. Una pellicola divenuta culto ancor prima di uscire, una colossale avventura nei meandri della psiche e della società moderna che abbatte le solide fondamenta sulla quale si erge la moralità umana per renderla una dubbia credenza stabilita a priori.

È innegabile che Il Cavaliere Oscuro abbia lasciato un segno indelebile nella storia del cinema, specialmente quello dedicato ai supereroi. Da quel momento in poi tutti i cinefumetti – sia quelli prodotti dalla Marvel che dalla DC – sarebbero stati in debito con il film di Nolan. L’universo di Batman era da anni schiacciato sotto il peso opprimente dei deludenti lavori di Joel Schumacher, pellicole dal sapore pacchiano che avevano reso l’uomo pipistrello una parodia di se stesso. Nel 2005 uscì Batman Begins e fu una ventata di aria fresca. Nolan riscrisse in chiave realistica e seriosa gli stilemi di un personaggio ormai dato per morto, narrandone la genesi e la trasformazione da uomo a super uomo. Si dovrà però aspettare il 2008 per assistere alla consacrazione definitiva del suo Batman.

Il Cavaliere Oscuro riassume all’ennesima potenza l’essenza del suo protagonista e lo fa con un approccio mai sperimentato prima. Abbandonata le componenti fantastiche e surreali delle pellicole di Tim Burton e quelle futuristiche e barocche di Schumacher, Nolan sceglie il realismo come chiave identificativa della sua opera e trasporta il tutto in una dimensione terrena e materiale. Il grande manto urbano di Gotham City assume le fattezze di una metropoli americana qualsiasi e il personaggio di Batman veste i panni dell’uomo che per sua natura è: un Bruce Wayne con il corpo leso da sanguinose ferite e il cuore spezzato dalla consapevolezza di non essere invincibile. Il mito cade e con esso vengono meno le certezze che alimentano l’operato umano. Niente più è quel che sembra, tutto perisce sotto il cinismo nefasto del Joker che grazie alla sua forza sconvolge l’animo devastato di una Gotham ormai allo sbando, vittima sacrificale della (a)moralità del villain interpretato dal compianto Heath Ledger. Antitesti di Batman, Joker cerca caos e disordine in ogni dove finendo per mettere in dubbio i buoni propositi dell’uomo pipistrello. Bene e male si confondono in un vortice di insicurezze e paure che annientano a colpi di parole le ferree certezze di Batman/Bruce Wayne.

La conclusione del film è la chiave del racconto, il pezzo mancante che porta a conclusione il discorso iniziato da Nolan. Batman non è un eroe, è solo una pedina facente parte di un ingranaggio più grosso che nessuno può governare. Nessuno però potrà eguagliare la sua forza d’animo, l’importanza del sacrificio messo in atto dalle due figure più rappresentative della difesa pubblica: il commissario Gordon, ovvero la legge, e Batman, ovvero il simbolo del giustizialismo. Il vigilante mascherato porta a compimento il suo lavoro, salva Gotham grazie a un sacrificio necessario e inevitabile addossandosi colpe non commesse per alimentare la speranza tra i cittadini e impedire a Joker di vincere. Il Cavaliere Oscuro ribalta la concezione del supereroe incorruttibile facendolo perire sotto i colpi della malvagità umana. Per la prima volta si assiste alla storia di un supereroe pieno di incertezze riguardanti il suo operato, che mette in dubbio la propria figura di protettore e simbolo di speranza per la città. Per la prima volta, si assiste alla caduta del supereroe.

10 anni fa usciva Il Cavaliere Oscuro, film dalla potenza disarmante che si affacciava al mondo dei supereroi con un approccio del tutto nuovo. Christopher Nolan ribalta la concezione del classico supereroe indistruttibile e dotato di leziosa bontà per sposare l’idea del realismo narrativo applicata a una dimensione terrena e non più fantastica. Il regista umanizza il supereroe dotandolo dei limiti esistenziali imposti a ogni uomo. Batman è solo un uomo, come tale vive, soffre e fallisce.

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