Nelle scorse settimane a Parigi si è tenuta la Fashion week con la presentazione delle Nuove Collezioni di Alta Moda Primavera-Estate 2019 e a far parlare è stata soprattutto la sfilata di Viktor&Rolf, casa di moda olandese che ha presentato la propria collezione di Haute Couture.  Romantiche crinoline e abiti dai volumi importanti su cui sono stati cuciti messaggi ironici come “I am my own muse” o “no photo please” sono stati i protagonisti indiscussi di questa fashion week parigina.
La casa di moda nasce a Parigi nel 1993, quando i due amici, Viktor Horsting e Rolf Snoeren, dopo essersi laureati  all’accademia delle belle arti e del design di Arnhem, decidono di trasferirsi per iniziare la loro carriera. La loro prima collezione “Hyères” basata sulla distorsione, sulla ricostruzione e sulla stratificazione vince tre premi al Salon Européen des Jeunes Stylistes, presso il Festival Internazionale della Moda e della Fotografia. Le successive quattro collezioni, in spazi d’arte sperimentali, li portano nel 1998 al debutto nell’alta moda. Visionari nel loro modo di porsi verso il fashion design, riescono ogni volta a sorprendere il loro pubblico.

La sorpresa è appunto il loro tratto distintivo e con questa sfilata sono riusciti a portare il concetto di moda a un livello superiore. I maxi-abiti presentati sono diventati manifesto del potere espressivo dell’abbigliamento; vengono ripresi i linguaggi dei social media, lettering realizzati attraverso  la sovrapposizione di strati di tulle tagliato. I long dress sono stati realizzati con otto chilometri di tulle, impreziosito da rouches, balze e fiocchi. Vengono riproposti abiti dall’aria ottocentesca, indossati da bellissime donne dai lunghi capelli ondulati ma portatrici di idee ben chiare. Una sfilata corta ma incisiva, che è riuscita a lasciare il segno e che ci ha mostrato come l’arte, in ogni suo aspetto, possa essere portatrice di pensieri e ideali.


La moda diventa veicolo per una generazione fin troppo silenziosa, che ha sempre più bisogno di essere ascoltata. Così in arancione, rosa, blu e bianco, nero o viola, una carrellata di bamboline che sembrano quasi volteggiare su se stesse, sfilano al teatro Gaitè Lyrique, mostrando il manifesto di una società raccolto da queste silhouette colorate ed esplosive.