Ogni protagonista, che sia più o meno gradito, stringe un patto di fiducia con il lettore. Nel momento in cui si legge un libro, si è portati a empatizzare con il suo protagonista principale e a fidarsi della sua parola. Si entra nel suo punto di vista e con questo si osservano le vicende che gli capitano, specialmente se si tratta di una narrazione in prima persona. È ciò che accade anche leggendo l’ultimo romanzo di Valentina Ferri, Le straordinarie bilocazioni di Lily Bells.

Lily Bells è una protagonista dall’età indefinita (verrebbe da supporre che viaggi sulla quarantina), estrosa e piena di brio. Le sue passioni sono i gatti, i dolci e le mises sadomaso. Attraverso la sua narrazione entriamo in contatto con gli strambi personaggi che popolano il suo vicinato, con cui Lily adora intrattenere conversazioni. I nomi descrivono la loro apparenza: Mr Harry Fox, «così di bell’aspetto»; il nano Little Raphael, con un passato nel circo, «dal temperamento artistico e sognatore»; Cloe Panthy, che «sembra sia perfetta, con i capelli scuri e la scollatura colma di seno profumato»; Mrs Ellen Oinky, che «ha addosso la pelle del maiale»; e poi i bizzarri Mrs Hawk e suo fratello Jude. Nell’interagire con questi personaggi Lily si dimostra sempre ottimista e ben predisposta, con l’ingenuità di pensiero tipica di una bambina.

Si fa presto a comprendere che, in realtà, quello di Lily Bells non è un punto di vista totalmente attendibile. Il libro, infatti, alterna la narrazione in prima persona a quella più distaccata del narratore esterno in terza persona, che ci propone di pari passo le vicende da un punto di vista più obiettivo. Non per questo la voce di Lily risulta meno convincente: intrattiene festicciole e merende con dei bambini immaginari, prepara dolci deliziosi per se stessa e per i volatili che vanno a trovarla sul suo balcone; ci porta perfino in Spagna, grazie alle sue bilocazioni notturne. Pare infatti che, dopo la lettura della biografia di una santa, «tale Maria de Agreda, monaca visionaria dei Seicento e consigliera di Filippo IV di Spagna», nota per le sue bilocazioni, anche Lily abbia scoperto di essere in grado di trovarsi in due posti diversi nel medesimo momento dopo essersi appisolata. Oltre a questa dote straordinaria, questo singolare personaggio è appassionato anche di arte: realizza illustrazioni per tappezzerie e adora girovagare per musei a tempo perso. E ancora, vanta una certa affinità con i felini del suo quartiere, tanto da paragonare ai gatti chi le sta simpatico (compresa se stessa) e ai cani chi le provoca sentimenti sgradevoli.

Questa squisita quotidianità sarà interrotta da un crudele delitto. Colpevole di esserne stata testimone, verrà rinchiusa in una cantina dai responsabili. È lo scontro dell’ottimismo contro la realtà, che conferisce in maniera decisiva la misura della differenza tra il mondo che Lily si è costruita su misura e il carattere intrinseco – e intrinsecamente malvagio – di chi vi abita. La serenità della protagonista e l’agio nell’indossare i suoi panni entra in conflitto con l’insoddisfazione e la mancata accettazione di sé e del proprio aspetto, proprie del colpevole.

Valentina Ferri maneggia con disinvoltura lo svolgimento di questa fiaba singolare, confermando la sua abilità di scrittrice. Non solo romanzi nella sua carriera, come Storia a quattro mani con cucina (Deainedi 2014) e Quando il leone si ciberà di paglia (Galaad 2014), ma anche saggi ai quali affianca l’attività di giornalista e di attrice teatrale.

Le straordinarie bilocazioni di Lily Bells è stato pubblicato lo scorso settembre da L’iguana, casa editrice femminista che dà voce alle scrittrici italiane che raccontano storie di donne libere, fuori dai pregiudizi. Quella di Lily è certamente una storia di libertà; libertà di essere se stesse e fuori dagli schemi, libertà di bastarsi e di amarsi, concedendosi coccole e piccoli piaceri della vita. Lily è un personaggio fuori dagli schemi che insegna a esercitare il pensiero positivo, verso se stessi e verso il prossimo, a coltivare le proprie passioni in maniera disinteressata e a dispensare buone azioni per il gusto di farlo.

Sarà per questo che, dopo aver letto delle sue bilocazioni, vorremo tutti essere un po’ Lily Bells.

 

 

 


FONTI

criticaletteraria.org

V. Ferri, Le straordinarie bilocazioni di Lily Bells, L’iguana, 2018