La popolazione mondiale, oggi, è caratterizzata per una buona parte da persone anziane. Non è un dato da sottovalutare visti i problemi e le difficoltà che, purtroppo, si associano ancora al concetto di anzianità.

“L’Unione riconosce e rispetta il diritto degli anziani di condurre una vita dignitosa e indipendente e di partecipare alla vita sociale e culturale”, questo afferma la Carta dei diritti dell’Unione Europea. Gli anziani, come tutti noi, possiedono dei diritti fondamentali che sono loro riconosciuti dal momento stesso della nascita, anzitutto come esseri umani.

Spesso le persone invecchiando si trovano costrette a dipendere da terzi, ma non per questo deve essere loro negato il diritto di dignità o libertà, perché dipendere da altri non vuol dire perdere la propria autonomia. Non deve nemmeno venire a mancare la possibilità di compiere delle scelte o la facoltà di esprimere le proprie volontà. Inoltre, un diritto fondamentale degli anziani, come di tutti noi, è quello di poter partecipare alla vita sociale e culturale. Capita meno raramente di quanto si pensi, purtroppo, che gli anziani non vengano messi nelle condizioni di poter partecipare alle attività culturali. Questo è un danno non solo per loro ma per tutti noi, perché ognuno deve essere in grado di poter fornire il proprio contributo e di poter esprimere le proprie idee e opinioni: gli anziani, provvisti della propria esperienza, possono offrire i migliori contributi.

I membri più attempati della società, inoltre, hanno il diritto -anche quando sono dipendenti da altri soggetti- di essere informati sul proprio stato di salute e di ricevere le cure appropriate e di essere sostenuti nelle attività quotidiane. I figli o i familiari hanno il compito di proteggere i propri cari in là con gli anni, devono occuparsene e fornirgli aiuto che, in alcuni casi, può essere anche economico. I parenti possono scegliere o di usufruire di un assistente a domicilio o del ricovero presso una casa di cura o riposo: in questo caso non deve essere violato il diritto dell’anziano di scegliere, se capace di intendere e di volere, presso quale struttura farsi ricoverare.

Ma dobbiamo dire, purtroppo, che è proprio in queste strutture che il diritto alla dignità degli anziani è più volte violato. Affidiamo spesso i nostri cari a queste strutture che crediamo avvalersi di medici e infermieri esperti o di personale serio e affidabile ma, in alcuni casi, capita che maltrattino chi è più debole.

Purtroppo spesso tra i fatti di cronaca quotidiani leggiamo di maltrattamenti nelle case di cura o riposo. Nell’ultimo anno si sono succedute diverse notizie di questo genere che fanno pensare alla mancanza non solo di compassione, ma anche di rispetto della dignità verso gli anziani da parte delle persone incaricate di occuparsene.

Alcuni esempi che hanno fatto molto parlare e discutere sono quelli di Reggio Emilia e di Arezzo.

A Marzo a Reggio Emilia tredici operatrici sociosanitarie erano state sospese dalla professione in seguito a un’indagine condotta dai carabinieri, che le accusavano di vessazioni fisiche e psicologiche sui poveri anziani, i quali subivano percosse e venivano lasciati sporchi per ore.

In una casa di riposo di Castel San Niccolò (Arezzo) le indagini erano partite da una soffiata interna alla stessa struttura in cui un operatore si era stancato dei metodi utilizzati da alcuni colleghi. Per sette di loro è stata emessa la misura del divieto dell’esercizio in seguito al riscontro delle violenze che venivano a verificarsi nella struttura.

Potremmo citare un’infinità di altri casi simimili perché sono decisamente troppi. Purtroppo eventi di questo genere sono all’ordine del giorno e la cosa più triste è che i maltrattamenti sono aggravati dal fatto di essere compiuti su chi è incapace di difendersi e proprio da chi, invece, avrebbe dovuto occuparsene.

Misura preventiva potrebbe essere l’installazione di telecamere nelle case di cura e riposo. Proprio in questi giorni la Camera dei deputati si è espressa a favore della proposta di Forza Italia riguardo proprio all’installazione delle telecamere nelle case di cura e riposo e negli asili. Una proposta di questo tipo era in verità già stata approvata nel 2016 dalla Camera e si era, poi, arenata in Senato.

Forse provvedimenti di questo tipo aiuterebbero a difendere i nostri cari da comportamenti simili, in posti in cui diamo -evidentemente sbagliano- per scontato che siano al sicuro e tranquilli. I diritti degli anziani, nonostante i troppi avvenimenti allarmanti di cronaca, vengono ancora sottovalutati: bisogna capire che a venire lesa è la dignità di esseri umani.