13 dicembre 2018

Da Woodstock a Coachella: gli outfit dei festival

Da Woodstock a Coachella: gli outfit dei festival

Era il 15 agosto del 1969 e nei successivi quattro giorni il mondo sarebbe cambiato. Di li a poco infatti, mezzo milione di persone provenienti da tutti gli Stati Uniti D’America si sarebbe radunato in una radura a poche decine di chilometri dalla città di Woodstock, per cantare e ballare in quello che sarebbe passato alla storia come il festival musicale per eccellenza.

Oltre ad aver cambiato il panorama musicale per sempre, il festival di Woodstock  ha avuto un grande impatto nell’immaginario comune, creando un nuovo mito nella mente delle nuove generazioni: i festival musicali.
Festival dove, qualche volta ancor più della musica, conta l’esserci. L’atmosfera, la folla, il cibo, le attrazioni…e perché no, anche la possibilità di sfoggiare un outfit particolare rendono un festival un evento unico.

Woodstock: dove tutto ha avuto inizio

Icone quasi inconsapevoli, gli hippie di Woodstock, con i loro giubbotti in pelle, le lunghe frange, le corone di fiori tra i capelli.
A Woodstock la scelta di stile dei partecipanti era dettata da un’appartenenza culturale a un movimento sociale, a dei principi morali e politici ma soprattuto al desiderio di mostrarsi parte di qualcosa.
Nelle moltissime foto o nei documentari sull’argomento vediamo migliaia di persone indossare blue jeans, larghe camicie colorate e giacche in pelle. Non si nota il singolo, mail gruppo.
Questo non ha impedito ad alcuni capi sfoggiati in quell’occasione di segnare per sempre l’immaginario comune sullo stile Hippie e di diventare incredibilmente di tendenza, soprattutto in eventi come i festival, dove si respira quasi sempre un aria woodstockiana.

Lo stile Coachella come erede del movimento hippie

E per chi il 15 agosto 1969 non era ancora nato ci sono due possibilità: sfogliare nostalgicamente foto in bianco e nero, aspettando che qualcuno inventi una macchina del tempo, o puntare su festival contemporanei.
Dagli anni ottanta un nuovo festival musicale è entrato nell’ideale comune: Il Coachella Music and Arts Festival, un festival statunitense in cui si esibiscono per tre giorni artisti di altissimo calibro insieme ai nomi più interessanti della musica alternative.
Cos’è che però accomuna più di ogni altra cosa due festival cosi distanti, per ideali e tipo di musica?  La cura dei partecipanti per uno stile che, nel tempo, è diventato rappresentativo del festival.

Che lo stile dei figli dei fiori abbai influenzato incredibilmente la cultura di massa sia negli anni subito precedenti sia per quelli successivi è fuori discussione, ma nessuno si sarebbe aspettato che uno stile simile sarebbe diventato la norma all’interno di festival, quasi cinquant’anni dopo.
Lo stile “Coachella” è chiaramente ispirato agli anni settanta e al movimento hippie; con la differenza per cui ogni celebrità presente al festival, esattamente come ogni ragazza americana appassionata di musica, curerà il suo outfit nel minimo particolare.
Lunghi abiti, stampe geometriche, occhiali a goccia, top a frangia.
Tutti elementi ispirati al movimento hippie, mescolati con maestria a glitter, fiori, tatuaggi all’henné e elaborate acconciature intrecciate.
Basta guardare velocemente le foto di una qualsiasi edizione passata per rendersi conto che i look sfoggiati in occasione del Coachella, nonostante una base comune, sono fatti per stupire. Per osare. 

I due festival sono estremamente diversi tra di loro, specchi di due generazioni altrettanto lontane. Tuttavia entrambi sono diventati i festival per antonomasia ed entrambi sono ritrovi che vanno oltre la musica, uniscono le persone. Anche attraverso uno stile.

 

 

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