Kaarlo Vatanen è un giornalista finlandese prossimo alla quarantina. Disilluso e depresso, non riesce più a trovare soddisfazione né nel lavoro né tantomeno nel matrimonio. Insieme a un collega è diretto a Helsinki, di ritorno da un viaggio. I due uomini sono infelici, frustrati, delusi da una vita che ha tradito le loro aspettative. I meravigliosi boschi finlandesi, illuminati dall’ultimo sole di una serata estiva, scorrono veloci fuori dal finestrino dell’auto su cui viaggiano; ma loro sono indifferenti, incapaci di coglierne la bellezza, ognuno chiuso nel proprio silenzio.

All’improvviso un leprotto appare come dal nulla in mezzo alla strada; inutile il tentativo del collega di evitarlo, l’animaletto sbatte violentemente contro il parabrezza e viene sbalzato lontano, nella foresta. Sceso dalla macchina, Vatanen trova la lepre, la prende con sé e, senza dire una parola, sparisce tra gli alberi, sordo ai richiami del compagno di viaggio.

Così si apre L’anno della lepre, il primo libro di Arto Paasilinna pubblicato in Italia da Iperborea nel 1994 che rimane tutt’oggi uno dei suoi romanzi più amati con oltre 120.000 copie vendute.

Ironico e spiazzante, segue le incredibili avventure on the road di Vatanen e della sua lepre, attraverso una Finlandia fatta di boschi, paesaggi innevati e piccoli villaggi che fan da sfondo a una serie di incontri al limite del surreale che accompagnano il protagonista in una vera e propria fuga dalla “civiltà”. Fuga alla ricerca di una felicità nuova che non si può trovare in un lussuoso appartamento nel centro di Helsinki, bensì mediante il contatto con la meravigliosa natura della penisola scandinava.

Proprio questo contatto costante (Vatanen non si allontana mai troppo dai boschi, né tantomeno si separa dalla sua lepre) rivela il profondo amore dell’autore per la sua terra, l’importanza che per lui rivestono temi quali l’ecologia (si parla infatti di romanzo ecologico-umoristico) e la difesa dell’ambiente. Ma soprattutto un inno meraviglioso alla libertà, al richiamo della natura che ci esorta a lasciarci indietro una vita fatta solo di lavoro, routine e disillusioni, come quella del giornalista all’inizio del romanzo:

«Erano un giornalista e un fotografo in viaggio di lavoro, due persone ciniche, infelici. Prossimi alla quarantina, erano ormai lontani dalle illusioni e dai sogni della gioventù, che non erano mai riusciti a realizzare. Sposati, delusi, traditi, entrambi con un inizio d’ulcera e una quotidiana razione di problemi di ogni genere con cui fare i conti.»

A sorpresa sarà una piccola lepre a cambiare per sempre la vita di Vatanen, ricordandogli che quello che conta davvero è rimetterci in contatto con la nostra vera natura:

«Quando (…) Vatanen accarezzava la lepre con la tenerezza di una madre, capii cosa vuol dire “umanità”.»

L’anno della lepre è un romanzo irriverente, con un humour pungente che fa riflettere, narrando una storia in apparenza semplice, a tratti tenera, ma carica di significato simbolico.

La società, i suoi vincoli (uno fra tutti il matrimonio), il suo apparato burocratico sono vissuti da Vatanen come una gabbia e dopo la sua “catarsi” (avvenuta col salvataggio del leprotto) non è più in grado di adeguarvisi. Sua moglie, i colleghi, gli amici non lo capiscono, gli intimano di tornare a casa, pensano sia impazzito.

Paasilinna ci fa divertire, forse ci prende (e si prende) anche un po’ in giro ma non si stanca mai di ricordarci – in questo e negli altri suoi romanzi – di aprire gli occhi e vedere quanto di bello la natura ha da offrirci, per quanto a volte possa essere selvaggia e indomabile:

«Vatanen si alzò, diede un’occhiata agli ultimi riflessi del sole dietro la foresta. (…) Raccolse la lepre, la sistemò con delicatezza in una tasca laterale della giacca e s’incamminò in direzione della foresta, che ormai cominciava a farsi buia.»

Ed è così che ci piace immaginare Arto Paasilinna, che, come il suo personaggio, silenziosamente si allontana in compagnia della piccola lepre nei suoi amati boschi.

Arto Paasilinna (Kittilä, 20 Aprile 1942 – Espoo, 15 Ottobre 2018) è stato un guardiaboschi, poeta e scrittore finlandese. I suoi romanzi, tradotti in più di 27 lingue, hanno fatto di lui il più noto autore finlandese all’estero. L’anno della lepre, con cui abbiamo voluto ricordarlo e rendergli omaggio, è stato il suo primo romanzo tradotto in italiano pubblicato da Iperborea, ha vinto tre prestigiosi premi internazionali e ha ispirato ben due adattamenti cinematografici.

 


FONTI
A. Paasilinna, L’anno della Lepre, Iperborea, 1994.