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23 settembre 2018

I nuovi operatori telefonici e il mondo dell’informazione

I nuovi operatori telefonici e il mondo dell’informazione

Lo sbarco in Italia dell’operatore telefonico Iliad ha smosso per qualche giorno il mercato della telefonia mobile italiana. Era da tempo che non si parlava più di operatori low cost, modifiche agli equilibri del sistema e di nuove prospettive e possibilità per il settore delle telecomunicazioni. L’ultima grande notizia era stata la fusione tra Wind e Tre. Proprio da questa fusione si era liberato lo spazio – anche una necessità per questioni di equilibrio di mercato – per un nuovo quarto operatore che prendesse il posto di Tre. L’occasione è stata colta dall’operatore francese Iliad, famoso in patria per le sue tariffe estremamente concorrenziali, interessato ad ampliare il suo mercato includendo la vicina Italia.

E infatti Illiad ha fatto subito notizia con le sue super offerte. Quella all inclusive a 5,99€ ha colpito nel segno: sms illimitati, 30GB in 4G (a cui aggiungere 2GB per chi viaggia in Europa) e poi minuti illimitati per chiamate non solo in Italia ma in oltre 60 Paesi. Il botto iniziale ha però attirato anche perplessità e dubbi, raggiungendo in maniera abbastanza inusuale non soltanto blog e riviste di settore, ma addirittura i grandi quotidiani, che hanno dedicato articoli di approfondimento su queste nuove tariffe e su alcune problematiche che vi si nascondono dietro.

Del resto Iliad aveva costruito la sua campagna di marketing intorno all’idea di una rivoluzione imminente, uno sconvolgimento del panorama italiano grazie al suo arrivo: il boom indubbiamente c’è stato, non solo a livello comunicativo, ma anche di attrattività effettiva; però sono stati forse sottovalutati gli effetti negativi di un simile ingresso così aggressivo. La stampa di fronte a grandi campagne di successo, che non sono a lei dovute e che sfuggono al proprio controllo perché non sono da attribuirsi alla propria spinta, tende ad adottare atteggiamenti di reazione che amplificano qualsiasi minuzia negativa per controbilanciare quella che viene percepita nei fatti come una minaccia mediatica: ecco allora il proliferare perfino su grandi quotidiani di articoli che in condizioni normali non sarebbero stati pubblicati forse nemmeno su blog dedicati al settore della telefonia. “Wired” ultimamente si è molto dedicata ad approfondire per filo e per segno i pro e i contro di queste nuove offerte, pubblicando singoli articoli a ogni lamentela dei nuovi utenti (le diciture non felicissime sull’offerta di GB, i problemi di indirizzi IP, i costi del numero verde ecc.). “La Repubblica” e “La Stampa” hanno speso interi articoli per fare il punto su quali siano le offerte telefoniche più convenienti sul mercato italiano, questioni più da nerd che da quotidiani mainstream. “Il Corriere della Sera” si è chiesto provocatoriamente se conviene davvero e ha schierato il suo blog di tecnologia per fare il punto sulla situazione degli operatori telefonici low cost. Perfino siti di moda e gossip come “Vanity Fair” e “GQ” hanno sentito l’esigenza di dedicare approfondimenti su “tutto quello che c’è da sapere su Iliad” e sulle “migliori offerte a confronto”. Forse solo l’agenzia di stampa AGI ha dedicato un report più dettagliato, un articolo davvero giornalistico dedicato ad analizzare come è destinato a evolvere il mercato della telefonia dopo l’arrivo di Iliad.

Ancora una volta non si è vista molto la tanto sbandierata superiorità informativa dei grandi mezzi di comunicazione rispetto alla galassia dei blog di internet, sempre più in realtà la vera fonte di prima mano dei giornalisti per conoscere quelle tematiche settoriali presidiate con maggior consapevolezza e approfondimento da appassionati e cultori, che hanno trovato in internet il loro mezzo di comunicazione.

 


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