In giro per il mondo ci sono molte donne e ragazze che fanno della street art non solo un mestiere, ma uno strumento per parlare della condizione femminile e di diritti, sotto varie sfaccettature.

Shamsia Hassani è a la prima street artist afghana. Docente di disegno presso la facoltà di Belle Arti di Kabul, contribuisce a costruire la coscienza femminile, con l’educazione e con i graffiti. I suoi lavori, infatti, fanno da vetrina alla difficilissima condizione delle artiste e delle donne in Afghanistan. Le sue opere ritraggono donne imprigionate in una società strutturata da uomini per gli uomini.

«Avvolte nel tradizionale chador, in pose leggiadre come antiche Dee Madri della civiltà sogdiana, con strumenti musicali, o semplicemente immerse nei loro pensieri.»

[da Artuu] 

I soggetti dei murales di Shamsia non solo destabilizzano la visione patriarcale, ma – soprattutto – colpiscono il cuore delle interessate. Il desiderio di Shamsia è proprio quello di insegnare alle donne afghane a guardarsi, a riconoscersi in quanto esseri umani titolari di diritti. L’Afghanistan non è una terra in cui si può parlare per strada con normalità. La stessa Shamsia, per timore di aggressioni o di scoppi d’ordigni improvvisi, esegue le sue opere in appena quindici minuti o poco più, scegliendo zone isolate e orari in cui le strade sono meno affollate. Shamsia, tuttavia, non si spaventa e non si ferma. Nel 2009, ha co-fondato l’organizzazione Berang, al fine di promuovere l’arte e la cultura contemporanea in Afghanistan attraverso laboratori, incontri e mostre.

Shamsia Hassani

Alice Mizrachi è un’artista e un’educatrice interdisciplinare con base a New York, dove lavora nei settori della pittura, dei murales e dell’installazione. Il suo lavoro esplora l’interconnessione tra individui e comunità attraverso la duplice lente della compassione e dell’empatia. Il suo lavoro spesso coinvolge le comunità locali e riflette risposte visive positive ai problemi sociali che interessano i residenti del quartiere. Argomenti frequenti includono il sacro femminile, identità e migrazione. Dichiara l’artista sul suo sito:

«Il mio processo attiva uno spazio di amore, speranza, ottimismo e guarigione come mezzo per connettersi con le persone. (…) Mi sforzo di rendere l’arte un’esperienza inclusiva. L’arte è universale nella sua intrinseca capacità di connettere le persone ovunque».

Le sue rappresentazioni di ragazze e donne come archetipi sacri comunicano al mondo l’urgenza della cancellazione delle distinzioni di genere e delle discriminazioni subite dalle donne, non solo nella società contemporanea, ma anche nel mondo dell’arte e della street art, considerati per lo più ambienti maschili.

Alice Mizrachi

Lady Aiko mescola l’estetica tradizionale giapponese all’arte astratta e alla street art contemporanea, dando vita a un “intenso dialogo tra culture lontane”. Nata e cresciuta a Tokyo, si è trasferita a New York nella metà degli anni Novanta, dove inizia a lavorare per l’artista Takashi Murakami, per poi proseguire in solitaria il suo percorso. Anche i suoi soggetti sono legati all’universo femminile. Aiko è acclamata nel mondo dell’arte contemporanea e molto rispettata nel panorama internazionale dei graffiti e della street art. Nel 2010 ha lavorato con Banksy in Exit Through the Gift Shop.

Lady Aiko

Swoon, invece, è il nome d’arte di Caledonia Dance Curry. Nata nel Connecticut, ma cresciuta in Florida, a 19 anni si trasferisce a Brooklyn per studiare pittura. Il suo pseudonimo, d’impatto, fa pensare automaticamente a un uomo: la street art è spesso associata a un’attività prettamente maschile, troppo rischiosa per una donna. La neutralità rispetto al genere è proprio il punto di forza del suo nome.

«Swoon è stata in grado di inserirsi con successo in un’area ad accesso limitato per il sesso debole.»

[da Terzo Incomodo]

Le sue opere parlano di profonde questioni sociali e ambientali, attraverso soggetti della cultura popolare. I pezzi figurativi di Swoon si rifanno a persone care o a quelle che ha incontrato nei tanti viaggi intrapresi. La street artist unifica diverse figure in un’unica immagine:

«Che si tratti di un gesto, di una caratteristica, di una vicenda specifica o di un ricordo, i suoi graffiti mirano alla connessione tra le persone e la vita».

Swoon considera i suoi lavori come «un’aggiunta al collage naturale delle città».

Swoon

La street art, proprio per sua natura, è un grande strumento di comunicazione, sempre più d’impatto. Queste sono solo alcune delle numerose artiste che si stanno facendo strada nel mondo dell’arte urbana. Con forza e coraggio, portano il proprio punto di vista su un mondo che – purtroppo – spesso chiude gli occhi davanti alle situazioni difficili, di cui c’è invece tanto bisogno di parlare.