La digitalizzazione influenza il mondo del lavoro così come anche quello dell’istruzione, grazie all’introduzione del registro elettronico, delle lavagne interattive e il supporto di ricerche online a portata di mano per i “nativi digitali”. Nel mondo lavorativo ci sono sempre più persone specializzate in lavori come grafica, web design, consulenza social media, digital eco brand management: nuove professionalità sempre più richieste, che si accompagnano alle classiche figure professionali (quali avvocato, architetto, commercialista, ingegnere). Queste ultime hanno sempre più bisogno dell’aiuto delle prime, per allestire o aprire il proprio sito web o per aggiornarsi, come nel caso della fattura elettronica. È divenuto un gesto inusuale anche la consultazione delle pagine gialle: le persone si affidano ai motori di ricerca che offre internet per trovare professionisti a cui potersi rivolgere e, in alcuni casi, questa nuova abitudine consente anche di interagire con altri clienti o fissare direttamente un appuntamento grazie a piattaforme apposite. In altre parole, oggi viviamo in una società che per qualunque tipo di domanda si affida alle ricerche in rete.

Questo vale anche per le notizie: le testate giornalistiche si sono dovute adattare creando siti online con contenuti fruibili a tutti ed altri ad esclusivo accesso degli abbonati, vedendo così ridotta drasticamente la vendita del corrispettivo cartaceo. Questa trasmigrazione di contenuti non si limita a pochi campi, al contrario non ha ancora posto i suoi limiti, e il mondo dell’intrattenimento non fa eccezioni. Ad ora abbiamo fatto accenno al mondo del lavoro, ma dall’altra parte ci sono i fruitori del mondo digitale in cerca di un intrattenimento su varie piattaforme quali Netflix, Youtube, ma anche piattaforme streaming di reti TV che hanno fatto fronte alle nuove esigenze del pubblico, così come si sono adattate le pubblicità, le quali sostengono la maggior parte dei contenuti gratuiti sul web.

Ogni tipo di interazione, ad ogni livello, passa per il mondo digitale e permette di rimanere connessi ed essere interconnessi nel modo che più si ritiene opportuno alle proprie necessità. La digitalizzazione però riserva anche degli aspetti negativi, come l’assenza di un’educazione al digitale. I ragazzi che sono cresciuti nel pieno dilagare di questo mondo digitalizzato troppo spesso non si rendono conto di non potersi quasi ritagliare uno spazio vitale che sia del tutto privato, a non saper fare a meno dei supporti digitali creando vere e proprie dipendenze (da cui non sono immuni anche persone di generazioni precedenti). Ciò comporta la nascita di nuovi crimini che la legge ancora non riconosce e da cui ancora non ci si sa difendere, la condivisione di una semplice foto sui social a volte può compromettere la privacy di altre persone ma è un gesto così semplice che nessuno si preoccupa di violare i diritti di qualcun altro. Gli aspetti negativi sul lavoro riguardano il non poterlo delimitare in fasce orarie prestabilite con il conseguente rischio di aumentare lo stress e di non vedere garantiti i propri diritti di lavoratori. Anche il volersi tagliare fuori dal mondo digitale può compromettere la propria attività e spesso chi con un certo scetticismo si rivolge alle nuove figure professionali non ne riconosce del tutto i meriti del lavoro svolto, svalutandolo e non volendolo retribuire affatto o solo in parte.

Come per ogni aspetto umano anche la digitalizzazione ha i suoi lati positivi e i suoi negativi, dipende dal singolo individuo saper sfruttare al meglio delle proprie capacità le risorse che la digitalizzazione mette a disposizione di tutti.