12:06 pm
28 maggio 2018

Perché il trasparente è la nuova frontiera del ‘less is more’

Perché il trasparente è la nuova frontiera del ‘less is more’

Meno è più, e senza veli è ancora meglio. È questo il senso racchiuso nell’ultima tendenza in cantiere: quella cioè dell’utilizzo di materiali trasparenti che, oltre a donare un tocco quasi futuristico ai capi, sono in grado di annullare le distanze che si formano tra chi indossa e il mondo esterno.

Si tratta del cloruro di polivinile, termine chimico riassunto della sigla PVC -più volgarmente, plastica: una nuova trama, se di tessuto si può parlare, che crea un effetto di vedo-non-vedo e che sempre più frequentemente viene applicato ad impermeabili, sneakers, ombrelli e perfino zaini e borse. Una scelta insolita, sicuramente innovativa, che ha fatto drizzare ben più di un capello. Ad essere ancora più insolito, tuttavia, sono le case di moda che hanno scelto di optare per questa trovata originale: oltre alle commercialissime Zara e Eastpak, troviamo Converse, Céline, Chanel. Sì, anche la maison che meglio dovrebbe interpretare il gusto per una ricercata classicità si è indirizzata verso quella che pare stia diventando un’abitudine sempre più comune.

Una menzione degna di nota dev’essere appuntata alla collaborazione tra la nota casa produttrice di sneakers, Converse, e il fashion designer Virgil Abloh: l’ultima delle The Ten fa parte della serie Ghosting, caratterizzata da una linea trasparente che richiama i contorni canonici della scarpa e la classica suola in gomma. Per mostrare il colore delle calze, ovviamente.

Una tendenza che sembra incarnare l’imperativo filosofico “less is more”, meno è più. Meno tessuto, meno fronzoli e più trasparenza a contraddistinguere le nuove collezioni. Una linea più snella e semplice, perché è di questo che si tratta: semplicità nella complessità.

Questo non è solo un fatto di moda: si coniuga perfettamente con l’idea minimalista che a poco a poco si sta insinuando nella moderna società, qualcosa che oltre al vezzo e all’esclusività del tal capo o del tal accessorio, richiede un certo impegno sull’utilità e la praticità.

Una vera e propria rivoluzione dunque, che richiama alla mente le radici del pret-a-porter, quando la nuova moda voleva essere un balzo in avanti rispetto al vecchio stile rigido e compassato. Che sia questa, nel Terzo Millennio, la nuova frontiera della modernità?

 

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