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16 ottobre 2018

Je t’aime…Moi non plus, l’erotismo secondo Gainsbourg

Je t’aime…Moi non plus, l’erotismo secondo Gainsbourg

Censurata dalla RAI, ritirata dal commercio e considerata oscena dal Vaticano, oggi vi raccontiamo la storia di Je t’aime…Moi non plus, una delle canzoni più celebri del cantautore francese Serge Gainsbourg.

1969 Année érotique recita il titolo di una sua canzone ed è proprio in quell’anno, in piena rivoluzione sessuale, che viene pubblicata la versione più famosa di Je t’aime…Moi non plus. Si tratta di un duetto erotico tra Gainsbourg e l’attrice e neo compagna Jane Birkin, che racconta, con gemiti e testo esplicito, l’atto sessuale di una coppia. Il titolo, Je t’aime…Moi non plus, è un contraddittorio scambio di battute tra gli amanti, che testualmente recita:

“Ti amo” “Neanche io”.

Duplice l’interpretazione: secondo qualcuno la risposta dell’uomo al “Je t’aime” della donna farebbe riferimento allo scetticismo legato alla situazione, nella quale sarebbe difficile distinguere tra un sentimento reale e uno provocato dalle emozioni del momento. Altre interpretazioni vedono invece quel “Moi non plus” come sintomo della timidezza di Gainsbourg nell’esprimere i suoi reali sentimenti, simulando un distacco che in realtà non prova. Qualunque sia il reale significato del titolo, il gioco di parole è stato ispirato da una frase pronunciata da Salvador Dalì:

Picasso est espagnol, moi aussi.

Picasso est un génie, moi aussi.

Picasso est communiste, moi non plus.

Originariamente, il brano era stato scritto e cantato nel 1967 per Brigitte Bardot, con cui il cantautore ebbe un storia; ma quest’ultima, allora sposata con Gunter Sachs, gli chiese di non pubblicarlo. Fu solo dopo l’incontro con Jane Birkin – nel 1968, sul set del film Slogan, diretto da Pierre Grimblat – che Gainsbourg si decise a reinciderlo, cambiando interprete e arrangiamento. La nuova versione ha, infatti, un arrangiamento più scorrevole e meno dispersivo, un saliscendi che accompagna il movimento dei corpi e quello delle voci. Rispetto alla Bardot, che sussurra con voce bassa e suadente, Jane Birkin canta un’ottava più in alto, più incerta e forse per questo ancora più realistica.

Lo scandalo e il successo

Furono proprio questo realismo nell’interpretazione e il testo così esplicito a destare scalpore dopo la pubblicazione. Dichiarato “osceno” da L’Osservatore Romano, organo della Santa Sede, il brano fu censurato dalle radio italiane, svizzere, spagnole e dalla BBC. Il distributore italiano fu scomunicato e la Procura della Repubblica di Milano ordinò il sequestro e la distruzione del disco sul territorio italiano. Quando i giornalisti chiesero a Gainsbourg quale fosse stata la promozione più efficace per il brano, il cantautore rispose: “Il Vaticano”. Il clima di divieto e censura contribuì, infatti, al successo della canzone, diffondendo così la vendita di copie illegali nei territori in cui non era possibile accedervi legalmente tramite radio o acquistando la copia fisica, facendo diventare Je t’aime…Moi non plus una sorta di fenomeno virale ante litteram.

Il brano, seguito da un omonimo film diretto da Gainsbourg nel 1976, è oggi riconosciuto come uno dei maggiori successi del cantautore. In realtà il genio dell’autore diede vita, nel corso della sua carriera, a molti altri capolavori, spaziando dai brani più provocatori a quelli più intimisti, mescolando e traendo ispirazione da generi musicali che vanno dalla musica classica al reggae, passando per il rock, il jazz e arrivando a sfiorare addirittura il rap. Figura affascinante e controversa, tombeur de femme circondato da donne bellissime, moderno poeta maledetto, cantautore, regista e attore, Gainsbourg è senza dubbio una figura che ha lasciato il segno nella cultura francese del ‘900. Resta sicuramente da approfondire sotto tanti punti di vista, tra scandali, denuncia e poesia.


FONTI

Youtube

 

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