Giunto con Rebecca – La Prima Moglie alla sua prima produzione americana, Alfred Hitchcock realizza un intenso dramma coniugale senza rinunciare alla caratteristica suspense, che caratterizzava la maggior parte della sua filmografia. Basandosi sull’omonimo romanzo di Daphne du Maurier, il regista inglese dà alla luce un film dai toni quasi fiabeschi, caratterizzato prevalentemente dalle tematiche del sogno, del mistero e dell’immaginazione. Rebecca è la storia di una nobile coppia tormentata morbosamente dal ricordo di una persona scomparsa, un fantasma giunto dal passato per seminare dolore e disperazione.

Una giovane e ingenua dama di compagnia – di cui non conosceremo mai il nome – viene presa in sposa dal ricco aristocratico inglese Maxim de Winter, vedovo della sua prima moglie Rebecca. La disparità sociale che intercorre tra la coppia è oggetto di disagio per la giovane signora che si sente oppressa di continuo dal nuovo tenore di vita e dal considerarsi inferiore rispetto al marito. A peggiorare la situazione si aggiunge la diabolica governante di famiglia, la signora Danvers, che nutre ancora un’ossessiva ammirazione nei confronti della padrona precedente. Le informazioni riguardanti la morte di Rebecca sono rimaste avvolte nel mistero e persino le testimonianze di Maxim risultano alquanto confuse.

A pagarne le conseguenze è la giovane moglie, costretta a sopportare il peso insistente del fantasma della sua predecessora, riportata in vita dai ricordi del marito e dagli esasperanti discorsi pronunciati dalla Danvers. Pur non mostrandola mai, Hitchcock riesce a far rivivere Rebecca materializzandola attraverso gli occhi e i ricordi di chi la conobbe, permettendo di avvertirne incessantemente la presenza. Lei diventa la vera protagonista della storia, in quanto gli avvenimenti che si susseguono ruotano tutti attorno alla sua persona: la giovane protagonista non ne regge il confronto e si abbandona ai suoi tormenti interiori. Maxim, che in origine sembrava ancora scosso per la perdita della ex moglie, è in realtà tormentato dai sensi di colpa per averla uccisa. Infine, la Danvers non accetta che qualcun’altra abbia occupato il posto della signora scomparsa. Rebecca si trasforma in un’entità mefistofelica, un’essenza maligna che alberga nei pensieri dei protagonisti, finendo per trasformare radicalmente le loro vite.

Il tema del sogno occupa inoltre una posizione di rilievo nella storia: fin dalla prima inquadratura – girata in soggettiva all’interno del giardino di Manderley – la protagonista afferma di stare sognando e di aver già vissuto quei momenti. Il film ha inizio con il suo risveglio. Attraverso un flashback Hitchcock trasporta lo spettatore nel passato facendogli vivere, grazie ai ricordi della protagonista, i turbolenti periodi della vita a Manderley. Turbolenta è, inoltre, la verità che aleggia sulla morte di Rebecca. Per quasi tutto il film, Maxim si mostra addolorato per la perdita dell’ex consorte ma, solo in seguito, si scoprirà che fu lui stesso a pianificarne la morte a causa del loro perverso rapporto basato su odio e disperazione. Rebecca stessa, presentata come una splendida creatura adorata da tutti in tutto il suo incanto, era in realtà una vipera ingannatrice e una brutale traditrice. L’estremo finale del film suggerisce l’idea della purificazione e dell’assolvimento da ogni peccato precedentemente commesso. Il castello di Manderley, elemento centrale del racconto che racchiude i dolori dei suoi ospiti, viene dato alle fiamme dalla Danvers e i due protagonisti possono finalmente liberarsi del fantasma di Rebecca.

Alfred Hitchcock dirige un’opera completa dotata di una regia ispirata e una narrazione fluida e intrigante. Rebecca-la prima moglie è un’intensa storia di amore e sofferenze nella quale il fantasma di una persona scomparsa rivive nelle vite dei protagonisti sconvolgendone le esistenze. Si tratta di una delle creazioni più riuscite del maestro del brivido, un film necessario per capire la grandezza di uno dei maggiori cineasti della storia del cinema.


FONTI

imdb