Emozionante la serata conclusiva della settima edizione BookCity che si è tenuta ieri, 18 novembre, al Teatro Franco Parenti, come da tradizione. A condurre la rassegna verso il suo finale è stato Beppe Severgnini che ha presentato il suo ultimo libro – uscito il 25 ottobre per Solferino – Italiani si rimane.

Beppe Severgnini

La narrazione teatrale, interamente interpretata dal giornalista, prende spunto dalla lettura di alcuni passi del libro e percorre quasi quarant’anni di vita tra aneddoti privati e chicche sui retroscena del giornalismo italiano. Il racconto comincia nel 1979, anno in cui Severgnini ha scritto il suo primo articolo per La Provincia di Cremona, all’età di ventidue anni, e prosegue con la collaborazione con Indro Montanelli, prima per Il Giornale e La Voce, per poi approdare al Corriere della Sera e alla direzione di Sette, la rivista settimanale del Corriere. È la storia di come si diventa giornalisti – perché giornalisti, o «infimi sciacalli», si diventa – e di come, invece, italiani si rimane; è un percorso ciclico attraversato con una vena umoristica, ma anche sentimentale e riflessiva. Particolarmente emozionanti i riferimenti al Corriere, al suo ruolo portante nella storia di Milano e dell’Italia e alla sua capacità di resistere negli anni ai venti dei differenti governi che si susseguono.

Si tratta di una conclusione perfettamente calzante per una manifestazione culturale come BookCity, che ha dimostrato quanto il valore della cultura sia ancora – e sempre più – preponderante nel panorama milanese. Quest’anno, infatti, la partecipazione del pubblico è stata ancora più attiva e ha affollato i 1452 eventi che si sono tenuti in ben 354 sedi, allargando i confini dell’iniziativa anche fuori dal centro di Milano.

Il comitato promotore di BookCity Milano ha dichiarato:

«Ci fa piacere constatare che la manifestazione rappresenti concretamente la crescita civile della città. Una storia di 7 anni, nata come partnership pubblico privato, che ha mantenuto questa identità e ha progressivamente allargato la presenza della società civile.»

Un tale successo per una rassegna dedicata ai libri e ai lettori è un segnale forte in un’Italia che pubblica molto e legge poco, come sosteneva anche Dacia Maraini durante la presentazione per BookCity del suo ultimo libro, Corpo Felice. Sicuramente il percorso è ancora lungo, ma la volontà di appropriarsi della cultura è visibile nelle code puntuali agli eventi, nelle persone che hanno affrontato i primi freddi nell’ansia di ascoltare la testimonianza di grandi ospiti come Erri De Luca, Luis Sepulveda, Steve McCurry e molti altri.

Efficace, quindi, il lavoro degli organizzatori e lodevole quello dei volontari e dei cittadini. Non resta che attendere, con la consueta trepidazione, che cosa ci riserverà questo grande evento nel 2019!


CREDITS

Copertina

Immagine 1 by Chiara Marini

Immagine 2 gentilmente concessa da Ufficio stampa BookCity