Checking Invoices è un account instagram che dal 2016 ad oggi sta guadagnando sempre più visibilità. Esiste anche un sito web , ma la pagina recita “This site is private”. La formula per instagram è semplice: un soggetto dal volto coperto gira per la città indossando abiti delle più importanti case di moda.

Cosa rende questa idea così speciale?

L’ironia che vi è dietro? Lo strato di mistero? L’importanza degli outfit? Probabilmente un mix di tutto ciò. Quello che è certo è che in un mondo della moda come quello di adesso in cui internet ha la stessa influenza di affermate testate giornalistiche, Checking Invoices sta ricevendo la visibilità che si merita.

Dietro all’account due donne greche in chiave anonima, che si occupano in prima persona delle fotografie. Interessante come gli abiti di alta moda vengano calati nelle situazioni quotidiane lontane dall’essere glamorous. Dimenticate i set fotografici, il soggetto si muove nella vita di tutti i giorni, rendendo gli scatti e i video ancora più d’impatto. L’elemento-simbolo di Checking Invoices sono le tute stretch che coprono il corpo del soggetto nella gran parte delle foto portando la caratteristica di anonimia anche nelle immagini stesse. Di tanti tipi: dai monocolore con scritte, alle fantasie, leopardato, zebrato, serpente… sono il tratto distintivo, la firma di questo misterioso duo. Ultimamente le tute popolano l’account, ma anche se non presenti nelle foto iniziali, il viso della persona è sempre stato celato. Volto nascosto, identità nascosta. Una sorta di supereroe della moda!

Come mai il volto coperto?

In un articolo su vogue.com, la scelta del volto coperto è stata messa in relazione alla cultura musulmana e all’idea di ritrovare un senso di privacy in relazione alla sovraesposizione tipica dei social media.

Ma quale altro significato potrebbe esservi collegato?

Senz’altro questa scelta porta a mettere in risalto ciò che viene indossato, rispetto a chi lo indossa. A differenza delle blogger che hanno successo anche (e forse soprattutto) in merito al loro aspetto, qui l’indossatore (o indossatrice) passa in secondo piano. Si lascia parlare gli abiti, sono loro i veri protagonisti, come d’altronde dovrebbe essere nel mondo della moda. Il coprire il volto e il corpo può anche essere considerato come un passo verso una moda genderfluid, tema caldo  e significativo di cui abbiamo parlato anche in questo articolo . Non è specificatamente una donna o un uomo ad indossare gli abiti, ma una persona, indifferentemente dal suo sesso. La differenziazione sessuale passa in secondo piano rispetto all’espressione di sé stessi.

Sono molti quindi gli argomenti e gli spunti di riflessione sollevati da questo nuovo fenomeno, che può essere considerato una scossa per il mondo del fashion. Ma al di là di tutto questo, come affermato sull’account instagram di Vogue, si tratta di divertimento. Come hanno detto le protagoniste in un’ intervista per metalmagazine.eu: “It’s an ironic point of viewing fashion”.