Una caratteristica che, tra le altre, fa di un dipinto un capolavoro, è la resa realistica e veritiera del soggetto. Nel corso della storia dell’arte occidentale ci sono stati numerosi artisti maestri del naturalismo, e William-Adolphe Bouguereau è stato probabilmente uno dei più grandi.

Autoritratto, 1879

Nato a La Rochelle nel 1825, Bouguereau dimostra un grande talento nel disegno fin da giovane, così a vent’anni si sposta a Parigi per seguire la Scuola di Belle Arti. Qui segue e si avvicina per la prima volta a studi classici e mitologici, storici, anatomici e archeologici, che si rivelano fondamentali per il contenuto tematico della sua intera produzione.

Fin da subito infatti sceglie di rappresentare per lo più soggetti mitici, mitologici o classici, che diverranno tipici della sua firma. Per quanto riguarda lo stile e la tecnica, Bouguereau nasce, si forma e si muove costantemente nel filone dell’accademismo francese, senza incertezze.

La partecipazione e conseguente vittoria al Prix de Rome nel 1850 gli frutta un soggiorno a Roma, dove può ammirare e copiare le opere dei grandi maestri del Rinascimento italiano. Quest’esperienza lo avvicina ulteriormente all’arte classica e al glorioso passato artistico italiano, fondamentale per la sua visione.

Nel 1866 raggiunge la fama grazie alla collaborazione con il mercante d’arte Paul Durand-Ruel, lo stesso imprenditore che pochi anni dopo renderà celebri gli impressionisti. Durand-Ruel vende i suoi quadri anche in America, dove intrattiene molti contatti con numerosi privati, rendendolo famoso oltre i confini nazionali. Nello stesso anno Bouguereau espone per la prima volta al Salon parigino. Il suo stile accademico trova qui il posto adatto per fiorire e farsi ammirare. Questo sodalizio con l’istituzione francese risulta duraturo: l’autore espone infatti a ogni edizione, più che ben accetto dai giudici e dai colleghi.

L’Aurora, matita su carta

Il termine ‘accademismo’ viene utilizzato spesso con una connotazione dispregiativa, per indicare quelle tele prive di spessore, che si limitano a sottostare alle regole dettate dall’alto, riguardanti il tipo di soggetto, il formato, la pennellata da utilizzare. La pittura di Bouguereau è tutt’altro. È accademica nel senso che si rifà ad alcuni modelli: i soggetti storici e mitologici che il maestro preferisce sono quelli più apprezzati dalla politica del Salon; inoltre la resa pittorica è uniforme, compatta, naturalistica, e le sue tele sono pensate per essere ammirate e contemplate, non per sconvolgere lo spettatore, come comandava il Salon.

Detto questo, lo stile pittorico di Bouguereau è anche unico: classico, ma allo stesso tempo innovativo e completamente originale, è una rivisitazione della grande arte del passato. Ciò che colpisce immediatamente di fronte a una sua tela, è l’incredibile realismo dei suoi soggetti, soprattutto dei corpi umani. La conoscenza anatomica è dichiarata in ogni tratto, in ogni muscolo, e testimoniata dai disegni preparatori.

Inoltre l’artista è estremamente versatile nella composizione spaziale della tela: a volte rappresenta un solo soggetto, nel centro del quadro, in una costruzione abituale, calma. Altrettante volte però, i soggetti si moltiplicano, prendono pose scomposte o danzanti e si librano nell’aria assieme ad altre decine di personaggi, come in Les Oreades (1902), opera tarda.

Les Oreades, 1902

Bouguereau è stato un grandissimo maestro della conoscenza tecnica della pittura: lo testimonia la nitidezza incredibile di ogni tela, in cui la tecnica a olio viene completamente padroneggiata dall’artista, che sembra sfruttarla al massimo delle sue potenzialità per trarne il risultato migliore. A questo si aggiunge, di contrasto, un altro dei tratti caratteristici di Bouguereau: le sue opere risultano sì nitide, ma allo stesso tempo sembrano leggermente sfocate in molti punti. I contorni sono morbidi, fuori fuoco, soffici. Non disturbano la visione e lo spettatore non se ne accorge nemmeno, ma l’occhio registra il risultato e apprezza l’alone quasi onirico che si crea grazie a questo stratagemma.

Afrodite, dettaglio

Osservare una tela di Bouguereau è come trovarsi in un sogno: tutto sembra estremamente reale, ma allo stesso tempo si ha la consapevolezza che non lo è, e non si riesce a coglierne il motivo.

Nel corso della sua carriera, Bouguereau è stato insignito di numerosi titoli onorifici e ricoperto di lodi, di importanti e numerose commissioni, e di stima e puro amore da parte della Francia intera, che lo considerava una delle sue stelle più brillanti. Nel 1876 viene infatti nominato Membro a vita dell’Accademia di Belle Arti francese, e Comandante della Legion d’onore, e nel 1885 gli viene assegnata la Gran Medaglia d’Onore del Salon. Negli anni Settanta diventa insegnante di pittura alla Scuola di Belle Arti di Parigi, dove lui stesso si era formato.

Muore a La Rochelle nel 1905, a ottant’anni, dopo una vita lunga, piena, di successo e dedita al proprio lavoro. Ha lasciato dietro di sé oltre ottocento tele e innumerevoli disegni e schizzi.