13 novembre 2018

Il fascino dell’ensemble tra orchestra sinfonica e cinema muto

Il fascino dell’ensemble tra orchestra sinfonica e cinema muto

Si è conclusa domenica 14 ottobre all’Auditorium Rai Arturo Toscanini di Torino, la rassegna Musica e Cinema ideata e musicata dal vivo dall’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai, in collaborazione col Museo del Cinema di Torino nell’ambito della mostra #soundframes, dedicata al cinema muto di Buster Keaton e al repertorio sinfonico nei film di Stanley Kubrick.

La rassegna Musica e Cinema

Standing ovation meritatissima per l’ensemble tra orchestra e proiezione, un sodalizio antico che ci riporta indietro nel tempo per vivere un’esperienza alle origini del cinema e, per certi aspetti, più vicina al teatro: da una parte l’esperienza del live con le emozioni che solo un’orchestra di cinquanta elementi può regalarci, dall’altra le immagini proiettate a sostituire il palcoscenico, creando una forte sinergia che ha come effetto finale quello di oltrepassare la quarta parete per merito dell’imponenza dei suoni che enfatizzano la pantomima e sottolineano i momenti del racconto per immagini. Un lavoro certosino quello dell’Orchestra Sinfonica della Rai, diretta da Timothy Brock, uno dei maggiori esponenti per quanto riguarda le colonne sonore dei film degli anni Venti e Trenta, che ha alle spalle circa trenta pellicole scritte, restaurate e musicate collaborando con BBC Symphony Orchestra, la New York Philharmonic e la Chicago Symphony Orchestra. Da Charlie Chaplin a Ernst Lubitsch fino ad arrivare a Buster Keaton, per il quale il direttore americano che ha eseguito la colonna sonora dei cortometraggi One Week Sherlock Jr., e infine The General (Come vinsi la guerra, 1926), l’ottavo e ultimo mirabolante lungometraggio del maestro del cinema muto, ispirato al libro di memorie The Great Locomotive Chares di William Pettinger (1893).

Locandina di The General, l’ultimo lungometraggio di Buster Keaton

Non le solite pubblicità pre-spettacolo, ma musicisti che accordano il proprio strumento, dando il via allo spettacolo con il la di rituale. Il film racconta le vicende di Johnnie Gray (Buster Keaton), un macchinista combattuto fra l’amore per la sua locomotiva (The General) e la bella Annabelle Lee (Marion Mack), durante la guerra di secessione americana. Johnnie vuole arruolarsi come soldato ma purtroppo gli viene impedito dai “piani alti” dell’esercito, perdendo credibilità agli occhi della fidanzata e della famiglia di lei. Nel bel mezzo di un attacco da parte dell’esercito dell’Unione, il nostro protagonista viene derubato dai soldati del nord di entrambi i suoi amori, ha quindi la possibilità di riscattarsi dal disonore e riconquistarli entrambi. Durante lo spettacolo live tutto può succedere, l’orchestra che ha come difficoltà maggiore quella di sincronizzarsi con le immagini proiettate, capita di tanto in tanto di udire suoni in differita e di accorgersi che l’orchestra accelera o rallenta a seconda delle indicazioni del direttore. Sta proprio in questo il bello della performance, durante la quale si percepisce una tensione crescente tra musicisti e pubblico, che si libera in un’esplosione finale di applausi. In definitiva è stato un evento unico ed estremamente emozionante, che mette d’accordo amanti del cinema e della musica.

CREDITS

Copertina e immagine 1: foto di Mattia Muscatello

Immagine 2

 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.