Al principio della storia della musica moderna e contemporanea si soleva pensare che per comporre e per produrre musica fosse indispensabile uno strumento musicale. Esso aveva il compito di emettere note soavi, che poste in un determinato ordine creano la melodia desiderata. In secondo luogo, ciò che era necessario era una persona in carne ed ossa con le capacità opportune per suonare lo strumento prediletto durante un concreto o un’esibizione. Questa è l’idea classica di musica che ha persistito fino a metà del XX secolo.

Tuttavia, durante l’ultimo secolo, più precisamente negli ultimi 50 anni e grazie allo sviluppo della tecnologia, ci si è resi conto di come si possa realizzare musica anche senza l’utilizzo di suoni concreti. Moltissime canzoni, infatti, possono essere ideate attraverso degli strumenti come il sequencer e il campionatore, cioè dei programmi installati su un computer che permettono di creare melodie senza essere in possesso di strumenti musicali, senza il bisogno di studiare un pentagramma e senza una band che suoni rock realmente. Grazie alle nuove apparecchiature la musica si smaterializza.

Prima di ciò, però, un passo ulteriore per differenziarsi dalla musica dal vivo fu l’idea di utilizzare dei suoni che non facessero parte del mondo musicale. L’idea venne al fondatore della scuola ‘musica concreta’ Pierre Shaeffer. Gli effetti registrati non erano più suoni, ma rumori; era possibile ascoltarli facilmente in natura come, per esempio, il canto degli uccelli o il fruscio dell’acqua che scorre in un ruscello. Questo progetto verrà ripreso successivamente negli anni ’80 per dare vita al ciò che viene denominata musica ambientale o d’ambiente, melodia utilizzata principalmente nei luoghi pubblici come sottofondo musicale per donare un’atmosfera tranquilla e serena ai presenti.

Nell’ultimo mese si è compiuto un passo ancora più in là. È infatti di novembre 2018 la notizia che è possibile convertire il verso di un animale in poesia. In dettaglio, il canto delle balene durante il periodo di amore è stato trasformato in musica da un ente artificiale. Il progetto è stato chiamato The frequency of love ed è frutto della collaborazione tra Hauwei e il WWF.
Il suono emesso delle balene e dai delfini era stato già studiato più volte dal punto di vista comunicativo e si è cercato di comprendere come i mammiferi che abitano il mare comunichino tra loro. In secondo luogo, si era anche intuito come esso era un linguaggio molto vicino a quello dell’uomo e donava in lui benessere, come se l’ascoltatore provasse un senso di pace. Per questo motivo viene usato tutt’oggi nelle lezioni di meditazione e di yoga.

Uno smartphone marcato Huawei è riuscito a comporre delle innovative canzoni attraverso il verso prodotto da un gruppo di megattere in periodo d’amore. Questi suoni sono delle autentiche ballate con cui il maschio cerca di impressionare la femmina per conquistarla e successivamente accoppiarsi. La novità è che se prima l’ascoltatore poteva percepire solo il verso delle balene, oggi invece queste sono state trasformate in melodie. Le composizioni sono state create con logica, formando delle strofe e dei ritornelli e dando una frequenza e una durata. Il suono registrato viene convertito in una sequenza di note ricostruite con il piano. Ogni frammento musicale viene associato ad una nota e prende forma così il componimento.

Il suono si trasforma in questo modo in un codice comprensibile e apprezzabile da parte dell’uomo. Le voci delle megattere raccontano la loro storia d’amore come se ascoltassimo una canzone di Biagio Antonacci o di Laura Pausini.   <<The Frequency of Love è un incontro sonoro tra tecnologia e natura, una storia di connessione affascinante e unica. Crediamo che ogni storia d’amore meriti di essere raccontata e la potenza e la straordinarietà di questa tecnologia hanno reso possibile>> Questo è ciò che è stato dichiarato da Isabella Lazzini, Marketing & Retail Director Consumer Business Group una volta reso pubblico il risultato.

Il progetto e tutte i passaggi che sono stati fondamentali per l’esito positivo sono stati documentati e raccontati da un video. Tutte le azioni a contatto con le balene erano controllate dal personale del WWF che si accertavano costantemente della collaborazione e del benessere delle megattere per assicurarsi che esse non fossero infastidite e disturbate dalla presenza umana. La collaborazione tra i due enti, Hauwei e WWF, che rappresentano rispettivamente la tecnologia e l’ecosistema, ha permesso di creare un progetto stupefacente, ma contemporaneamente sicuro, dando un chiaro messaggio di tutela dell’ambiente stesso.

<<Per il WWF è fondamentale trasmettere a più persone possibile la bellezza e l’unicità delle specie che proteggiamo ogni giorno, perché quello che rende possibile il nostro lavoro di conservazione è anche la capacità di fare innamorare il grande pubblico di animali e luoghi straordinari e fragili che devono essere protetti>> Ottima è stata la fusione tra due messaggi: proteggere l’ambiente e usare la nuova tecnologia anche in questo ambito. Potrà essere sicuramente d’aiuto.

FONTI

Cosmopolitan

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