16 novembre 2018

Leggere ai tempi di Instagram: il fenomeno bookstagram

Leggere ai tempi di Instagram: il fenomeno bookstagram

Negli ultimi anni è stato spesso lamentato che il mercato dell’editoria soffrisse una crisi profonda, spesso imputata all’avvento degli e-reader e alla crescita esponenziale di giganti dell’e-commerce a discapito delle librerie tradizionali.

Tuttavia secondo il rapporto sullo stato dell’editoria nel 2018, stilato dall’Associazione Italiana Editori, il mercato del libro in Italia ha registrato una crescita del 4,5% mentre l’Istat attesta una sostanziale stabilità della lettura, malgrado il bacino di potenziali lettori rimanga più piccolo rispetto a quello degli altri paesi europei.

Non stupisce quindi che un fenomeno relativamente nuovo stia prendendo piede, rivoluzionando il mercato editoriale in Italia come a livello internazionale e confermando, tutto sommato, un diffuso interesse per la lettura nel nostro paese.

Il social network Instagram infatti ha registrato un numero crescente di post con l’hashtag #bookstagram, il nuovo modo dei Millennials (e non solo) di vivere la lettura.

I bookstagrammer infatti sono profili dedicati quasi esclusivamente ai libri, con foto di copertine e commenti che ospitano recensioni più o meno accurate.

Sulle storie poi si moltiplicano le dirette in cui si raccontano le proprie impressioni, si chiedono consigli di lettura, si fanno sondaggi su quali libri inserire nella #tbrl (to be reading list – nda).

Scopo di questi profili dall’estetica omogenea e curatissima è mettere al corrente i propri followers delle letture del momento, recensire le novità e più in generale creare dei veri e propri “club del libro” su larga scala.

Nel 2018 l’hashtag ha superato il traguardo dei 24 milioni di post, seguito a lunga distanza da #instabooks con “solo” 2,7 milioni di post.

E di questo successo si sono accorte anche le case editrici la cui presenza sui social si è fatta più intensa e che hanno saputo sfruttare un vero e proprio mercato di “influencer” dei libri, repostando contenuti dei propri followers o lanciando degli hashtag dedicati, come ha fatto Einaudi (che ha aperto il suo profilo Instagram i primi di ottobre e già conta 11mila follwers) con la fortunata campagna dei #murakamers, in cui si chiamavano i lettori a postare foto dei libri di Murakami con l’hashtag dedicato e il tag alla casa editrice in occasione della pubblicazione del suo ultimo romanzo L’assassinio del commendatore.

Per comprendere meglio il fenomeno abbiamo voluto fare qualche domanda a Emanuela Sorrentino, admin del profilo manumomelibri e a Carmen Borrelli di lilyj2202:

Feed del profilo di Emanuela, Manumomelibri

Da quanto tempo ti occupi di seguire il tuo profilo e come ti è venuta l’idea?

Emanuela: Ho aperto la mia pagina nel gennaio 2017, è stato il mio primo approccio ai social. Volevo creare una pagina che parlasse di me ma che non mi esponesse visivamente. Così ho pensato di parlare della cosa che più amo fare: leggere. Ero tanto presa dalla vita da mamma, il mio piccolo bimbo cresceva e ho pensato di ritagliarmi un angolino solo mio, il mio posto felice. Di certo la pagina è nata con il semplice scopo di condividere quello che stavo leggendo in quei giorni.

Carmen: Il mio profilo Instagram è nato, in realtà, durante gli anni del liceo, come semplice profilo personale. Ho sempre postato foto relative alle mie letture, ma mai con uno scopo preciso. È stato soltanto a gennaio del 2017 che ho deciso di indirizzare un po’ il mio profilo e di improntarlo su quella che è stata la mia vera passione da quando avevo 10 anni, la lettura. Non ho neanche cambiato il nickname proprio perché non pensavo che potessero esserci delle persone interessate a questo tipo di profilo. Soltanto dopo ho scoperto che dietro c’era praticamente tutto il mondo di bookstagram!

Quanti libri leggi in media al mese e come scegli i libri da recensire su Instagram?

Emanuela: I miei ritmi sono aumentati, leggo in media 7/8 libri al mese. Numero che cambia in base a tanti fattori: lunghezza del volume, predisposizione e bravura di chi scrive. Scelgo le letture in base a come mi sento: se esco da un classico magari dopo mi tuffo in un libro leggero e più attuale.

Feed del profilo di Carmen, Lilyj2202

Carmen: C’è una cosa a cui mi sono sempre attenuta dall’apertura ufficiale del profilo: non impormi un numero di libri da leggere. Può sicuramente sembrare banale da dire, ma per me leggere è sempre stato un modo per evadere dalle imposizioni e dai compiti della quotidianità, quindi non volevo che anche i libri iniziassero a far parte di questo mondo. Di solito leggo almeno tre o quattro libri al mese, dipende molto anche dall’università e dal mood del momento. Capita, paradossalmente, che quando sono in sessione di esami legga di più, proprio per svagarmi (…). Per quanto riguarda la scelta dei libri, su Instagram metto davvero tutto quello che leggo. È una specie di diario di bordo della mia esperienza da lettrice, quindi ci va di tutto: dai miei libri preferiti a quelli che sto leggendo e che non mi stanno piacendo.

Hai mai avuto contatti da case editrici che ti chiedessero di recensire un loro libro?

Emanuela: Dopo qualche mese dall’apertura della pagina sono stata contattata dalle prime case editrici che mi proponevano libri da recensire. Uno scambio molto piacevole; se l’editore è attento e si instaura un rapporto di fiducia ti propone titoli in linea con le tue letture. Io dal mio canto mi impegno a essere onesta e consigliare quello che davvero mi ha convinto.

Carmen: Per quanto riguarda la questione delle case editrici, sono stata contattata alcune volte, così come in altre occasioni (…) ho deciso di contattare io alcuni editori quando sapevo che stavano per pubblicare un libro su cui avrei potuto dire qualcosa. Essendo sempre stata un profilo piccolo e sconosciuto, l’ho trovato anche un modo normale per farmi “conoscere”. La decisione di continuare la collaborazione, però, è stata sempre lasciata alla casa editrice. Il contatto è sempre avvenuto su Instagram, indice del fatto che molte case editrici sono a conoscenza di questo fenomeno. Mi sono sempre sentita libera di accettare o meno in base al libro che mi si proponeva e alla linea editoriale; devo dire, però, che fin ora sono quasi sempre rimasta soddisfatta delle letture che mi hanno proposto.

Come vedi il mercato del libro in Italia? Pensi che siamo un paese di lettori deboli? (lettore debole è considerato chi legge meno di tre libri all’anno – nda)

Emanuela: In Italia si potrebbe leggere di più, ma non si legge poco e me ne sono resa conto da quando ho questa pagina. Al di là delle pagine social, gente interessata al mondo letterario ce ne è tanta, me ne accorgo alle presentazioni e agli eventi. Quel che manca è la giusta pubblicità: se non “bazzichi” nel campo editoriale non sarai mai a conoscenza degli eventi dedicati. Chiacchierando con le persone ogni giorno mi rendo conto che la difficoltà di dedicarsi alla lettura è dovuta alla mancanza di tempo (…). Forse in Italia si legge poco ma mi sembra di capire che si legga con qualità.

Carmen: Devo dire che, se non avessi Instagram, crederei ciecamente alle statistiche. Tuttavia, non esagero quando dico che questa piccola nicchia che si è creata mi dà un po’ di fiducia e di speranza. Anche solo convincere una persona a leggere un determinato titolo è una grande cosa! Forse sì, ci sono ancora molti lettori deboli, ma non è detto che rimarranno tali.

Un consiglio di lettura per il nostro pubblico?

Emanuela: Leggete quel che vi fa stare bene, non un titolo di moda e di cui parlano tutti (poi magari lo recupererete). Leggete per voi,  iniziate con un argomento che vi interessa (…). Insomma vivete la lettura come una possibilità, un regalo che fate a voi stessi.

Carmen: Il primo dei dieci diritti del lettore di Pennac è proprio il diritto di non leggere. Il mio personalissimo consiglio è semplicemente di sentirsi liberi di leggere, di non leggere, di leggere quello che si vuole quando lo si vuole o di lasciare un libro a metà!

Concludendo pare che l’allarmismo sullo stato del mercato del libro in Italia non sia poi così fondato: certo l’editoria passa un momento complicato, così come molti altri settori che hanno risentito della crisi economica e finanziaria degli ultimi anni, ma i lettori sono in crescita e sempre più aggiornati e desiderosi di fare nuove esperienze di lettura anche grazie ai social.

Un sentito ringraziamento va a Emanuela Sorrentino e Carmen Borrelli per la loro incredibile disponibilità e gentilezza, senza le quali questo articolo non avrebbe potuto vedere la luce.

 


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