Era il lontano 1983 quando Buronson e Tetsuo Hara, due giovani fumettisti giapponesi, diedero alla luce uno dei manga più iconici di tutti i tempi scolpendo nell’immaginario collettivo una serie di personaggi destinati a divenire dei simboli per generazioni e generazioni di ragazzi. Nel 1983 Ken Il Guerriero, titolo originale Hokuto no Ken, uscì in Giappone sulla rivista Weekly Shonen Jump per un totale di 27 numeri pubblicati settimanalmente fino al 1988.

Il manga di Buronson e Hara raggiunse un successo planetario solo un anno più tardi quando uscì il corrispettivo cartone animato composto da due serie, la prima di 109 episodi mentre la seconda di 43, e trasmesso in Italia su varie emittenti televisive locali. Ben presto Ken Il Guerriero raggiunse un successo planetario e divenne uno dei cartoni animati più amati degli anni ’80 e ’90. Nel corso degli anni vennero prodotti anche numerosi lungometraggi animati di discreto successo, una terza serie animata divisa in due parti che precede gli avvenimenti narrati nel fumetto originale e, infine, un lungometraggio di produzione americana che si rivelò un autentico disastro cinematografico.

La storia è ambientata in Giappone verso la fine degli anni ’90. Il mondo intero è stato devastato a seguito di una guerra nucleare che ha annientato le città e costretto a fame e schiavitù i pochi superstiti. Non vi è più nessuna traccia della civiltà che regnava prima dell’avvento della Terza Guerra Mondiale. Le popolazioni vivono senza leggi e in completa anarchia. Regna il caos, vige la legge del più forte. Numerose bande malavitose comandano sui territori ancora liberi spargendo terrore e violenza. Sullo sfondo di questo mondo privo di speranza compare Kenshiro, un giovane combattente adepto di una scuola di arti marziali dalla storia millenaria: la Divina Scuola di Hokuto. Kenshiro e i suoi due fratelli maggiori, il benevolo Toki e lo spietato Raoul, apprendono i segreti di Hokuto grazie ai preziosi insegnamenti del maestro Ryuken, 63esimo successore della Divina Scuola. L’anziano maestro sceglie Toki come suo diretto erede in quanto considerato il più saggio e pacato nonché l’unico dei tre a poter effettivamente portare avanti gli insegnamenti di Ryuken. Durante la guerra, però, Toki rimane esposto per molto tempo alle radiazioni nucleari contraendo una malattia mortale che lo renderà molto debole. Di conseguenza, Ryuken è costretto a far ricadere la scelta su Kenshiro nonostante il giovane ragazzo sia ancora molto inesperto e meno potente degli altri due. Questo getta Raoul su tutte le furie in quanto da sempre è stato ambizioso di ricoprire il ruolo di 64esimo maestro della Divina Scuola. Durante una lite furibonda, Raoul uccide Ryuken e si autoproclama Re di Hokuto governando tirannicamente sulle terre ormai rimaste nel ridente Giappone. Kenshiro, quasi in preda alla perdizione, comincerà la sua lunga ascesa che lo porterà a scontrarsi con temibili avversari fino ad arrivare allo scontro finale con suo fratello maggiore per riportare pace e serenità in un mondo devastato dal dolore.

Ken il Guerriero non è solo un semplice cartone animato (o fumetto) ma rappresenta il simbolo di una generazione nata a cavallo tra gli anni ’80 e 90′, la generazione Millennials. Traendo spunto da numerosi elementi della cultura giapponese come l’olocausto nucleare, l’importanza del sacrificio, le arti marziali e numerosi sentimenti quali dolore, amore e odio, Buronson e Hara danno vita all’ennesimo scontro epico tra bene e male in cui decine e decine di differenti personaggi faranno da sfondo a una storia immortale che verrà ricordata per sempre. Kenshiro è un ragazzo mite e taciturno che sfrutta gli insegnamenti di Hokuto per difendere i più deboli in favore del bene e dell’amore. Nel corso della storia Ken diventerà sempre più forte e saggio per via dei numerosi combattimenti che dovrà affrontare. Dotato di un animo benevolo e altruista, Ken ha molti amici ed è il simbolo della speranza in un mondo corrotto e spietato.

Toki è il più saggio e maturo dei tre fratelli, usa uno stile di combattimento raffinato e tecnicamente perfetto. È il maggiore conoscitore dei segreti di Hokuto e per questo viene scelto da Ryuken come suo successore. Come viene spesso menzionato nella storia, se non fosse stato per la malattia, Toki sarebbe diventato ancor più forte di Raoul. Quest’ultimo è l’antagonista principale della prima serie animata nonché uno – se non il – dei personaggi più amati dell’intera storia. Raoul è un uomo imponente dalla forza sovrumana che nutre pericolose ambizioni di potere e dominio. Ha un carattere incontrollabile e l’animo corrotto dalla sete di potere e morte. A causa di queste motivazioni, Ryken decide di allontanarlo dalla scuola in quanto ritenuto troppo pericoloso. Ma Raoul non si fa intimidire dal maestro e nel giro di poco tempo diviene un feroce tiranno temuto dal mondo intero. Più volte Toki e Ken hanno affermato di nutrire enorme stima nei confronti del fratello ritenendolo il modello a cui si sono ispirato durante i loro allenamenti. L’unico punto debole di Raoul è rappresentato dall’amore che prova per Julia, la fidanzata di Kenshiro, una donna bellissima attorno alla quale gravita un’aurea di religioso mistero. Durante il duello finale, Ken sconfigge Raoul dopo che quest’ultimo aveva donato la sua anima ad una moribonda Julia, afflitta da un male incurabile. Con un estremo atto d’amore, Raoul si sacrifica per permettere a Julia e Ken di vivere felicemente insieme in un mondo di pace dopo che il Re di Hokuto è perito per sempre. Raoul è il vero protagonista morale della storia. Sotto la coltre di ferocia e spietatezza si nasconde un cuore nobile che fino all’ultimo non voleva ammettere a se stesso di essere come tutti gli esseri umani della Terra: un uomo pieno di amore. Durante il suo funerale, Ken e Julia pronunciano un discorso di una bellezza sopraffina e ritenuto tra i più belli della saga:

Ken: “Se Raul non avesse sacrificato la vita donandoti la sua anima non sarebbe di certo andata così Julia, avrei di certo perso il combattimento”.

Julia: “No, se avesse vinto lui, avrebbe governato il mondo con violenza e terrore. E lui sapeva che nel regno del terrore non c’è posto per la pace, così nel suo cuore si era creata la speranza di poter essere sconfitto da qualcuno che lui amava per permettere l’inizio di una nuova era dominata dalla luce della ragione e da un sentimento di gioia universale, si è sacrificato per ridare vita al mondo”.

Ken Il Guerriero è la storia di una generazione, un mito scolpito nella cultura di massa e ricordato dai Millennials come figura mitologica di riferimento. Un cartone animato immortale che accompagnerà per tutta la vita tutti coloro che negli anni ’90 si entusiasmavano nel vedere Kenshiro sconfiggere un terribile nemico e si terrorizzavano alla vista di Raoul e del suo fido cavallo Re Nero. La storia di una generazione che non morirà mai.

FONTI

WIKIPEDIA