14 novembre 2018

Il viaggio sentimentale di Giosetta Fioroni fa tappa a Milano

Il viaggio sentimentale di Giosetta Fioroni fa tappa a Milano

Giosetta Fioroni nasce a Roma nel 1932, da una famiglia di artisti.

Dopo aver frequentato l’Accademia di Belle Arti nella città natale, diventa una delle figure di riferimento della Scuola di Piazza del Popolo, movimento nato negli anni ’60, insieme ai colleghi Franco Angeli, Mario Schifano e Tano Festa.

In quegli anni, la capitale è al centro del panorama artistico nazionale e internazionale. Punto di incontro per il gruppo, per poeti, registi e letterati era Caffè Rosati, in Piazza del Popolo. Ad accomunarli, l’attenzione alla mescolanza dei linguaggi, alla pluralità espressiva, l’apertura alla sperimentazione e a forme artistiche che attingevano dal quotidiano, dalla società moderna.

“Fuori dal coro, fuori dalle mode, lucida ed esplosiva, l’artista ha sviluppato in oltre sessanta anni di attività un linguaggio visivo forte ed eloquente fatto di simboli, segni ed emozioni: muovendosi a suo agio tra pittura, disegno, performance, video, teatro, ceramica e moda, ha sempre intrecciato il suo lavoro alla sua vita in modo audace e romantico.”

Giosetta Fioroni, L’Amour, 1962 – olio e smalto su tela, 160x180cm

Con queste parole, il Museo del 900 presenta Giosetta Fioroni, a cui dedica la mostra Giosetta Fioroni. Un viaggio sentimentale.

Il titolo prende spunto dal brano Sentimental Journey, cantato da Doris Day nel 1944, a sottolineare il lungo percorso creativo dell’artista romana, nonché la sua voglia di raccontare i doni di una vita sentimentale. Con oltre 160 opere esposte, il pubblico si trova di fronte al racconto di Giosetta. Dagli Argenti degli anni ’60-’70, ai lavori più recenti dedicati alla riflessione sul corpo e sull’identità.

In mostra anche il ciclo su carta Movimenti remoti, che prende ispirazione dal testo omonimo dello scrittore e suo compagno di vita Goffredo Parise. L’artista romana si confronta con varie tecniche e indaga le possibilità offerte dal collage e dalla fotografia, muovendosi con infinita disinvoltura tra pittura, performance, teatro e moda. La mostra milanese – a cura di Flavio Arensi ed Elettra Bottazzi, in collaborazione con la casa editrice Electa – occupa il piano terra di Palazzo dell’Arengario e le nuove sale espositive del Museo.

Giosetta Fioroni, Ritratto di Goffredo Parise, 1966 – tecnica mista su tela, 50x70cm, Roma

In un percorso tematico e cronologico, i visitatori si confrontano con le emozioni di Giosetta e il suo personalissimo linguaggio. L’esposizione restituisce infatti anche un ritratto interiore dell’artista, narrando il contesto intellettuale in cui Giosetta Fioroni lavorò. Tra i suoi collaboratori ricordiamo figure come Eugenio Montale e Sandro Penna. Ad aiutare l’immersione nel mondo di Giosetta è l’allestimento di Massimo Curzi, “che ha lavorato immaginando di condurre il visitatore dentro lo studio dell’artista.” Giosetta Fioroni. Un viaggio sentimentale fa parte della ricca programmazione del Comune di Milano del 2018, dedicata al Novecento Italiano e che il Museo del 900 ha deciso di leggere tutto al femminile.

Giosetta Fioroni, Doppio Liberty, 1965

Visitabile fino al 26 agosto.


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