Fausto Brizzi, regista italiano di molte pellicole di successo come Notte prima degli esami e Maschi contro femmine, è stato accusato di molestie sessuali nel 2017 da parte di qualche attrice, alcune delle quali a volto coperto, in un servizio (firmato da Dino Giarrusso) della trasmissione di Mediaset Le iene.

Nello specifico alcune attrici hanno accusato il regista romano di aver cercato, in un periodo compreso tra il 2014 e il 2017, “un contatto fisico sempre maggiore“, di “insistenza nei modi” e per ultimo di essersi spogliato completamente nudo per cercare approcci fisici ancora più pesanti e violenti. Il tutto presso la casa adibita a studio dove il regista è solito fare provini alle attrici. Delle dieci attrici che hanno accusato Brizzi, solo Clarissa Marchese, Miss Italia 2014, e la modella Alessandra Giulia Bassi hanno deciso di parlare dell’accaduto senza essere oscurate. Le altre attrici, invece, sono comparse a volto oscurato senza aver rilevato il loro nome, e solo tre attrici hanno deciso di sporgere denuncia di fronte ad un tribunale. Alcune di queste poi hanno definito gli occhi di Brizzi “da pazzo”, “rossi” e “cattivi”.

Il regista romano ha sempre respinto le accuse a lui rivolte rilevandole infondate e dichiarando di non aver mai avuto rapporti sessuali non consenzienti. Ma Brizzi è veramente innocente? Nel luglio del 2018 la procura di Roma ha chiesto l’archiviazione delle accuse a carico del regista. Infatti proprio il 23 gennaio 2019 Alessandro Arturi, il gip di Roma, ha emesso decreto di archiviazione delle accuse di violenza sessuale a carico di Brizzi. Si è preferito archiviare le accuse per due motivi. Primo, alcune di queste accuse di molestie sessuali sono state rivolte molto più in là nel tempo rispetto all’accaduto. E secondo, la specifica accusa di una donna che era stata scritturata per una comparsa, con un compenso di duecento euro complessivi, è stata considerata “vaga e generica”.

Nonostante  le accuse rivolte a Brizzi siano effettivamente cadute nel baratro, il programma di Italia 1 Le iene non rinuncia di credere alle accuse rivolte al regista. Davide Parenti, ideatore de Le iene, dichiara che sebbene il giudice abbia archiviato le accuse perché sono scaduti i termini, questo non implica il fatto che le storie raccontate  nel 2017 sulla questione non siano vere. E sempre lo stesso Parenti afferma: “ci quereli, se Brizzi ci chiamasse in causa noi saremmo pronti a dimostrare la veridicità dei nostri servizi”.

Comunque non solo lo stesso Brizzi ha da sempre respinto le accuse a lui rivolte, ma anche la moglie, Claudia Zanella, ha rivelato di sentirsi molto addolorata e dispiaciuta delle accuse rivolte al marito perché secondo lei non corrispondono assolutamente alla persona che è. Anche Enrico Lucherini, press agente cinematografico, ha dichiarato: “ero sicuro che avrebbero archiviato tutto… non ho mai creduto che facesse queste cose“.

Fausto Brizzi non è l’unico uomo accusato di molestie nel mondo dello spettacolo: tutto è partito da Hollywood e dal più famoso Caso Harvey Weinstein. Un’ottantina di donne hanno accusato il famoso produttore americano di molestie compiute nell’arco di tre decenni. Mentre dodici attrici hanno dichiarato addirittura Weinstein colpevole di stupro.

Proprio dopo tale caso è partito un “boom” di accuse di molestie. Tra i tanti casi di accuse possiamo citare quello dell’attore Anthony Rapp, che ha accusato Kevin Spacey   e il caso di una trentina di attrici che hanno accusato lo  sceneggiatore James Tobback .

Ma anche queste personalità del cinema americano si possono definire effettivamente colpevoli? E perché proprio dopo alcuni anni le attrici hanno deciso di denunciare in massa? Forse avevano deciso di lasciare perdere in nome della carriera? O forse semplicemente hanno trovato finalmente coraggio? Tutto questo non ci è dato saperlo. Comunque sia, stiamo vivendo in un periodo in cui sempre più oscenità emergono dal mondo dello spettacolo e, anche se magari alcune accuse possano sembrare esagerate, molte donne hanno imparato a non aver paura di denunciare abusi di personalità dello spettacolo definite in precedenza “intoccabili“.