10:08 pm
22 settembre 2018

Il pregiudizio può influenzare l’ascolto musicale?

Il pregiudizio può influenzare l’ascolto musicale?

A metà degli anni ’70 Claudio Baglioni e Francesco De Gregori, già noti al grande pubblico, improvvisarono un concerto a Roma in piazza del Pantheon. Pensavano che si sarebbe bloccata la città ma l’unica reazione che ottennero arrivò da parte di un gruppo di turisti giapponesi che lasciarono 400 lire nella custodia della chitarra.

Questo episodio, oltre a suggerirci che forse dovremmo guardarci un po’ di più in giro mentre passeggiamo per le nostre città, è un esempio che ci fa capire quanto i pregiudizi modifichino la percezione in ambito musicale. Un recente studio pubblicato sulle pagine di Scientific Reports ha dimostrato che l’attivazione delle aree cerebrali durante l’ascolto di un brano è diversa se il soggetto pensa che questo sia eseguito da un musicista di fama internazionale o da uno studente del conservatorio.

Risonanza Magnetica Transuranica

Grazie all’utilizzo di una Risonanza Magnetica Funzionale, gli autori dello studio sono riusciti a registrare l’attivazione delle aree cerebrali dei soggetti coinvolti nell’ascolto di 8 coppie di brani da 70 secondi. Prima di iniziare ai soggetti veniva spiegato che per ogni coppia di brani uno era eseguito da uno studente del conservatorio e uno da un pianista di fama internazionale. Per essere sicuri di valutare l’effetto del pregiudizio e non la qualità dell’esecuzione, i ricercatori hanno invertito l’attribuzione dell’interpretazione.

Confrontando le scansioni cerebrali dei vari soggetti, gli autori dello studio hanno scoperto che coloro che preferivano le esecuzioni dei professionisti manifestavano un significativo aumento dell’attività della corteccia uditiva primaria e delle regioni associate al piacere e alla ricompensa. Il dato ancora più rilevante è che l’attività di queste regioni cerebrali iniziava quando i soggetti apprendevano che si trattava di un musicista professionista, prima ancora che iniziasse l’esecuzione. Da qui nasce l’ipotesi che sia proprio l’informazione a stimolare il soggetto ad una maggiore attenzione sancendo, di fatto, la nascita del pregiudizio e influenzando l’ascolto del brano.

FONTI

Nature.com 

 

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