L’Istituto Italiano della Cumbia, rappresentato da Davide Toffolo, Paulonia Zumo e Nahuel Martinez, parte all’alba del 2018 per un viaggio in Sud America, alla ricerca delle radici di un ritmo nato in Colombia, sulle sponde del fiume Magdalena ben cinque secoli fa, dall’incontro della cultura indigena precolombiana con i ritmi tradizionali africani e la lingua dei conquistadores spagnoli. Una musica popolare che ha unito tre culture e ha superato presto le frontiere spaziali, diffondendosi in tutto il continente e ibridandosi con gli stili dei paesi in cui è approdata, dando origine a diversi sottogeneri come la Cumbia cilena, quella messicana, salvadoregna e la variante peruviana chiamata Chicha. Musica che ha abbattuto anche le frontiere temporali, meticciandosi con nuovi generi come il Rap, la musica Folk e Rock dando vita alla Cumbia villera e l’elettronica, con la Cumbia Digital.

Ekeko, spirito dell’abbondanza e della prosperità che fuma

In tre in cammino sulle carreteras Sud Americane, un viaggio che parte dalla capitale dell’Argentina per poi risalire il continente, un percorso a ritroso per ricostruire l’ecosistema musicale dell’America Latina e conoscere musicisti e produttori, partecipare a eventi e visitare case discografiche, fino ad arrivare in Colombia, nucleo ritmico pulsante e fonte originaria della musica. In questa ipotetica quarta di copertina sono raccontati gli elementi principali del nuovo Graphic Novel di Davide Toffolo, sedicesimo albo del leader dei Tre Allegri Ragazzi Morti, pubblicato a Novembre per la Oblomov Edizioni. Un vero e proprio reportage di viaggio a fumetti che racconta i luoghi, i protagonisti, la storia locale, i miti e il folklore, utilizzando l’escamotage autobiografico dove la narrazione si mescola a sogni e visioni psichedeliche, le informazioni sulla storia della musica e gli aneddoti di incontri con gli artisti sono amalgamati con la trama in modo da non risultare troppo didascalici.

La copertina dell’albo

Le tavole sono sempre molto ampie e ariose che sfruttano bene un formato 24×17 abbastanza compatto, lo stile di disegno ricorda la pop art, una pallette di colori vivaci che varia a seconda delle tappe del viaggio e del passaggio narrativo da sogno psichedelico a realtà, mantenendo una colorazione variopinta proprio come ci si aspetta dalla tradizione degli indios che popolano queste terre. Lo spessore è di 215 pagine, compresa una piccola raccolta finale di biografie di personaggi citati nell’albo, dai protagonisti dei fumetti sudamericani ai Daft Punk. Una fotografia sulla quarta di copertina rappresenta la mappa geopolitica dell’America Meridionale e Centrale, con affissi i ritratti disegnati da Toffolo dei personaggi che si aspettava di incontrare nei luoghi da visitare, la fotografia assume il ruolo di mappa per orientarsi nella storia.

Momento firmacopie

Il libro è stato presentato venerdì 30 novembre al Centro Sociale Askatasuna di Torino. La natura ibrida di una musica come la Cumbia ha fatto sì che la serata si appropriasse sia degli elementi di una classica presentazione, con i momenti dedicati al firmacopie, il racconto di aneddoti di viaggio e di miti indios, tra cui la leggenda dell’Ekeko, spirito dell’abbondanza e della prosperità raffigurato da una statuetta di un omino dalle braccia aperte, comprata da Toffolo in Bolivia prima di passare il confine con il Perù, alla quale dona una sigaretta da fumare sul palco del centro sociale per attirare le sue grazie. Si è passato poi alla genesi dell’albo, narrato da Toffolo sulla base di un suggestivo tappeto sonoro che ripercorre l’evoluzione della Cumbia nei vari generi, fino a diventare un vero e proprio concerto con tanto di fiati e percussioni suonate dal mitico Josè Ramon Caraballo Armas, polistrumentista che ha collaborato con Fabi, Silvestri e Gazzè, il quale ha suonato con Toffolo alla voce e Martinez alla consolle e percussioni etniche. La sala si è trasformata presto in un dancefloor, dove il pubblico si è scatenato a danzare a suon di Cumbia.

La Cumbia di chi Balla

L’innamoramento di Toffolo per la Cumbia ha inizio con le influenze di Jovanotti che nel 2011 ha pubblicato, insieme a un sorprendente Celentano, il brano La cumbia di chi cambia. I due artisti producono inizialmente il brano In questa grande città – La prima cumbia del disco Inumani (2016) dei TARM, canzone dedicata a Milano, per poi avere sfogo nel progetto Istituto Italiano di Cumbia, Vol.1, un album All Star pubblicato nel 2017 da La Tempesta Sur, dove un collettivo di nove artisti, gruppi, dj e producer tra cui Cacao Mental, Malagiunta, Ucronic, Los Tres Saltos e Il Soffritto (nel quale è presente anche Lorenzo Cherubini) provenienti da altrettante città italiane, si sono cimentati nell’interpretazione della tradizionale e antichissima musica dall’andamento ipnotico e sensuale. Un disco unico nel panorama della musica italiana dal quale ci aspettiamo a breve un Vol.2, stesso discorso vale per l’albo illustrato che si conclude con un cliffhanger degno di una serie tv.