15 novembre 2018

“Piacere, Beppe”. Intervista a Giuseppe Conti

“Piacere, Beppe”. Intervista a Giuseppe Conti

Giuseppe – Beppe – Conti, illustratore e grafico torinese, classe 1989.

Inizia la video intervista. “Ciao, piacere, Beppe”.

Moonlight, Beppe Conti

Mi capita spesso di perdere interi pomeriggi su Pinterest e qualche mese fa mi sono imbattuta nei tuoi collage surreali, “magrittiani”…quali sono i tuoi artisti di riferimento? Da cosa prendi ispirazione?

Chiaramente prendo spunto da quel mondo lì, dal surrealismo e dal dadaismo. 

Con la tesi di laurea ho sviluppato e portato avanti un lavoro di collage, prendendo spunto da vari artisti. Ultimamente mi piace moltissimo Rousseau, per le situazioni tropicali e il misticismo: sono tutte ambientazioni con cui mi trovo molto bene. 

Io arrivo dalla street art. Ogni tanto faccio degli scarabocchi che poi scannerizzo e lavoro digitalmente. Utilizzo anche molti pattern, per dare l’effetto rovinato.

A tal proposito, con che tipo di tecnica realizzi i tuoi lavori? Le immagini che compongono i tuoi collage sono tutto frutto della tua fantasia o le recuperi da diversi archivi e le assembli?

Utilizzo una tecnica mista. Ho degli archivi online di immagini che non sono più soggette a copyright o di immagini vintage. In questo caso, lavoro in digitale: le scontorno e le lavoro su Photoshop. Altrimenti, se trovo delle vecchie riviste nei mercatini le compro, le ritaglio, le scannerizzo e le lavoro poi al computer. 

Una terza tecnica ancora è quella di stampare delle immagini, scarabocchiarci e lavorarci a mano, riscannerizzarla… è un lavoro un po’ digitale e un po’ analogico. 

Per gli ultimi lavori che ho realizzato, però, sto usando molto di più quella digitale. L’analogico lo utilizzo più per i pezzi unici…

da Esotismi e Mistiche Exhibition, Beppe Conti

Ho visto che di recente hai collaborato con Levante, realizzando delle immagini che poi sono state animate, durante il suo ultimo tour in teatro. Com’è nata questa collaborazione?

Mi hanno dato tutte le canzoni e, basandomi su queste, dovevo creare cinque/sei tavole. Le ho poi divise in livelli e le ho mandate al ragazzo che si occupava dell’animazione e lui le ha messe in movimento. Abbiamo lavorato un po’ “di rimbalzo”.

Levante Tribute, Beppe Conti (Instagram)

Ti capita spesso di realizzare illustrazioni per il mondo musicale?

Sì, collaboro spesso con musicisti. Levante è stata la collaborazione più importante, ma ho fatto diverse cose in ambito underground. Ho realizzato le copertine per gruppi di jazz manouche, per gruppi di musica gipsy,… In passato invece ero più legato alla scena punk e hardcore. Avevo anche un altro nome (Nero Collage) e realizzavo collage in bianco e nero, superscarabocchiate e anche un po’ grevi – ride – a livello figurativo erano un po’ pesanti…

Prima parlavi di street art…qual è stata la tua formazione?

Ho sempre avuto la passione per i tatuaggi, la street art e il punk e negli ultimi anni la mia attenzione si è incanalata verso questo tipo di cose.

Io ho frequentato un corso triennale di grafica virtuale al Politecnico di Torino. Finiti gli studi, ho cominciato una collaborazione con uno studio di design (lamatilde) per cui ho curato gli interni di alcuni locali, sempre a collage. Mi spiego meglio, io facevo delle illustrazioni, divise in vari livelli. Queste illustrazioni venivano tagliate con il laser e incollate l’una sopra l’altra. Appese al muro, sembravano tridimensionali.

Ora sto lavorando come grafico per due festival di musica techno, qui a Torino (Kappa FuturFestival e Movement) e nel frattempo porto avanti alcuni progetti da freelance. 

Ah, ho fatto un progetto editoriale che è uscito da poco. Vado a prendertelo.

– recupera la rivista e la sfoglia –

Un’associazione culturale di Torino sulla cultura piemontese mi ha affidato sia il progetto grafico che le illustrazioni del magazine. Ho curato ogni dettaglio: dalla scelta dei font all’impaginazione.

Progetti in cantiere?

Una cosa che mi piacerebbe molto sarebbe quella di entrare nel mondo della moda e trovare un modo per stampare le mie illustrazioni su tessuti… magari anche per delle tappezzerie, robe un po’ così, ma vediamo… con calma!

Parliamo un po’ di Milano e di Torino, di opportunità lavorative, ma anche di tatuaggi e cose belle e basta.

Ah, prima non ti ho detto! Io collaboro anche con le Edizioni Gruppo Adele (Libera) e spesso faccio delle illustrazioni per le copertine dei loro libri. 

Invece ultimamente mi è capitato di collaborare con Luca Iaccarino, critico culinario e uno dei gestori di EDT (Lonely Planet). Ho realizzato e curato la copertina del suo ultimo romanzo.

Astrophone Records, Beppe Conti

Ultima: sono anche Art Director di Astrophone Records, un’etichetta di musica elettronica di Asti.

In questo caso ho creato delle illustrazioni giganti che sono state suddivise tra i vari vinili pubblicati. L’insieme dei dischi mostrava l’immagine dell’etichetta, ma al tempo stesso ogni disegno era autonomo.

Razzi Arpie Inferno e Fiamme, Beppe Conti

Prima di congedarci mi racconta di una delle illustrazioni a cui è più affezionato: un lavoro personale, una stampa ispirata alla canzone Razzi Arpie Inferno e Fiamme dei Verdena (il suo gruppo preferito) che ora – grazie alla magia dell’internet – è a casa del cantante dei Verdena. “Sono proprio felice”.


FONTI

Behance

CREDITS

Immagini da Pinterest e Profilo instagram (@beppe_conti)

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