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17 ottobre 2018

Emis Killa torna con Rollercoaster

Emis Killa torna con Rollercoaster

Intorno al 2010 la nuova generazione rap iniziava ad affacciarsi prepotentemente sulla scena dei “big”. Alcuni erano del partito Fedez, mentre altri ritenevano più futuribile uno “zarro” di Vimercate, vicino Monza, classe 1989: Emiliano Giambelli in arte Emis Killa.

A distanza di due anni dall’ultimo album Terza Stagione (certificato oro), venerdì scorso, per Carosello Records, è uscito il singolo estivo Rollercoaster che verosimilmente anticipa l’album, previsto per l’autunno.

Il brano, prodotto dall’ex Club Dogo Don Joe, arriva dopo l’ottimo riscontro ottenuto con Linda e Serio (feat. Capo Plaza), rispettivamente già platino e oro digitali, e assomiglia più al primo che al secondo. Come infatti è ormai frequente da qualche anno, anche in Italia gli artisti hip hop che vogliono strizzare l’occhio al mercato e ambire a creare un tormentone estivo non possono esimersi dal seguire l’ondata latina che ha in J Balvin, Enrique Iglesias e Luis Fonsi alcuni dei massimi esponenti internazionali.

Rollercoaster non fa eccezione. Si tratta dei canonici tre minuti e mezzo in cui, come questo genere in qualche modo richiede, i contenuti sono scanzonati e leggeri, talvolta peccaminosi, pronti per essere ballati e canticchiati, piuttosto che invitare alla riflessione. Il titolo fa riferimento alle “curve”, su cui il protagonista sale come se fossero una giostra. Addirittura, come breve ripetizione tra una rima e l’altra c’è il più classico degli “alè alè”, che fa molto Maracana del 2014, sua grande hit estiva. Per questo, purtroppo, stona quasi il riferimento alto a Vassily Kandinsky: un volo forse eccessivamente pindarico visto il contesto.

Premesso tutto ciò, rispetto ad altri personaggi che si sono introdotti a  questo filone (Fred De Palma, Raige, Briga, solo per citarne alcuni), le qualità metriche e stilistiche del ventottenne brianzolo ancora una volta fanno la differenza e consentono alla canzone di risultare ascoltabile e accettabile anche ai meno affezionati. Una delle note dolenti, per chi ritiene che la musica abbia ancora un valore maggiore rispetto a comunicazione e immagine, è tutto il progetto di promozione a cui il rapper è sceso: lo stesso Venerdì 8 giugno sulla sua pagina instagram invitava i propri fan a sfidarlo in una sorta di opinabile balletto sulle note del nuovo singolo. Una scena che ha tristemente ricordato un Rovazzi qualsiasi.

Il breve percorso artistico di Emis Killa ha già attraversato fasi di up & down: dopo essere “uscito a cena con la fama” e averci litigato, ha provato a tornare alle radici in termini di sound, ma la sua etichetta e il suo team non sono stati soddisfatti dei risultati. Ecco spiegata la netta virata nuovamente verso il pop, anche se c’è da dire che già nei due dischi che lo portarono al successo, L’erba cattiva (2012) e Mercurio (2013), non sono mancate tracce grezze e crude. Non c’è da aspettarsi niente di diverso per il suo quarto lavoro ufficiale e in fin dei conti si tratta del compromesso più razionale e legittimo tra quelli possibili.


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