Un gruppetto di millennials ha dato vita a una startup di successo e forse questo può divenire uno stimolo, oltre che un esempio, anche per chi -della generazione Y o di altre- ha smesso di credere nella possibilità di realizzare i propri sogni o ha semplicemente perso la voglia di cercare lavoro. Gabriele Giugliano, Martina Mattone e Nicolò Bardi, infatti, non hanno cercato ma creato il proprio lavoro.

La startup che Gabriele, Martina e Nicolò hanno fondato è un’app, Tutored, che permette a studenti universitari e neolaureati di iscriversi alla piattaforma e di ricercare, attraverso l’interazione con altri studenti, le informazioni che gli occorrono e che possono essere relative agli esami da svolgere, appunti e ripetizioni. Questo scambio di informazioni potrebbe essere messo in pratica anche su un qualsiasi social network, ma Tutored non si limita soltanto a tali funzioni: permette, infatti, agli studenti di creare anche un proprio profilo professionale, che consiste nel percorso di studi realizzato. Questi dati vengono considerati dall’altro “protagonista” della app, ovvero le grandi aziende, che possono scegliere, così, chi ingaggiare in base alle proprie esigenze e pubblicare proposte di lavoro.

Nelle proposte di lavoro e negli stage messi a disposizioni da queste grandi aziende consiste il vero grande vantaggio che questa piattaforma offre agli studenti che, altrimenti, potrebbero ottenere le informazioni sugli esami, gli appunti e le ripetizioni anche altrove. La possibilità di essere ingaggiati da aziende importanti offre loro un’occasione che altre app non offrono ed è proprio questo uno dei segreti del successo di Tutored.

Gabriele Guglielmi, in un’intervista a Community di Rai Italia, ha dichiarato di credere che l’idea sia solo l’1% di un progetto, perché, a suo parere, l’idea cresce con i risultati che si ottengono e, quindi, con la risposta del mercato. I tre ragazzi sono partiti da un’idea, quella del semplice scambio di pareri e informazioni su esami e della possibilità di offrire ripetizioni, ma, poi, il progetto si è sviluppato nella direzione del business quando la risposta del mercato è divenuta di importanti dimensioni.

La tenacia di questi tre millennials è sicuramente un esempio per tutti gli altri. Infatti i ragazzi non hanno negato le difficoltà iniziali, soprattutto economiche perché per avviare un progetto di questo tipo sono necessarie importanti risorse monetarie. Nell’intervista Gabriele ha dichiarato, infatti, che la prima grande difficoltà è stata quella di convincere i fondi di investimento dell’importanza degli utenti ingaggiati e registrati in quanto potenziali “soldi” del futuro. I tre giovani, convinti della idoneità della propria idea, sono riusciti a persuadere investitori sufficienti per realizzare il loro proposito.

Infatti i tre ragazzi hanno saputo sfruttare un elemento a proprio favore: è importante ricordare che sono essi stessi studenti universitari, per cui conoscono il problema che affrontano e il target a cui si riferiscono con la loro piattaforma e questo, probabilmente, è stato anche ciò che ha spinto i fondi di investimento ad accettare e abbracciare l’idea di tre giovani.

Il fatto stesso di essere studenti universitari non è stato solo un elemento a favore, perché possiamo immaginare quanto sia difficile conciliare l’impegno dello studio universitario con il lavoro, sebbene possa risultare anche stimolante.

Questi studenti hanno dovuto rinunciare a molte distrazioni quotidiane, ridurre il proprio tempo libero e la vita sociale per proteggere e portare avanti il progetto e tutti sanno quanto possa essere difficile questo sacrificio in gioventù. Per tre persone come loro, caratterizzate dalla tenacia, però, si è solo rafforzata la fiducia nel loro progetto e nelle loro capacità e competenze. Questa strada di certo non è semplice e per sceglierla bisogna avere una passione tale da poter sopportare delle rinunce.

Passione e determinazione sono proprio le caratteristiche che Gabriele Guglielmi indicato come caratteristiche proprie e dei suoi soci. I tre, però, presenterebbero competenze differenti tra loro e questo ha fatto in modo che si sviluppasse una fiducia reciproca e, soprattutto, che si rispettassero i ruoli di ognuno. È stato complesso all’inizio, dice Gabriele, trovare un team che si adattasse al modello di comportamento adottato ai tre fondatori.

Oggi sono soddisfatti del team di cui si sono circondati, con il quale hanno dato vita a un fondamentale lavoro di squadra. L’importanza data al lavoro di squadra è un’altra qualità della startup di questi millennials che potrebbe essere presa in esempio dai giovani.

Sebbene, quindi, Gabriele, Martina e Nicolò abbiano incontrato non poche difficoltà nel loro percorso e abbiano dovuto sacrificare molti piaceri della propria vita, sono soddisfatti perché hanno ottenuto, con il loro team, un certo successo. La loro startup oggi conta circa 300.000 studenti universitari iscritti solo in Italia e si sta sviluppando anche in Europa e nel mondo.

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