20 gennaio 2019

Kundalini e la via del Tantra

Kundalini e la via del Tantra

Nella tradizione indiana dei testi sacri tantrici, induisti e buddhisti, si fa riferimento alla kundalini come l’energia sessuale, che ha in sé una grande potenza ed ha due componenti fondamentali: una fisica, destinata alla procreazione, e l’altra per alimentare le energie generali del corpo, quelle vitali, mentali ed anche quelle di natura spirituale. Si deve all’inglese Sir John Woodroffe la diffusione in occidente di questa teoria tramite la pubblicazione nel 1919, sotto lo pseudonimo di Arthur Avalon, del suo libro Il potere del serpente. Ed è appunto l’immagine di un serpente che sta addormentato alla base della colonna vertebrale, avvolto intorno alla zona pubica, il simbolo di questa energia evolutiva della kundalini. Il suo risveglio per fini sessuali, come impiego legittimo, non ha però la stessa valenza e potere di un suo risveglio per produrre una trasformazione di energia evolutiva spirituale. Questa energia, infatti, attraverso pratiche meditative e di ritenzione del seme, può diffondersi nel corpo e risalire attraverso i centri di energia vitale (i chakra) liberandoli dai loro limiti energetici in modo da determinare una amplificazione di tutto l’essere per poter giungere al samhadi, ovvero l’immedesimazione cosmica con tutte le creature e la fusione con il sé universale, l’uno, il Brahaman.

Questo attivarsi della kundalini si basa, sia nella donna che nell’uomo, in un risveglio dell’eros, inteso attraverso un intenso e profondo amore che trascende la sfera sessuale e ne scongiura la dispersione energetica esteriore. Si tratta quindi di un eros trascendente che evita una pratica puramente sessuale e una dissipazione solamente voluttuaria. Tuttavia, non si tratta di negare a priori il piacere del sesso come forma di astinenza religiosa, una pratica e una virtù spesso perseguita dai mistici cristiani e buddhisti, ma di liberare il rapporto sessuale verso quella che il pensiero indiano chiama la Via Eroica. Essa corrisponde all’unione dello sposo con la sua sposa come simbolo e manifestazione della sposa eterna, per elevare lo spirito fino all’unione con il cosmo. Gli sposi nelle tradizioni tantriche vanno intesi non soltanto nel senso classico di matrimonio, ma anche di unioni eccezionali, libere e sacrali.

Il kundalini yoga, come scuola e dottrina indiana, opera su questa energia che, se opportunamente risvegliata e indirizzata tramite la guida di un maestro, un guru, può condurre alla piena realizzazione. Si tratta di un tipo di yoga che si rifà alla tradizione tantrica identificata come una via pratica verso la liberazione e che consiste nell’uso di pratiche, rituali e tecniche corporee e mentali a carattere esoterico.

Va precisato che il tantrismo, un termine inventato dalla cultura occidentale, fa riferimento ad un insieme di testi, appunto i tantra, contenenti insegnamenti spirituali e tradizioni segrete che si sono sviluppate in maniera eterogenea nelle culture religiose indiane. È dall’insieme di questi testi che nasce la tradizione tantrica in india testimoniata anche dalle rappresentazioni erotiche e insieme sacre dei templi come quelle dell’imponente complesso di Kajuraho vicino a Benares o di Kanarak nell’Orissa. Tali testimonianze di celebrazione dell’eros in tutte le sue forme sono lontane dal concetto pornografico e di oscenità occidentale. Rappresentano al contrario l’unione della spiritualità indiana con la materia del corpo e dei sensi, che aspirano a fondersi in una realtà superiore e trascendente: l’unione di Brahman-Atman, il concetto orientale di essenza individuale.

Evitare quindi il rapporto sessuale fisico al solo livello di piacere disinteressato e non prodotto da un vero e profondo senso di amore, è il confine necessario da superare per chi, attraverso il risveglio della kundalini, voglia tendere a superare i livelli di consapevolezza comune dell’uomo. Questa intensa energia creatrice sessuale, infatti, si è spesso associata alla genialità di artisti, scienziati, santi e saggi che ebbero la capacità di amare profondamente il mondo e l’altro da sé, non in modo mondano, ma in un rapporto profondo di amore e con il bisogno di dono altruistico profondamente sentito nei confronti delle creature e di tutta la creazione.

Una testimonianza di questa rara realizzazione del risveglio dell’energia della kundalini è l’esperienza autodidatta di Gopi Krishna, un uomo semplice, non esperto di Yoga, che riuscì a raggiungere un alto grado di perfezione Yoga non basato sulle idee o le tradizioni trasmesse da guru indiani ma interamente sullo sviluppo delle proprie sensazioni interiori. Il suo è un resoconto, quasi una cronaca, di ciò che accade alla mente e al corpo quando l’energia kundalini si attiva spontaneamente dopo un lungo periodo di pratica Yoga. Nel suo libro viene raccontato il suo tentativo di liberazione dal labirinto delle emozioni, attraverso anni di pratica e di esperienze anche negative, che lo hanno reso spettatore della sua liberazione.

Superando i pregiudizi e il tabù dell’accostamento di sesso e religione o dell’associazione impropria con un manuale del sesso come il Kāmasūtra, Il Tantra e l’energia della kundalini rappresentano una possibile via di conoscenza spirituale e una dottrina basata sul corpo, sull’energia e su tutte le componenti dell’essere umano. Non si tratta quindi di un approccio alla pratica di un raffinato erotismo ma la scelta di una ricerca spirituale attraverso una dimensione sacra di amore e rispetto per il multiforme trasfigurarsi dei gesti, dei suoni, delle forme della vita umana che possano ricongiungere l’individuo con l’assoluto.

 

Fonti:  

Arthur Avalon, Il potere del serpente, trad. F. Pintore, Edizioni Mediterranee, Roma, 1983.

Swami Sivanan, Kundalini Yoga, Edizioni Vidyananda, Assisi (PG), 1992.

Gopi Krishna, Kundalini. L’energia evolutiva dell’uomo, Ubaldini editore, Roma, 1971. 

Lama Yesce, La via del Tantra, Chiara Luce Edizioni, Pisa, 1992.

 

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