18 novembre 2018

Il Circolo delle Muse: l’opera lirica in scena a Crema

Il Circolo delle Muse: l’opera lirica in scena a Crema

Incontro Giordano ed Elisabetta, rispettivamente presidente e tesoriera in carica de Il Circolo delle Muse, nella loro casa, un martedì sera. Voglio sapere di più della loro associazione, che quest’anno festeggia il decimo anno di attività e che, in così poco tempo, ha già raggiunto risultati mirabili.

“Il nostro intento è quello di fare cultura” – mi spiega Elisabetta – “Crema parla di cultura parlando di territorio cremasco, della sua storia e dei suoi personaggi. Noi vogliamo farlo in modo più ampio, per questo è nata la nostra associazione”. Mi raccontano di come inizialmente l’associazione sia nata come Caffè Lirico, con l’obiettivo di diffondere la conoscenza della lirica a un pubblico sempre più vasto. In una fase successiva sono stati organizzati i primi concerti. E ci tiene a specificare:

“Sempre con giovanissimi artisti perché volevamo e vogliamo dare occasione ai giovani di provare la loro professionalità. È difficile oggi per i giovani essere presi sul serio, quando dicono di voler scegliere l’arte come professione; questi ragazzi hanno il diritto di provare le loro capacità ricevendo un compenso“.

Il punto di svolta giunge durante l’anno verdiano. In quell’occasione nasceva l’idea di creare qualcosa di più impegnativo, che comportasse anche un investimento economico maggiore. “Abbiamo organizzato questo festival dedicato a tutta la musica non operistica di Verdi”, mi racconta Giordano, “e il successo ha superato le nostre aspettative. L’anno dopo, contro il parere di tutti, ho deciso che era giunto il momento di provare a produrre un’intera opera”.

La Bohème viene messa in scena nel luglio 2014, e il successo è giunto sia dall’entusiasmo del pubblico sia dagli addetti ai lavori. L’anno successivo quindi, nasce La Lirica in circolo-Festival Lirico, unicum nella realtà cremasca.

“Abbiamo deciso di concentrare tutte le nostre risorse nella produzione di due o tre spettacoli all’anno e di valorizzare i luoghi di Crema, rendendoli sfondo scenografico per le nostre opere”, spiegano.

I chiostri dell’ex-convento S. Agostino ci sono sembrati la cornice ideale: uno spazio raccolto, con una buona acustica, e un grande fascino storico ed artistico. I cantanti, oltre al palco vero e proprio, possono sfruttare anche la passerella che attraversa il chiostro diagonalmente. Inoltre, la sala Pietro da Cemmo, adiacente ai chiostri e riccamente affrescata, si presta per gli spettacoli invernali. Ne abbiamo fatto il nostro segno distintivo, racconta orgogliosa Elisabetta.

A questo punto chiedo loro con che criterio scelgano i titoli da inserire nella programmazione annuale del circolo. “Di solito la programmazione nasce da discussioni su ciò che il direttore artistico vuol fare e ciò che il direttore musicale dice che NON si può fare” spiega Elisabetta (ridendo, ndr).” In realtà, col passare degli anni, abbiamo affinato i criteri di scelta, tenendo conto degli spazi e delle limitazioni pratiche cui dobbiamo andare incontro. Uno spazio ridotto ci lascia uno spazio d’azione inferiore: orchestrazione e coro devono essere inevitabilmente ridotti, cercando ovviamente di mantenere l’integrità dell’opera, continua Giordano.

“Vogliamo inoltre non essere scontati, cercando quindi di proporre titoli più ricercati. Il vantaggio di Crema è quello di non essere una città di tradizione lirica, con un pubblico non abituato alla lirica. Se da un lato diventa difficile conquistarlo, dall’altro però lo si può educare all’opera attraverso spettacoli meno di grido”.

“Questa è un’ottima occasione anche per portare gente a Crema e far conoscere tutte le sue bellezze”, mi ricorda Elisabetta, “perché, finché si parla di Crema solo ai cremaschi, non la si valorizza”. “Abbiamo già un buon seguito da fuori che viene ad assistere al nostro spettacolo, e speriamo di ampliare ulteriormente il nostro pubblico”, aggiunge Giordano.

Mi interessa tornare sul punto iniziale dell’intervista, dare la possibilità ai giovani di cimentarsi in un’esperienza professionale a 360°. “Viene diffuso un bando, sul nostro sito e sui canali social. L’audizione è gratuita e prevede solo il versamento di una piccola cauzione, interviene Giordano. I candidati arrivano da tutto il mondo. Quest’anno il soprano è di origine ucraina e studia a Vienna, mentre il baritono è spagnolo e vive a Berlino, di questo siamo molto contenti. Inoltre, gli stessi candidati si complimentano per l’imparzialità del nostro giudizio”, precisa. “Noi scegliamo solo chi merita il ruolo e risponde alle caratteristiche che cerchiamo. Sono tutti artisti molto giovani, tra i 25 e i 30 anni, all’inizio della loro carriera. In questo modo possono mettersi in gioco con un’orchestra, un direttore, una messa in scena realizzata con competenza e professionalità, accrescendo il loro curriculum con un debutto vero e proprio”.

Mi congedo da Giordano ed Elisabetta, felice di aver conosciuto più a fondo Il Circolo delle Muse e ansiosa di assistere al nuovo allestimento dell’opera Elisir d’Amore, di Gaetano Donizetti, in scena il 7 luglio. Per chiunque volesse avere ulteriori informazioni, di seguito riporto l’indirizzo del sito internet e della pagina Facebook.

https://www.facebook.com/circolodellemuse/

http://wp.circolodellemuse.it/


CREDITI

Copertina e Immagini © Il Circolo delle Muse

 

 

 

 

 

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