Vi è mai capitato di abbinare dei dipinti a dei segni zodiacali? In precedenza abbiamo parlato della Vergine, ora è il turno della Bilancia. I nati tra il 23 Settembre e il 22 Ottobre prediligono l’equilibrio e l’armonia e hanno una spiccata sensibilità. Il pianeta dominante è Venere e il loro simbolo grafico rappresenta la stradera, strumento di misurazione e quindi emblema dell’equilibrio, della misura; potrebbe anche simboleggiare il sole che si alza dall’orizzonte, equilibrio tra giorno e notte. Nella mitologia, la bilancia veniva utilizzata da Zeus per giudicare gli uomini e determinare il loro destino. Inoltre, legato alla leggerezza che appartiene ai nati sotto questo segno è il suo elemento: l’aria. Il quadro adatto alla Bilancia è la Nascita di Venere di Botticelli. Questo dipinto, realizzato tra il 1482 e il 1485, conservato alla Galleria degli Uffizi di Firenze raffigura la nascita di Venere dalla spuma del mare; è inoltre considerato il dipinto icona del Rinascimento italiano.

L’autore, Alessandro Botticelli, nacque a Firenze nel 1445, ultimo di quattro figli maschi. A Prato svolse il suo apprendistato nella bottega di Filippo Lippi dal 1464 al 1467. Subì l’influenza di Antonio del Pollaiuolo e Andrea del Verrocchio: in questo periodo produsse molte delle sue Madonne. Quando Filippo Lippi morì nel 1469, Botticelli aprì bottega per conto proprio. Negli anni Ottanta del Quattrocento, Botticelli dipinse i suoi capolavori più noti come La Primavera e, appunto, la Nascita di Venere. Lavorò per i De Medici e con la loro caduta e la presa di potere da parte del frate Gerolamo Savonarola fu preso da un fervore religioso che lo spinse a bruciare alcune delle sue opere più antiche. Negli ultimi anni della sua vita Botticelli cadde in disgrazia e nel 1510 morì isolato e in povertà.

Aria, amore e bellezza sono gli elementi comuni tra il segno zodiacale e il quadro di Botticelli: così come la Nascita di venere rappresenta l’ideale di bellezza femminile, i nati sotto il segno della Bilancia amano il bello e disdegnano ogni forma di crudeltà e brutalità; così come il soggetto del dipinto è la dea Venere, la dea dell’amore, la bilancia fa dell’amore l’elemento cardine della sua vita.

Il dipinto ha una costruzione simmetrica dei personaggi: al centro vi è Venere, a figura intera, nuda, posta in equilibrio sul bordo della conchiglia che attraversando il mare schiumoso la conduce sull’isola di Cipro. L’equilibrio presente nel dipinto ritorna nelle caratteristiche della Bilancia: questo segno infatti ha sempre un suo equilibrio spirituale dominato dalla pace e dalla giustizia. Come una statua classica, da cui effettivamente Botticelli prende spunto, ricavando una rielaborazione dell’Afrodite Cnidica di Prassitele, scultore greco del IV secolo a.C. e autore della Venus Pudica, Venere ha la testa leggermente reclinata, la mano destra appoggiata al seno e con la mano sinistra si copre il pube.

Alla fissità del corpo fa da contrasto l’ondeggiare dei capelli dorati. Riferimento di questa icona è, come si evince da titolo, il mito della nascita di Venere: Esiodo racconta che Crono, divinità pre-olimpica, evirò suo padre Urano, il Cielo, per vendicare i torti subiti dalla madre, Gaia, la Terra; quando i genitali di Urano caddero in mare si formò una schiuma da cui, presso l’isola di Cipro, emerse Venere. Ancora più attinente è il mito della nascita di Venere raccontato da Omero: Venere, figlia di Giove e della ninfa Dione, sarebbe nata da una conchiglia uscita dal mare. Come abbiamo detto, il dipinto è costruito simmetricamente: al centro abbiamo Venere, mentre a sinistra abbiamo i venti Zeffiro e Aura e a destra l’Ora della Primavera. Zeffiro e Aura, che soffiano verso la dea e creano le increspature del mare, hanno sembianze umane e volano abbracciati: sono il simbolo della fisicità dell’atto d’amore. Sulla riva, l’Ora della Primavera, che ha un vestito chiaro decorato con ghirlande di rose e fiordalisi, porge alla dea un manto rosso ricamato di fiori. L’opera rappresenta allegoricamente il concetto di amore come forza motrice della natura, seguendo la linea neoplatonica, o la Venere Celeste, simbolo di purezza e semplicità dell’anima, legato alla religione cristiana.

Saper ascoltare, riuscire ad adattarsi a ogni situazione e trovare a ogni problema la giusta soluzione allontanano la Bilancia dal carattere della capricciosa Venere, ma allo stesso tempo il godere le gioie della vita, la leggerezza, il riuscire a conquistare sempre cose belle e piacevoli la accomunano alla dea. E come i nati sotto questo segno, che con il loro fascino e i loro modi suadenti, attirano l’attenzione e riescono sempre nel loro intento, così, negli Inni Omerici, ad Afrodite:

«Fra gli altri esseri non v’è alcuno che sappia sfuggirle,
né fra gli dei beati, né fra gli uomini mortali.
E turbò perfino la mente di Zeus che gioisce del fulmine,
che è il più grande, e ottenne il più grande potere:
e quando vuole, illudendo il suo animo saggio,
facilmente lo spinge a unirsi con donne mortali,
inducendolo a dimenticarsi di Era, sua sorella e sposa.»