La città di Petra si trova in Giordania, tra il Mar Morto e il Golfo di Aqaba, ed è il più grande insediamento archeologico. Nota con il nome Città Rosa o Città delle Tombe è uno dei luoghi che suscita un impatto emotivo unico, grazie all’ alone di mistero che l’avvolge – ad oggi solo il 15 % del sito è visitabile.

Viene definita la Città Rosa per via del colore rosato della roccia sedimentaria in cui è scolpita; le numerose tombe presenti tutte attorno le donano invece il soprannome di Città delle Tombe.

Queste sue peculiari caratteristiche le hanno permesso di diventare Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco dal 6 dicembre 1985 ed è anche stata dichiarata una delle sette meraviglie del mondo moderno. Non molti sanno però che la sua scoperta è recente: Petra è stata resa nota grazie all’esploratore svizzero Johann Ludwig Burckhardt che la scoprì nel 1812, fino ad allora era rimasta nascosta e abbandonata.

Le particolari rocce rossastre di Petra, Giordania

Ciò che lascia senza fiato lo spettatore che visita per la prima volta la magnifica Città Rosa, non sono solo gli incredibili monumenti, ma anche la policromia e la maestosità delle rocce che la circondano. Il Siq, il percorso tortuoso che porta a uno dei più celebri monumenti di Petra, il Kashné, mostra al suo pubblico una vasta varietà di gradazioni cromatiche che incantano e lasciano a bocca a parta i visitatori.

Siq, Petra, Giordania

Il Kashnè, il tempio funerario anch’esso scavato nella parete rocciosa, noto con anche il nome de Il tesoro del Faraone, presenta una facciata di stampo ellenistico, che mostra tutta la sua armonia nelle proporzioni gigantesche del monumento regalando al visitatore una vista raffinata e maestosa.

El Khasneh, Petra, Giordania

la facciata è divisa in due ordini: quello inferiore si presenta con quattro colonne e il basso frontone, infine al centro è scolpita la testa di Gorgone circondata dalla vegetazione. Da qui si aggiungono due colonne laterali, nei comparti laterali compaiono i Dioscuri, cavalli con accanto figure umane.

Dioscuri, Petra, Giordania

Petra è legata a doppio filo dai Nabatei, la popolazione nomade che nel IV secolo a.C. si insediò nella città creando una monarchia ricca e florida; grazie alla sua posizione nascosta e riparata venne proclamata capitale del regno dei Nabatei e divenne un ottimo rifugio nei tempi più difficili. La sua vicinanza al Mar Rosso permise anche la creazione di fruttuosi scambi commerciali con la Mesopotamia, l’Arabia e il Mar Mediterraneo accrescendo ancora di più il prestigio della sua popolazione.

L’inizio del declino della città iniziò nel I secolo d.C., quando si insediarono i Romani annettendola alla già esistente Provincia Araba, rallentando così la sua crescita; con la conquista araba la città venne sempre di più abbandonata, per poi rinascere per un periodo durante il breve tempo che finì nelle mani dei cristiani durante le crociate, ma poi venne completamente dimenticata fino alla sua riscoperta nel 1812.

Tomba dell’Obelisco, Petra, Giordania

Il sito archeologico scoperto da Johann Ludwig Burckhardt è considerevole, contando che all’interno vi sono più di 800 monumenti, e tra di essi vi sono 500 tombe; i più noti certamente sono la Tomba dell’Obelisco, un monumento funerario, la Sala Sacra con la funzione di ospitare rituali, l’Altura del Sacrificio, e il Teatro che poteva arrivare a contenere 8.000 persone.

Petra è certamente uno dei posti al mondo che non può che creare meraviglia e stupore per la sua bellezza negli occhi di chi ha la fortuna di vederla.