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17 ottobre 2018

Margherita Hack

Margherita Hack

Margherita Hack è stata un’astrofisica di fama mondiale, una donna capace di coniugare la propria passione per il cielo, l’universo e le stelle con la naturalezza delle sue spiegazioni, così semplici e allo stesso tempo così efficaci, capaci di affascinare e rapire migliaia di lettori, più o meno esperti.

Laureatasi in astrofisica a Firenze, fu la prima donna a dirigere l’osservatorio astronomico di Trieste, rendendolo famoso in tutto il mondo; collaborò con varie università straniere in veste di ricercatrice, viaggiando insieme al fedele marito, in Francia, Olanda, America. Accostava lo studio dell’astrofisica alla propria innata abilità divulgativa, scrivendo numerosi libri sull’argomento per il grande pubblico e collaborando con giornali e riviste, arrivando a fondare nel 1978 la rivista bimensile L’astronomia.

Vegetariana da sempre, la Hack è  stata in prima linea anche e soprattutto per l’affermazione piena dei diritti civili di tutti i cittadini, battendosi per la libertà della ricerca scientifica e per la laicità delle istituzioni. La scienziata è stata membro dell’Accademia dei Lincei e della Royal Astronomical Society, tra le altre associazioni, ricevendo nel 2012 l’onorificenza di dama di gran croce al merito della Repubblica italiana “per il costante e instancabile impegno profuso nella ricerca scientifica e al servizio della società, che la rende esempio di straordinaria dedizione e coerenza per le giovani generazioni”.

I suoi libri raccontano con disarmante semplicità ed entusiasmo l’origine delle stelle, dell’universo – dividendo la narrazione tra miti e teorie, mettendo da parte i tecnicismi più ostici e riuscendo comunque a mantenere un tono alto, specifico e scientifico. I libri che la Hack scriveva erano indirizzati a tutti, grandi e piccini, perché davanti ai misteri dell’universo, ognuno di noi è piccolo e alla ricerca delle stesse risposte.

Margherità Hack è morta a Trieste, a 91 anni, il 12 giugno del 2013 in seguito a una complicazione cardiaca, lasciando però un’inestimabile fortuna di sapere ed eccellenza italiana.


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