Nel nostro sistema solare, il Pianeta Blu è il terzo in ordine di distanza dal Sole, nonché il più grande tra i pianeti terrestri sia in termini di massa che di diametro. Grazie alla sua temperatura ottimale e a una atmosfera ideale per la nascita degli organismi viventi, la popolazione umana continua a essere ospitata da questa immensa casa che è la Terra. Non basterebbe una vita intera per visitare ogni singolo angolo del nostro pianeta tra oceani, mari, laghi e fiumi; montagne e colline; foreste, praterie, savane e deserti. Non solo sono le caratteristiche fisiche della Terra a lasciare senza fiato, ma anche i manufatti provenienti dalla creatività, dalla cultura e dall’intelligenza umana riescono a emozionare tanto quanto un prodotto nato dalle forze della natura.

Nel mondo sono tantissime le curiosità e le stranezze possibili da ammirare, non si tratta solo di stravaganze e misteri appartenenti al mondo della natura, ma anche le bizzarrie partorite dalla mente umana non mancano di eccentricità e originalità.

Iniziamo partendo alla volta del Nepal dove, al confine con il Tibet – regione autonoma della Cina – si erge l’immenso Monte Everest, la vetta più alta situata sul continente asiatico nonché uno dei monti più alti della Terra con i suoi 8.848 metri di altitudine sul livello del mare e appartenente alla maestosa catena montuosa dell’Himalaya. Il Monte Everest rientra chiaramente nei cosiddetti Seven Summits del Pianeta, termine con il quale si rimanda alle montagne più alte per ognuno dei sette continenti della Terra. Ciononostante, il Monte Everest non è tecnicamente il più alto del mondo se si considera l’altezza dalla base al picco, poiché in questo caso verrebbe surclassato dalla enorme montagna Mauna Kea situata nelle Hawaii, con i suoi 10.210 metri dalla base al picco. Chiamato in nepalese Sagarmatha – cioè “Fronte (o Dea) del cielo” – e in tibetano Chomolungma – ovvero “Dea madre dell’universo” – il fatto più curioso del Monte Everest riguarda tuttavia la sua continua crescita. Infatti, la catena himalayana si innalza sulla placca eurasiatica sotto la quale scorre quella indiana, generando un fenomeno naturale per il quale il Monte Everest cresce di circa 4 millimetri all’anno.

Attraversando gli oceani e arrivando in America Centrale, un fenomeno opposto a quello del Monte Everest continua a colpire Città del Messico, megalopoli in continuo sprofondamento a causa dell’ininterrotto prosciugamento della falda freatica sulla quale la città è stata edificata. La necessità di rispondere ai bisogni, in particolare legati all’accesso all’acqua, di una crescita demografica in continua espansione ha infatti spinto Città del Messico a scavare nel terreno sempre di più, portando al deterioramento degli strati di argilla sui quali gli antichi aztechi decisero di istituire la loro capitale.

Spostandoci nuovamente in Asia Orientale, in molti conoscono la leggenda secondo la quale la mastodontica Grande Muraglia Cinese, risalente al III secolo d.C. e voluta dall’imperatore Qin Shi Huang, lo stesso uomo celebre per aver progettato il famoso esercito di terracotta, sia l’unico monumento visibile dallo spazio. Si tratta di una credenza antica, risalente al 1754, quando l’archeologo inglese William Stukeley in una lettera scrisse che la Grande Muraglia Cinese: «[…] fa una notevole figura sul globo terrestre, e potrebbe essere individuata dalla Luna». Molti astronauti, tra i quali anche Neil Armstrong, hanno tuttavia smentito tale diceria, come dimostrano le loro testimonianze al quartier generale della NASA.

Bubblegum Alley, California

Noncuranti delle già evidenti e preoccupanti problematiche ambientali, a San Luis Obispo, in California, è stato creato il Bubblegum Alley, un intero vicolo ricoperto di gomme da masticare. Si tratta di una doppia parete di oltre venti metri sommersa da gomme da masticare, una installazione di denuncia all’inciviltà delle persone che non smaltiscono nel modo corretto le gomme, gettandole per terra o appiccicandole ovunque sia disponibile una superficie possibilmente riparata da occhi indiscreti, come sotto le sedie, sotto i banchi o negli angolini più appartati dei vagoni delle metropolitane, senza riflettere sui costi ambientali che questa semplice azione comporta. Ognuno può incollare la propria gomma rigorosamente masticata sui muri di Bubblegum Alley, diventato negli anni un punto turistico davvero popolare.

Per concludere questa interessante panoramica di stranezze e bizzarrie, fermiamoci in Italia. Nello specifico a Colletto Fava, ad Artesina, sulle colline piemontesi. Proprio qui giace sdraiato a braccia spalancate un enorme coniglio rosa lungo 60 metri e alto 20, creato con sola stoffa rosa riempita con della paglia. Si tratta di un’opera realizzata nel 2005 dal gruppo di artisti viennesi Gelitin e resterà visibile fino al 2025 dato che, secondo gli stessi artisti, questo simpatico coniglio semplicemente scomparirà a causa dello scorrere del tempo e del pascolo, essendo costituito di sola paglia.

Coniglio rosa gigante, Piemonte