Quando si parla di millennials spesso li si dipinge come masse amorfe accomunate da tratti passivi, di cui loro sono il più delle volte scarsamente responsabili. Sono raffigurati come l’incarnazione perfetta dello spirito del tempo, vittime di forze da cui sarebbero schiacciati, quasi mai presentati come soggetti portatori di istanze proprie, praticamente inermi vittime dell’onda della storia. In realtà non mancano affatto millennials che hanno contribuito in maniera enorme a costruire il mondo in cui tutti noi (giovani e meno giovani) viviamo. La storia di 5 grandi imprese dal successo planetario ne è la miglior prova: i millennials non sono solo il risultato passivo di un’evoluzione da loro supinamente subita, ma sono essi stessi in prima persona ad aver dato vita a questa rivoluzione con alcune aziende che hanno cambiato il panorama mondiale.

Mark Zuckerberg, classe 1984

Il primo, e più celebre di tutti, indubbiamente è Mark Zuckerberg, che, nato nel 1984, a soli 20 anni nel 2004 ha lanciato il sito TheFaceBook.com, destinato a cambiare per sempre il mondo delle comunicazioni online (e non solo). Oggi secondo la rivista Forbes è il 30° uomo più ricco del mondo, con un patrimonio stimato di 80 miliardi di dollari. Non c’è bisogno di spiegare quanto il mondo dei millennials debba al concetto di social network inventato da Zuckerberg, ma quello che troppo spesso si tace è che questa rivoluzione è essa stessa figlia di un millennial.

Evan Spiegal, classe 1990

Sempre un altro ventenne ha dato vita a quell’app che nel mondo anglofono sembra sempre di più il futuro dei social network: Snapchat. Evan Spiegal l’ha creata a 20 anni nel 2011, e oggi vanta un valore di 18 miliardi di dollari, rappresentando una costante spina nel fianco delle tradizionali piattaforme di condivisione sociale. Del resto altre app che hanno rivoluzionato i sistemi di collaborazione sono dovute al genio di giovanissimi come Nathan Blecharczyk (34 anni), cofondatore e CTO di Airbnb, Kevin Systrom (34 anni), la mente di Instagram, Ben Silbermann (35 anni), alla guida di Pinterest, Drew Houston (35 anni), fondatore e CEO di Dropbox.

I fratelli Collison, classi 1990 e 1988

Ogni anno poi le indagini sulle modalità di utilizzo di Internet mettono in luce quanto i millennials siano sempre più propensi a utilizzare quasi esclusivamente sistemi di pagamento online. Ancora una volta però pochi sanno che queste avveniristiche soluzioni sono figlie dell’ingegno di giovanissimi come i fratelli John e Patrick Collison (27 e 29 anni), che con la loro startup Stripe hanno perfezionato i sistemi di pagamento su Internet, rendendoli più sicuri e mettendoli al riparo dalle frodi online.

Mohammed Bin Salman e Jared Kushner, classi 1985 e 1981

Non si tratta però solamente del mondo della tecnologia: i millennials sono molto influenti anche quando si parla di potere. Basti pensare a figure come Jared Kushner e Mohammad Bin Salman, entrambi ultimamente un po’ offuscati per alcuni loro grossolani errori politici (il primo nell’ambito dell’inchiesta Russiagate, il secondo per la disastrosa idea della guerra in Yemen), ma ancora a tutti gli effetti espressione di come le capacità manageriali delle giovani generazioni possono rappresentare una svolta anche per la politica. Mohammed Bin Salman (35 anni) si è fatto notare innanzitutto per il suo ambizioso piano di riforma economico-industriale Saudi Vision 2030: in un Paese che è quasi una proprietà privata della dinastia Saud, la sua intraprendenza nella gestione del fondo sovrano saudita l’ha reso uno dei più titolati alla successione dell’anziano re Salman. In una realtà completamente diversa Jared Kushner (37 anni), fondando il The New York Observer ha creato un potente strumento per l’elezione del padre di sua moglie, Ivanka Trump, guadagnandosi così il posto di consigliere speciale del Presidente degli Stati Uniti d’America.

Una rapida carrellata che dà l’idea di come tutte le trasformazioni degli ultimi anni, più che essere la realtà che sta modellando le nuove generazioni, sono strumenti che devono la loro vita al genio e alle capacità di tanti millennials.

 


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