Dietro l’apparenza di tante facce sorridenti si nasconde abbastanza frequentemente un disturbo ossessivo-compulsivo (DOC). La psicologia ormai ne ha riscontrati di diverso tipo, come l’ossessione per la simmetria, l’ossessione nel ripetere determinati gesti o movimenti, l’ansia di doversi lavare continuamente le mani  o l’ossessione per la pulizia della propria casa e persona.

Chi manifesta un disturbo ossessivo-compulsivo per quanto riguarda la pulizia della casa ad esempio, solitamente soffre di una paura infondata per i germi e di conseguenza fatica ad avere relazioni sociali in primo luogo perché troppo impegnato nella pulizia e in secondo luogo perché entrare in contatto con estranei può contagiare la persona con una moltitudine di germi.

Questo disturbo inizia ad essere riconosciuto quando la persona in questione si rende conto che i propri pensieri ricadono sempre sulla pulizia della casa; alcuni malati hanno riferito che provano una tremenda paura quando credono di non aver pulito a sufficienza la casa, non tanto per una questione pratica, ma più per il timore che qualcuno nella loro casa possa ammalarsi perché non è stata disinfettata a sufficienza dai germi. Solitamente queste persone faticano a stare in compagnia perché normalmente gli altri membri del gruppo non sono fissati con la pulizia e quindi possono compiere gesti che inconsciamente fanno imbestialire l’individuo affetto da disturbo ossessivo-compulsivo, portandolo a irrigidirsi e sfogarsi anche verbalmente in maniera aggressiva contro chi sta contagiando l’ambiente.

Il fenomeno sembra essere in crescita tra la generazione Y (Millennial) secondo quanto riscontrato da una ricerca condotta su 1042 adulti nel Regno Unito da AppliancesDirect.co.uk. Le Millennials sembrano fissate con la pulizia, è come se fosse diventata una nuova tendenza tra le giovani donne. Pulire per qualche ora al giorno infonde un senso di pace, benessere e ordine interiore oltre che esteriore. Si può dire che è quasi un modo diverso per affrontare la vita perché se si vive in un ambiente ordinato, incontaminato e idilliaco, anche gli altri aspetti della vita quotidiana possono essere affrontati in un’ottica diversa.

Negli ultimi anni sono stati mandati in onda alcuni programmi come Malati di pulito su Realtime in cui vengono paragonate due realtà completamente diverse: da una parte si vedono persone affette da un disturbo ossessivo-compulsivo volto all’accumulazione seriale di cianfrusaglie e dall’altra persone affette da doc in senso opposto, cioè pulizia ossessiva dell’ambiente domestico. In realtà non si capisce molto bene la finalità del programma poiché si mettono in evidenza al mondo le reciproche ossessioni, ma probabilmente il tutto è stato pensato in un’altra ottica e cioè cercare di mettere in contatto due mondi assolutamente opposti per cercare di far capire a chi soffre di doc di limitare la propria visione estrema.

Ma ancora, da qualche anno è nata una nuova stella del pulito, la giapponese Marie Kondo. La giovane donna ha esordito con due libri diventati best seller, Il magico potere del riordino e 96 lezioni di felicità ed è l’ideatrice del metodo KonMari, il quale si propone di aiutare le persone a riordinare i propri spazi abitativi in modo da migliorare anche la qualità della propria vita. Nel 2018 Netflix ha deciso di produrre una serie reality, Facciamo ordine con Maire Kondo, in cui la donna si destreggia in diverse case americane per aiutare le persone a mettere ordine nella propria vita confusionaria. La serie ha suscitato da una parte consensi, ma dall’altra anche alcune critiche date dall’atteggiamento alquanto fatato della giovane donna. Ciò che Marie si propone di mettere in pratica nelle diverse abitazioni è un metodo assolutamente giapponese, volto all’entrare in contatto con gli spazi abitativi e con gli oggetti. Prima di tutto cerca di far capire alle persone che gran parte degli oggetti che possediamo sono assolutamente superflui e successivamente propone di entrare in contatto con essi per capire quale sia il reale legame emotivo. Una volta fatto questo, Marie insegna diversi metodi per riorganizzare la casa attraverso l’utilizzo di piccole scatole in cui contenere gli oggetti in modo da avere sempre una visione chiara di ciò che si possiede.

Alcuni l’hanno criticata sostenendo che dietro a tutta questa felicità manifestata da Marie di fronte al disordine, sia soltanto una scusa per nascondere un forte disturbo ossessivo-compulsivo di pulizia, ma più probabilmente ciò che caratterizza la sua persona è la sua tradizione nipponica, amante del minimalismo e dell’ordine.

Anche nel mondo occidentale sono emerse alcune stelle della pulizia grazie ad Instagram. Alcuni hanno parlato di cleaning influencer e di nuove Chiara Ferragni del pulito, come la più famosa tra tutte Giulia Groppo, la quale si diverte a pubblicare stories e foto di sè stessa con spazzettoni, prodotti per la casa e spugnetta. La stessa Giulia non sostiene di avere un disturbo ossessivo-compulsivo, ma semplicemente crede che pulire quotidianamente le infonda un senso di ordine generale nella vita. Per queste giovani influencer del pulito, make-up, prodotti per la pulizia del viso o varie tipologie di creme, sono stati sostituiti da prodotti per la casa che le stesse case produttrici inviano alle ragazze per sponsorizzare il loro marchio.

Ma come lei ce ne sono tante altre sul mondo di Instagram che stanno esordendo come regine del pulito, come Valentina Schifilliti o Sophie Hinchliffe, persone comuni dunque che diventano “qualcuno” grazie ai loro consigli di pulizia. Le aziende specializzate in pulizia domestica preferiscono affidarsi a questi soggetti per pubblicizzare i propri prodotti, piuttosto che affidarsi a qualche super modella o vip dei talk show, semplicemente perché persone comuni che parlano e consigliano altre persone comuni sono più affidabili e recettibili. In realtà questi trend per alcuni scettici non fanno altro che sponsorizzare e favorire il disturbo ossessivo-compulsivo di cui soffrono e diventare una stella del web o un’icona del pulito non favorisce sicuramente il processo di guarigione a cui dovrebbero essere sottoposte. È come se si stesse cercando di nascondere un disturbo soltanto perché questo fa tendenza e permette di guadagnare qualche followers in più.