11 dicembre 2018

I Cani, nascosti e in piena vista

I Cani, nascosti e in piena vista

«Chi è lo scrittore più grande degli ultimi vent’anni? Attenta però, non il più bravo. La bravura è degli arroganti. Parlo dell’autore che ha destato una curiosità così morbosa da diventare il più importante»

«Non saprei, Philip Roth?»

«No, Salinger. Il più importante regista cinematografico?»

«Spielberg»

«No, Kubrick. L’artista contemporaneo?»

«Jeff Koons?»

«Banksy. Il Gruppo di musica elettronica?»

«Oh, non so assolutamente niente di musica elettronica»

«Sono i Daft Punk. Adesso lei sa qual è l’invisibile filo rosso che unisce tutte queste figure? Nessuno di loro si fa vedere. Nessuno di loro si lascia fotografare.»

Papa Pio XIII, interpretato da Jude Law, dialoga con la responsabile marketing del Vaticano Sofia Dubois, interpretata da Cécile de France nella serie TV The Young Pope di Paolo Sorrentino. Se Pio XIII avesse chiesto a Cécile quale fosse stato il progetto musicale italiano più importante degli anni dieci del secondo millennio, la risposta esatta sarebbe stata sicuramente “I Cani”, per lo stesso principio di valutazione scelto dal controverso protagonista della serie del buon Paolo.

Difatti la storia de I Cani comincia con una grande assenza.

Il lancio del progetto musicale nasce e si diffonde attraverso la rete. Ancor prima di suonare nei localini, ancor prima della gavetta e delle serate di fronte ad amici e parenti, il pubblico era già stato catturato da tre brani caricati online sulla pagina chiamata icaniband, creata l’8 giugno 2010 su YouTube, a richiamare l’attenzione sono state anche le foto di veri e propri cani con filtro nostalgia, caricate insieme alla musica, che ci comunicano un’ironia velata, la stessa che si evince dai testi. I tre brani-spam colpiscono per l’energia, la velocità e per i riff di tastiere utilizzate quasi come chitarre elettriche, caratterizzati da suoni elettro-pop e testi agrodolci, «Canzoni contro il deficit d’attenzione» è la definizione che in seguito darà lo stesso autore. I video diventano virali, il mistero amplifica la curiosità come una cassa di risonanza in un periodo storico dove l’immagine e il racconto di sé, soprattutto sui social, è tutto.

Thomas Pynchon cita I Cani, I Cani citano Thomas Pynchon

Altro indizio: la band è sicuramente romana; canta della capitale, dei suoi quartieri e locali. Il 10 maggio 2011 il front man si esibisce per la prima volta accompagnato dalla sola chitarra acustica, con un sacchetto di carta da pane in testa e due buchi per gli occhi, da quel momento in poi i Cani si esibiranno in una serie di concerti con la band rigorosamente a volto coperto. I più nostalgici li collegano immediatamente ai californiani The Residents, nati agli inizi degli anni settanta. Questi bizzarri musicisti si esibiscono tutt’oggi indossando cilindro, frac e una maschera grottesca, quella più celebre rappresenta un gigantesco bulbo oculare, di loro non si conosce ancora l’identità. Ad altri il sacchetto di carta ricorda la copertina originale di Brevi interviste a uomini schifosi di D.F. Wallace oppure più semplicemente la puntata dei Simpson in cui lo scrittore Thomas Pynchon fa una comparsata a volto coperto.

La tecnica del mistero combinata alla viralità della rete è super efficace e a distanza di un mese esce per l’etichetta indipendente 42 Records l’album dal titolo emblematico: Il Sorprendente Album d’Esordio de I Cani.

È interessante prendere in considerazione anche la scelta di pubblicare l’album in formato digitale, che raggiunge il diciannovesimo posto della classifica iTunes appena il giorno seguente, e in forma fisica, un vinile dalla tiratura limitata di 500 pezzi. Conquistano il terzo posto al Premio Tenco per la categoria Opere Prime. I temi affrontati sono le difficoltà dell’adolescenza che hanno come contesto culturale i social media, gli hipster e la musica Indie e Post Punk, si citano Wes Anderson a cui è stata dedicata un’intera canzone, D. F. Wallace e Saviano. La critica distrusse il primo album definito «inconsistente e pretenzioso», ma il 10 ottobre 2013, a distanza di due anni dal primo video pubblicato su YouTube, durante il concerto degli Editors all’Alcatraz di Milano viene distribuito un volantino con un link segreto del brano che anticipa l’uscita del nuovo LP. Gli ultimi strascichi di mistero funzionano ancora, ma è giunto il momento di svelare chi si nasconde dietro ai sacchetti di carta e ad un nome ambiguo: la band di fatto è il progetto musicale di un solista, ovvero il cantautore romano Niccolò Contessa, classe ‘86, nome sconosciuto ma che possiede già una ferrea identità. Non è la prima volta che il progetto di un solista si nasconde dietro ad una band, possiamo ricordare ad esempio Vasco Brondi con Le luci della centrale elettrica.

Il secondo disco è intitolato Glamour, contiene ancora molti riferimenti a Roma, ai Social, al tema della crescita e della nostalgia, con altrettante citazioni che costruiscono la sfera culturale di Contessa, in un mix particolare: Bianciardi, Nabokov, Piero Manzoni a cui dedica interamente la canzone Storia di un Artista, Piero Ciampi, The Notorious B.I.G., Pasolini e J.Z. All’interno del disco è presente una collaborazione con I Gazebo Penguins, con i quali hanno pubblicato un disco-split intitolato I pinguini non sono i cani, dove nel Side A la band emiliana reinterpreta i brani Asperger e Wes Anderson dei romani, e viceversa nel Side B chiamato I cani non sono i pinguini sono incise le cover di Nevica e Senza di te. Inoltre ritorna la collaborazione con Cristiano Luciani aka Cris X, per i brani dai suoni sperimentali Roma Sud, che fa eco a Roma Nord presente nel primo sorprendente album e Theme from Koh Samui.

La vera svolta arriva all’uscita del terzo album, intitolato Aurora, dove per la prima volta si parla d’amore, in toni cinici e romantici. Sono presenti anche temi di spessore come l’esistenza e il cosmo. L’autore rivela infatti in un’intervista che per scrivere i brani ha attinto dalle sue conoscenze scientifiche maturate durante la laurea triennale in matematica. Oltre ai toni più pacati anche la musica si adatta al registro, il singolo Non finirà è il più ritmato dell’album, finisce in diffusione sulle radio nazionali come DeeJay e Radio 2. Contessa riesce a farsi notare anche nel mondo del cinema, realizzando la colonna sonora dei film La felicità è un sistema complesso e di The Pills  –  sempre meglio che lavorare, inoltre si dedica alla produzione dell’album Mainstream di Calcutta.

La forza di Contessa sta sicuramente nel riuscire a descrivere dall’interno, con un approccio autocritico, le nuove generazioni, la cultura e il pensiero dei giovani, mettendo in scena situazioni e storie ambigue. L’ultimo atto del cantautore è stato quello di rimuovere nel 2016 (anno di uscita del suo ultimo disco) tutti i profili, personali e a nome del progetto, dichiarando che il suo gesto non significa che avrebbe smesso di suonare, ma semplicemente che aveva scelto di chiudere le pagine social. Aggiunge che avrebbe voluto farlo senza dare nell’occhio dato che non è un atto simbolico o polemico, ma sentiva il bisogno di passare oltre quei canali, che in realtà l’hanno reso famoso. L’effetto latitanza ha prodotto hype tra il pubblico, suddiviso tra fan e haters che si scatenano sui social.

Solo Pio XIII conosce la verità.

Con una seconda grande assenza si va a comporre il ritratto di questo artista amato e detestato nello stesso tempo, e dal quale tutti attendono ormai da due anni la prossima mossa, o il nuovo album e, pochi giorni fa, finalmente il segnale è arrivato. Un messaggio segreto pubblicato nella home page del sito della band. Un bosco, delle foglie e una scatola con su scritto i cani.

Unico segnale di vita, un mistero al cui interno si nasconde un altro mistero, più precisamente nel codice sorgente c’è un testo nascosto che verrà reso visibile nelle ore successive, riporta il seguente testo: “Nascosta in piena vista, la nuova canzone de I Cani. Brano estratto dalla colonna sonora di Troppa Grazia, in nuovo film di Gianni Zanasi con Alba Rohrwacher, Elio Germano, Giuseppe Battiston. Nelle sale dal 22 novembre 2018″. L’attesa per i fan della band è dunque quasi finita, il brano, orecchiabilissimo, è stato caricato pochi giorni dopo su Spotify, nascosto e nello stesso tempo in piena vista, “dentro i fili d’erba e tra le crepe dell’asfalto, nello spazio vuoto e tra un sassolino e l’altro”, in pieno stile I Cani.

CREDITS

Copertina (da un clip su Youtube)

Immagine 1

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