Il 18 novembre 1928 nasce dal genio di Walt Disney e del disegnatore Ub Iwerks il personaggio di Mickey Mouse, che fa per la prima volta la sua apparizione nel breve cortometraggio Steamboat Willie, uno dei primi cartoni animati sonori – doppiato dallo stesso Disney – proiettato per il pubblico del Colony Theater di New York. In pochi anni è diventato anche un fenomeno editoriale a fumetti, ha segnato la cultura pop e l’infanzia di molte generazioni, arrivando fino a noi attraverso quasi un secolo. Molte le iniziative che celebrano il compleanno del topolino più popolare del mondo, a partire da questo mese.

Prima fra tutte, Mickey: The True Original Exhibition a New York, una mostra pop-up immersiva e interattiva che si sofferma sull’impatto del topolino Disney sull’arte e sulla cultura popolare. Oggetto della mostra sono installazioni multimediali, murales, sculture e capolavori di design.

I festeggiamenti, naturalmente, si tengono anche in tutti i parchi divertimenti e i resort del mondo firmati Disney, tra cui Disneyland Paris, fino ad arrivare a Shangai e Hong Kong, e numerosi brand – per citarne alcuni, Vans e Forever 21 – partecipano alla celebrazione realizzando nuove collezioni per l’occasione.

Non mancano le iniziative anche in Italia: le copertine del settimanale cambiano aspetto, il Lucca Comics ha dedicato particolare attenzione all’evento e una mostra è stata allestita nel castello medievale di Desenzano sul Garda, Mickey 90 – L’Arte di un Sogno, che custodisce disegni inediti del fumetto e pezzi da collezione, in cui particolare attenzione è riservata a Guido Cavazzano, il celebre disegnatore Disney ancora in attività.

In Italia, un embrione dei fumetti di Topolino esordisce, inizialmente senza continuità, sul supplemento domenicale L’Illustrazione del Popolo del quotidiano La Gazzetta del Popolo, nel 1930. Il settimanale a fumetti nascerà solo un anno dopo, il 31 dicembre 1932, con il nome Il Giornale di Topolino, pubblicato dalla casa editrice fiorentina Nerbini. Inizialmente, non si tratta di veri e propri fumetti, ma di pagine in formato 35×25 cm che illustrano una serie di vignette corredate da didascalie in stile balloon, simili a quelle pubblicate su Il Corriere dei Piccoli. Nel 1935 Nerbini passerà il testimone a Mondadori. Colonna portante di questa fase della storia italiana di Mickey Mouse è lo sceneggiatore e disegnatore Federico Pedrocchi, con cui il personaggio inizia a essere protagonista di avventure più complesse e coinvolgenti e la rivista diventa un punto di riferimento nel panorama fumettistico italiano. Dopo uno stallo durante il secondo conflitto mondiale – sotto il regime fascista, infatti, il personaggio vide cambiare il suo nome in Tuffolino per prendere le distanze dal modello americano – la rivista riprenderà vigore sotto la direzione di Mario Gentilini, con il quale assume l’aspetto tascabile che oggi conosciamo, adottando prima una periodicità mensile per poi tornare a quella settimanale.

Nel periodo del dopoguerra, le pubblicazioni di Topolino hanno impresso una svolta alla cultura popolare, contribuendo alla crescita dell’alfabetizzazione presso tutte le fasce di età per la sua facilità di fruizione e comprensione. Da quel momento, le storie italiane di Topolino si approprieranno di una certa autonomia rispetto a quelle del personaggio americano. Dopo anni, vengono create rubriche speciali dedicate, come la collana di romanzi Disney Avventura, pubblicati a partire dal 2000, a cui hanno preso parte anche autori come Sandro Veronesi e Daniele Brolli. Lo stesso Brolli ha curato anche Topolino noir, un’antologia di storie dalle atmosfere noir e poliziesche, ambientate in quel di Topolinia.

Nel corso degli anni, il topolino Disney ha edificato attorno a sé un immaginario di ingenuità, purezza e semplicità, non del tutto fedele alle sue caratteristiche di partenza sulla pellicola, che lo ritraeva decisamente più dispettoso e rancoroso. Infatti, il soggetto ha assunto progressivamente dei caratteri più infantili nell’aspetto e nell’atteggiamento per incontrare le esigenze del suo pubblico composto perlopiù da bambini.

Nonostante ciò, entrando nelle case di tutto il mondo, Topolino è diventato un’icona della cultura pop per tutte le età: è citato in Life on Mars di David Bowie e dal cantautore pugliese Caparezza nella canzone La Marchetta di Popolino, in cui si serve dell’allusione al mondo Disney per tracciare i lineamenti della realtà politica e sociale italiana.

A 90 anni dalla sua nascita, Topolino lascia alle sue spalle una ricca eredità mondiale, fortemente percepita in modo autonomo anche in Italia. Eppure, nonostante la veneranda età, non smette di affascinare i lettori di ogni tipo, come fosse un anziano signore con un bagaglio pieno di storie da raccontare e allo stesso tempo un bambino che ha ancora tempo per crescere e molto ancora da dire sul suo conto.