Ci sono frammenti di vinile che ti entrano nelle ossa. E scavano un solco, profondo come una lacrima.

Il cinema, la lettura, il teatro. L’uomo che si emoziona davanti a un film e si sente un po’ (come scriveva il grande studioso Francesco Casetti) guardato a sua volta, sa che ogni arte non potrà mai essere mai fine a se stessa.

Esiste, come per il cinema, della musica in grado di penetrare in ciascuno di noi e ferirci, lasciando cicatrici talmente profonde da cambiare la nostra vita per sempre. Un vecchio trentatré giri, per chi è fortunato, con la puntina che sfrigola sul giradischi. Ma anche, più comunemente, un album ascoltato e riascoltato su Spotify. Parliamo spesso di colonna sonora della nostra vita. Ci accompagna, la musica, e cambia con noi. Magari è proprio un disco a fissare una svolta, una relazione, un incontro.

dischi
Copertina del libro

Vinyl. Storie di dischi che cambiano la vita è una breve raccolta di racconti, da leggere la sera prima di addormentarsi, mentre si ascolta con le cuffie il proprio album del cuore. Pubblicato dalla casa editrice Morellini e nato per volontà dello scrittore italiano, già curatore di numerose antologie, Luca Martini, e dell’autore e conduttore radiofonico Gianluca Morozzi, il libro raccoglie ventidue pièce letterarie. Optando di volta in volta per racconti di fantasia o per aneddoti autobiografici, ventitré tra autori, musicisti e giornalisti più o meno noti si cimentano nel ricordo di uno specifico disco in vinile e nell’analisi dei sentimenti a esso legati.

Il lettore sorride con Alberto Petrelli, romanziere esordiente, e ne ha compassione, quando la fidanzata lo lascia perché, da “metallaro” convinto, si converte ai Velvet Underground. Magari piange anche un po’ quando le bambine protagoniste del racconto di Francesca Scotti ritrovano il disco della loro prima vacanza insieme, riconoscono il cantante dei Cure, e si abbracciano, come suggellando una nuova e grande amicizia.

Da quel momento i Cure e Robert Smith hanno occupato i nostri pomeriggi, la nostra immaginazione, le nostre ricerche. Abbiamo ascoltato, imparato, tradotto, suonato, cantato, pianto. Abbiamo immaginato pellegrinaggi, abbiamo memorizzato testi (…). Abbiamo riso e sorriso e ci siamo strette fortissimo. 

Non c’è solo musica rock. Si passa dai Queen ai De Gregori, dai Genesis a Stravinskij.

Strauss, Sul bel Danubio blu

Alessandra Sarchi, giornalista e scrittrice, per esempio, ricorda con nostalgia i Valzer Viennesi di Strauss, danzati con aria sognante e un compagno immaginario, sulla moquette della casa di campagna di famiglia. Solo il fruscio della puntina del giradischi è capace di riportare l’autrice alla realtà. Perché la musica è in grado di produrre anche questo: sogno, evasione. Che se sul bel Danubio blu non ci si può andare per davvero, basta chiudere gli occhi e ascoltare.

Non è necessario aver intrapreso una carriera nel mondo musicale per parlare di emozioni suscitate da un ascolto. Dei ventitré autori di Vinyl, solo un paio si occupano di musica a tempo pieno. Tra questi, Massimo Cotto, noto conduttore e deejay dell’emittente Virgin Radio, il quale si sofferma sull’ellepi del 1967 The doors, vero e proprio battesimo del rock.

Nessun requisito musicale specifico per gli altri venti autori. Solo aver qualcosa di forte da raccontare. Possibilmente legato a un vinile.
Ecco perché Vinyl, breve e scorrevole, può essere un libro per chiunque. Valgono i famosi diritti di Pennac: si possono saltare le pagine, si può rileggere, si può leggere ovunque, si può non finire. Su qualcosa ci si soffermerà, cuffie nelle orecchie e libro in mano. Magari ripensando a quella volta in cui, anche a noi, un disco ha cambiato la vita.

FONTI

Vinyl. Storie di dischi che cambiano la vita. 22 racconti inediti, a cura di L. Martini e G. Morozzi, Morellini Editore, 2017

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