Crisi generazionale o generazione della crisi: quella dei Millennials è senz’altro una realtà caotica, dove il dubbio esistenziale è tanto più forte quanto maggiore è la consapevolezza critica del proprio stare al mondo.

A differenza delle generazioni precedenti, i Millennials si trovano catapultati in un contesto socio-culturale avanzato, dove globalizzazione, progresso, e rivoluzione tecnologica hanno garantito una crescita ben più orientata rispetto al passato.

La forza dei nuovi protagonisti sociali è anche debolezza, come in passato, anche oggi ci si trova a fare i conti con tragedie mondiali colpevoli di ferite incurabili: prima fra tutte il terrorismo.

La drammaticità della situazione è delineata da un film stupefacente, La 25esima ora, regia di Spike Lee, tratto dall’omonimo romanzo di David Benioff.

Uscito nelle sale americane nel 2002, narra l’ultimo giorno di libertà di Monty Brogan, un abile spacciatore condannato a sette anni di reclusione. Monty non riesce a darsi pace, ed in un delirante monologo allo specchio accusa tutti i componenti di una società ugualmente vittima della tragedia.

Ed è proprio questo il punto focale del film, La 25esima ora è stata la prima pellicola a rappresentare gli effetti devastanti dell’11 Settembre.

Ambientato in una New York devitalizzata, in un tempo sospeso tra la luce ed il buio, mostra per la prima volta il Ground Zero e la reazione degli uomini davanti a qualcosa d’inspiegabile.

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Il tutto è orchestrato da scene violente, altamente drammatiche, che non lasciano possibilità ad un epilogo felice, seppur esso rimanga nella speranza di uno dei personaggi, il padre di Monty, sognante una sua nuova vita da fuggiasco.

Purtroppo la realtà è lì, pesante come il piombo inchioda il protagonista, costretto ad affrontare il terrificante futuro così come i cittadini newyorkesi sopravvissuti.

Terrorismo e prigione, due diverse declinazioni del dramma del nuovo millennio, in grado puntare dritto al cuore dello spettatore ancora scosso dalle catastrofi inspiegabili: l’11 Settembre, purtroppo, è stata solo il primo di una lunga serie di attentati.

Inconsapevolmente, Lee ci ha messi davanti alla tragedia dell’età contemporanea, ed è proprio per questo che La 25esima ora ha tutt’ora effetti devastanti: anche coloro che non colgono l’esplicito riferimento si diranno disturbati dalla visione.


FONTI

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