11:29 am
15 ottobre 2018

Scopriamo gli artisti del MI AMI (seconda giornata)

Scopriamo gli artisti del MI AMI (seconda giornata)

Nella prima giornata di questo festival, che si terrà al Circolo Magnolia, saranno presenti molti artisti indie emergenti, ma anche molta musica elettronica e trap, ecco cosa ci riserva la seconda giornata!

SPOILER: sarà dato più spazio alla musica rock e alla vecchia scuola indie.

Al palco Pertini

Prozac+: il gruppo italiano più punk degli anni ’90 torna sul palco del MI AMI per festeggiare i vent’anni del proprio album Acido acida; noi non vediamo l’ora di cantare: “Mi sento scossa agitata ah, agitata ah, un po’ nervosa ah, wowo!”

Tre allegri ragazzi morti: indie ancor prima che esistesse l’indie come genere. Tantissime band devono qualcosa a questo gruppo, formatosi nell’ormai lontano 1994 a Pordenone, tanto che noi nostalgici cantiamo ancora a squarciagola come la prima volta “Il mondo prima che arrivassi te!

Selton: gruppo internazionale residente a Milano, ma formato a Barcellona, è capace di trasformare qualsiasi palco in una colorata strada brasiliana; sicuramente ci farà ballare e divertire.

Dunk: gruppo nato dall’incontro di quattro grandi dell’indie rock italiano: i fratelli Giuradei, Luca Ferrari dei Verdena e Carmelo Pipitone dei Marta Sui Tubi, perché in fondo le radici dell’indie sono metallare.

Giovanni Succi: un ex insegnante di Lettere che diventa cantautore, afferma di sé

“Il mio gusto è l’amaro. A ‘sto giro però lo servo con ghiaccio”.


Dj Gruff: si dice che anche a 53 anni continui a “spaccare”, si tratta dell’unico membro dei Sangue Misto che dopo i 2000 abbia continuato a dedicarsi al rap e dimostra come questa seconda giornata del Mi ami sia dedicata principalmente agli artisti della vecchia scuola.

Rockit all starz: dj set della redazione di Rockit

Al palco Havaianas

Colapesce: dopo il successo di critica del nuovo album uscito a ottobre Infedele, ormai si è affermato come artista libero, diverso da tutti gli altri cantanti, come afferma anche lui:

“Non appartengo a nessuna parrocchia, neanche alla musica indie”

Maria Antonietta: vera regina dell’indie, una delle pochissime donne rappresentative di questo “genere”, non poteva di certo mancare al Magnolia grazie alle sue canzoni dolci, sincere e spontanee. Davvero un’artista di talento, in grado di sondare la profondità umana.

Germanò: potrebbe essere l’ennesimo cantautore romano, invece si distingue tra tutti per le atmosfere chillwave e jazz oltre ai testi che risultano intimi fin dal primo ascolto.

Joe Victor: divertenti ed energetici, impossibile non ballare quando ci sono loro sul palco, quindi se la serata va male consigliatissimi per risollevarla!

Gigante: questo artista ci racconta una natura ostile nel suo album Himalaya, speriamo solo che con le sue atmosfere nordiche non porti il brutto tempo al MI AMI.

Giorgieness: un’artista (Giorgie D’Eraclea) e una band indie rock, ormai affermata nel panorama italiano, infatti ha suonato al fianco di altre grandi band, come I tre allegri e The Kooks.

Mesà: spontaneità e semplicità sul palco del MI AMI con questa cantautrice siciliana, influenzata da artisti come Motta, Maria Antonietta e Calcutta, ma con un’anima davvero rock.

Oh pilot!: il cantante e regista Roberto Cicogna fonde musica e immagini, in cui la prima è il pilota che ci trasporta e le seconde sono “il viaggio, l’esperienza vissuta come passeggero”.

Latente: finalmente un po’ di rock puro al Circolo Magnolia, quello che esorcizza le nostre paure, angosce, preoccupazioni, inquietudini, che scatena i nostri nervi.

Al palco Mi fai

Yombe: duo un po’ elettronico e un po’ tribale, che grazie alle sonorità lontane ci trasporta in un altro mondo, quello dove tutto ha avuto inizio.

Go Dugong: rimaniamo in un’atmosfera un po’ mistica anche con questo solo-project di Giulio Fonseca, ma con un tocco più tribale, grazie alle percussioni e ai richiami a vere leggende di antiche tribù.

Black Beat Movement: un po’ soul e un po’ hip hop, ricordano fin dal nome la black music e infatti è impossibile non ballare con questa band sul palco.

CRLN: nuova artista nel panorama elettronico, che però mischia con coraggio questo genere anche con contrabbasso e pianoforte; se poi si aggiunge anche la voce delicata di Carolina (nome all’anagrafe di CRLN) e il racconto del terremoto ad Amatrice nei testi, non può che rientrare nella categoria degli artisti emergenti più promettenti del festival.

Mosè Cov: uno dei pochi rapper in questa seconda giornata del festival è di origini eritree e racconta la sua infanzia alle case popolari di Milano.

Hit Kunle: anche con questa band non si può fare a meno di ballare, estremamente sperimentale per il miscuglio di influenze questo gruppo veneto è sia pop, rock, soul e latino.

Bee Bee Sea: a tratti ricordano i Beatles, i Rolling Stones e i Kinks, ma nelle loro influenze si sente anche il garage punk (forma più grezza del rock degli anni ’60), insomma un gruppo vecchia scuola che non può che soddisfare le attese dei veri rockers.

Auroro Borealo: il più famoso tra i grandi sconosciuti del festival, questo artista definisce la sua musica: “Stravagante, stonata, infedele” ed è facile comprendere il perché anche al primo ascolto.

Vanarin: band anglofona che non disdegna di cimentarsi in diversi generi (pop, rock, trap, hip hop, …) e infatti i membri spiegano:

“Adesso la musica sta diventando ormai troppo inscatolata, sembra che uno debba fare per forza in un certo modo, che ci siano delle ricette, delle etichette che bisogna applicare alla musica”.

Così termina questa guida in cui abbiamo cercato di presentare molto brevemente tutti gli artisti. Seguendo, poi, i suggerimenti dei Vanarin, vi consigliamo di non fermarvi a queste descrizioni e raggiungerci al MI AMI!

Per i biglietti e l’orario completo qui il sito ufficiale: http://www.miamifestival.it/2018/


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