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22 giugno 2018

Il matrimonio visto da autori ed autrici

Il matrimonio visto da autori ed autrici

“È una verità universalmente riconosciuta che uno scapolo provvisto di un ingente patrimonio debba essere in cerca di moglie.” (Jane Austen, Orgoglio e Pregiudizio)

Essendo questo uno degli incipit più famosi nella storia della letteratura, è facile immaginare come il tema del matrimonio sia tra i topos più usati dagli autori, capace di accomunare moltissimi libri di epoche e culture diverse. Eppure si può notare un diverso approccio tra autori ed autrici sulle qualità che portano due persone all’unione matrimoniale.

I matrimoni che vengono a combinarsi, per esempio, all’interno di romanzi scritti da donne (un esempio sono i romanzi di Jane Austen, Jane Eyre, ma anche più recentemente Elena Ferrante) sono molto spesso legami affettivi profondi, basati su un attento e minuzioso studio dell’interesse amoroso da parte delle protagoniste. Le eroine narrate in romanzi scritti da autrici tendono sempre a studiare in maniera metodica i meccanismi mentali e i valori dei propri amati, riuscendo ad innamorarsene solo dopo averne indagato i modi, i vizi e i motivi celati dietro le loro azioni. Cercano quindi una persona che sappia tener testa alla propria intelligenza e sappia rispondere al proprio senso dell’umorismo, un compagno da desiderare e con cui sentirsi comprese, simili, eguali sia a livello intellettuale che a livello morale.

Autori maschi, invece, impiegano molte meno energie nel delineare un rapporto basato su affinità intellettuali tra i propri eroi e le loro innamorate; invece, tendono enfatizzare le attrazioni e i sentimenti più viscerali. In questo senso gli autori maschili sono i veri romantici: sono loro, infatti, che descrivono e rappresentano l’amore come un qualcosa di misterioso, irrazionale, che è legato più a qualità fisiche e di attrazione. Questo perché per secoli gli uomini hanno avuto molte più opportunità di trovare menti intellettualmente simili alle loro al di fuori della sfera romantica: potevano viaggiare di più, incontrare molti più tipi di persone, vincere il rispetto dei propri simili.

Le donne, d’altro canto, erano forzate a ricercare la compagnia e il riconoscimento intellettuale all’interno della sfera amorosa e del matrimonio. Un altro fattore da non dover ignorare, ovviamente, è il sessimo: gli uomini non si aspettavano di poter trovare un proprio “pari” intellettuale nella donna e per questo ricercavano compagnie intellettuali tra gli stessi uomini, mentre le donne venivano giudicate in base a qualità che ci si aspettava di poter trovare: bellezza, fascino, capacità domestiche, attrazione sessuale. I discorsi sul sessismo, però, possono spiegare fino ad un certo punto i motivi che portano due persone a riconoscersi e scegliersi come compagni di vita: certo è che l’amore nasce dove vuole, al di là dei presupposti dell’uno o dell’altra, al di là dei contesti di appartenenza e delle epoche vissute.


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