The Smiths sono una band alternative rock britannica, formatasi a partire dal cantautore Morrissey e il chitarrista Johnny Marr. Morrissey ha mostrato fin dall’adolescenza interesse per la letteratura inglese, per questo motivo le canzoni degli Smiths sono costellate di citazioni letterarie più o meno sottili. Un esempio di canzone degli Smiths ricca di riferimenti letterari è proprio una delle preferite della band: Shakespeare’s sister.

 “[…] Come misurare la violenta passione del cuore di un poeta imprigionato e rinchiuso nel corpo di una donna? – si uccise durante una notte d’inverno e giace sepolta a un certo incrocio, lì dove ora gli autobus si fermano nei pressi di Elephant and Castle”.

Nel saggio Una stanza tutta per sé Virginia Woolf racconta le difficoltà che le scrittrici subiscono in una società, in particolare quella inglese, maschilista. In una sezione particolare di questo testo inventa la storia di Judith, sorella di Shakespeare, che sogna di diventare una grande scrittrice come il fratello. Ma dopo essere stata picchiata dal padre e sbeffeggiata, Judith capisce che non può raggiungere il suo sogno e allora si uccide.

Virginia Woolf è stata una scrittrice britannica attivamente impegnata nella lotta per la parità dei diritti tra i due sessi.

Il riferimento al racconto della Woolf è evidente fin dal titolo della canzone e lo stesso Morrissey ha inoltre affermato di aver tentato con Shakespeare’s Sister di catturare la voce degli oppressi, come quelle femminili, e inoltre anche per “scrollare di dosso le catene della depressione”. Proprio per questo il cantante ha definito Shakespeare’s sister come “la canzone della mia vita.” Infatti Morrissey ha ammesso di aver sofferto di depressione, in particolare durante l’adolescenza.

Morrissey ha descritto la sua adolescenza come un periodo di grande solitudine e isolamento, trascorrendo le sue giornate in casa, leggendo, ascoltando musica e scrivendo poesie.

Ma in questo testo Morrissey non parla solo di depressione ma anche di suicidio, presentando però una motivazione diversa da quella di Judith, la sorella di Shakespeare immaginata dalla scrittrice. Infatti il verso “I’m going to meet the one I love” sembra alludere a un suicidio compiuto nel tentativo di ricongiungersi con il proprio amato e, come i versi precedenti, si tratta di una citazione dal libro di Elizabeth Smart Sulle fiumane della Grand Central Station mi sono seduta e ho pianto, nel passo in cui la protagonista sul bordo di una scogliera guarda le rocce e il mare.

Sulle fiumane è l’unico libro di Elizabeth Smart, un’opera estremamente autobiografica che racconta la storia amorosa della scrittrice canadese con il poeta George Barker.

Altri riferimenti che altre interpretazioni hanno trovato in Shakespeare’s sister degli Smiths sono relativi all’opera teatrale Lo zoo di vetro di Tennessee Williams. Secondo alcuni a cantare questa canzone su una scogliera sarebbe proprio Laura, la sorella invalida del protagonista Thomas che per colpa della sua fragilità emotiva non riesce a trovare un compagno. In particolare questa interpretazione spiegherebbe alcuni dei versi più oscuri e l’apostrofe alla madre che corrisponderebbe alla madre di Laura. Infatti è proprio la madre Amanda che spinge la propria figlia a sposarsi nell’opera di Williams.

Dopo questa analisi risulta evidente che il testo di questa canzone (come di altre) degli Smiths rimane oscuro, ma questo perché probabilmente il grande paroliere Morrissey non vuole raccontare davvero una storia, ma piuttosto trasmettere una sensazione, quella di inadeguatezza e isolamento dettata da circostanze che non dipendono da noi, la stessa sensazione che provano anche le tre protagoniste dei testi citati: Judith, Elizabeth e Laura.

 


Fonti:

wikipedia

zanichelli

Morrissey & Marr: The Severed Alliance, Johnny Rogan, 1992

wikipedia

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