09:19 pm
16 ottobre 2018

Millennials: chi sono e come influenzano il marketing

Millennials: chi sono e come influenzano il marketing

Il termine “Millennial” si rifà a un’identità data a un gruppo di persone largamente e vagamente definito. Ci sono due ali di Millennials che sono spesso viste in disaccordo tra loro: la Generazione Y (le persone nate tra il 1981 e il 1991) e la Generazione Z (i nati tra il 1991 e il 2001). […] La differenza primaria tra le due è la tecnologia. La Generazione Y è cresciuta con i PC, i telefoni cellulari e le consolle dei video games, mentre la Generazione Z cresce con i tablet, gli smartphone e le app. Eppure il terreno comune tra le due generazioni è che entrambe stanno trasformando e alterando la comunicazione e l’identità a livello globale.

È in questo modo che i Millennials vengono presentati sull’Urban Dictionary nella loro definizione migliore. Va precisato che le espressioni “Generazioni Y e Z” nascono come eredi della Generazione X, in altre parole l’insieme delle persone nate tra il 1960 e il 1980. Tuttavia, come si può notare dagli avverbi “largamente” e “vagamente”, ci sarebbe ancora molto da dire per riuscire a dare dei connotati più precisi a quest’identità collettiva che domina la scena odierna.

Quali sono, dunque, le caratteristiche principali dei Millennials?
Innanzitutto, va detto che il numero di Millennials ha superato di netto la quantità di persone appartenenti alla generazione precedente, tanto che solo negli Stati Uniti d’America si contano 80 milioni di persone che, nel 2020, spenderanno annualmente 1,4 trilioni di dollari. Sono considerati come “la prima generazione veramente globale, però con una passione per il locale”, dunque sono fortemente improntati verso la collaborazione e la loro identità viene espressa soprattutto tramite gli elementi visual dei social network. In base a queste caratteristiche e a causa del ruolo centrale che affidano al mobile – il 70% del tempo speso online riguarda la navigazione sul web e l’uso al limite della dipendenza di social network e instant messaging – il Times li ha definiti dei “pigri, superficiali e narcisisti che vivono ancora con i loro genitori”. In realtà, i Millennials hanno sviluppato un’autostima in cui l’ambizione riesce a convivere con situazioni di collaborazione e lavoro di squadra e di frequente accettano lavori che non li soddisfano appieno a favore di una stabilità lavorativa nel periodo di crisi in cui vivono. Sono infatti consapevoli della realtà e dell’ambiente che li circonda, e gli eventi storici rilevanti che hanno segnato maggiormente la loro crescita sociale sono l’attacco alle Torri Gemelle dell’11 Settembre 2001, la conseguente guerra con il Medio Oriente e i flussi migratori globali.

I Millennials, essendo identificati con la prima generazione digitale, sono anche considerati come i consumatori 2.0, in quanto sono grandemente attivi (sebbene non acquistino tanto assiduamente) e per il fatto che comprano in gran parte online; di conseguenza cambia anche il modo di rapportarsi con loro dal punto di vista della pubblicità e del marketing. Questo perché, secondo le ricerche, tendono a fare shopping selettivo per costruire un’identità o sentirsi parte di un gruppo; hanno l’abitudine di risparmiare il proprio denaro per fare acquisti costosi e, pertanto, di rivolgersi ai marchi low-cost per le compere minori, insomma, “per togliersi uno sfizio”. Ovviamente, internet ha un ruolo centrale nella vita dei Millennials: lo usano principalmente per risolvere in modo immediato le esigenze quotidiane, poi per intrattenimento, infine per ricevere informazioni da qualsiasi angolo del mondo. Inoltre, si sono rivelati essere un target estremamente fedele al brand scelto, grazie al content marketing delle aziende – l’autenticità del contenuto mostrato – e al social proof: in poche parole, un meccanismo che si innesca quando ci si trova di fronte a numerose alternative di scelta; l’influenza dei comportamenti degli altri farà propendere l’acquirente verso la decisione definitiva.

Non va sottovalutato anche il fatto che il 62% dei Millennials preferisce avere un’interazione, un dialogo con i loro brand preferiti, principalmente sui social network, e si sentono coccolati quando vengono coinvolti nella progettazione e/o co-creazione dei nuovi prodotti che il brand desidera lanciare, o che permettono una personalizzazione. È perciò necessario che il marketing si adatti per rendere appetibili prodotti, beni e servizi e creare desideri in questa generazione, poiché, stando alle statistiche, spenderà sempre di più, sarà sempre più connessa e interattiva in previsione del web 3.0 e acquisirà sempre più importanza nell’influenzare le scelte di acquisto altrui.


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.