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19 agosto 2018

DOSSIER| Globalizzazione e Diritti Umani

DOSSIER| Globalizzazione e Diritti Umani

Da diversi anni sentiamo ormai parlare del fenomeno della globalizzazione, al quale vengono attribuite di volta in volta connotazioni positive o negative. Il seguente approfondimento permetterà di analizzare l’importanza di questo fenomeno in connessione con i diritti umani.

I. Globalizzazione

Con questo termine, in uso a partire dagli anni ’90 del XX secolo, si indica un vasto insieme di fenomeni connessi all’integrazione a livello globale. Connessione ed integrazione fanno in un primo momento riferimento al settore finanziario e degli scambi economici e commerciali, portando alla nascita di una forte interdipendenza tra nazioni in ogni parte del mondo.

Un fenomeno di portata simile difficilmente avrebbe potuto circoscriversi al solo ambito economico; si evolve infatti nella possibilità di “libero movimento” delle persone, con conseguente ammorbidimento delle frontiere, libera diffusione delle idee, dei pensieri, delle conoscenze. I social network, i programmi Erasmus, gli scambi culturali, la flessibilità territoriale in ambito lavorativo, tutto può essere riconosciuto come frutto della globalizzazione.

II. Sovranità territoriale

Da un punto di vista strettamente giuridico, la globalizzazione in genere ha comportato nel tempo quella che viene definita erosione della sovranità territoriale di uno Stato. Facendo un passo indietro, con il termine sovranità territoriale si fa riferimento al potere, riconosciuto a ciascuno Stato sovrano dal diritto internazionale, di libertà di imperio all’interno dei propri confini territoriali; nessuno Stato ammette quindi l’interferenza nel governo del proprio territorio da parte di nessun altro Stato.

In che modo la globalizzazione interviene su questo aspetto? Si assiste ad uno spostamento dei poteri di controllo dell’economia, che opera ormai su un piano globale, oltre i confini del singolo Stato: non esistendo ad oggi un governo unico mondiale, l’economia viene disciplinata da regole internazionali, modellate secondo le esigenze del mercato.

Chiaramente, questo processo di “esternalizzazione” del potere dallo Stato al Mondo avviene in ogni ambito della vita umana; per questo motivo, oggi il mondo appare naturalmente interconnesso, comportando numerose regolamentazioni internazionali per quasi ogni settore. Contestualmente, negli anni abbiamo assistito alla nascita di numerose organizzazioni sovrannazionali, le quali operano in contesti non solo economici ma anche sociali, culturali, politici.

III. Diritti umani

Definire brevemente i diritti umani è piuttosto difficile: volendo riassumere, con questo termine si fa oggi riferimento a tutta una serie di diritti dell’individuo riconosciuti come fondamentali, in quanto spettano naturalmente ad ogni persona in quanto tale. Per questo motivo, l’imperativo della nostra società è garantirne il rispetto e la tutela, a livello globale, da parte di tutti gli Stati.

Ai diritti umani non è sempre stata attribuita tale portata, in quanto in passato, proprio in forza della sovranità territoriale accennata prima, questi diritti venivano concepiti come “concessi dall’ordinamento giuridico”, riconosciuti e tutelati solo all’interno dei confini territoriali. Pertanto, nessuno scorgeva l’importanza di tali diritti a livello mondiale né si adoperava affinché venissero concretamente tutelati. Solo in seguito agli orrori della seconda guerra mondiale e all’adozione della Carta delle Nazioni Unite si avvia una nuova era per questo particolare gruppo di diritti, intesi a livello universale.

A conti fatti, si è trattato di un fondamentale processo rivoluzionario della seconda metà del ‘900, il quale ha portato all’introduzione all’interno dell’ordinamento internazionale di tre valori intimamente legati tra loro: pace, diritti umani e autodeterminazione dei popoli.

L’intero processo è stato accompagnato da diversi atti che permettono di cogliere una progressiva maturazione e consapevolezza dell’importanza dei valori contenuti all’interno della Carta delle NU ed alla volontà di attuarli. Alcune cruciali innovazioni sono infatti l’approvazione della Convenzione contro la tortura del 1984, la quale impone precisi obblighi internazionali a tutti gli Stati.

Oltre alle Convenzioni, sono stati creati diversi Tribunali Internazionali, il cui compito è punire gli autori di gravi violazioni di tali diritti, compreso il Tribunale Penale Internazionale. A questo vanno aggiunte le numerose organizzazioni regionali, dotate di convenzioni per la protezione dei diritti dei singoli e di specifiche Corti deputate ad interpretare ed applicare le disposizioni di tali documenti (come la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo).

IV. Globalizzazione e diritti umani

Senza voler negare quanto ancora ci sia da fare a proposito della tutela dei diritti umani, si può positivamente affermare che la protezione di questi diritti ha conosciuto, negli ultimi sessant’anni, un’importante progressione.

Fondamentale per il progresso di questa tematica è stata l’acquisizione di consapevolezza da parte sia di giuristi e statisti ma, soprattutto, dell’opinione pubblica. La conoscenza di queste tematiche è stata resa possibile proprio dalla globalizzazione e dal suo meccanismo implicito di diffusione e condivisione delle informazioni. Si è quindi registrata una sempre più forte attenzione a favore dei diritti umani e dei valori in essi contenuti.

Importante critica all’operato positivo della globalizzazione nei confronti dei diritti umani fa riferimento alla teoria dell’omologazione di pensiero, secondo la quale il fenomeno globale, opportunamente utilizzato, porterebbe l’intera società a pensare e conformarsi al medesimo pensiero, portando avanti “lotte” convogliate e opportunamente strutturate nei retroscena del potere.

I passi avanti fatti in merito ai diritti umani certamente si alimentano grazie alla globalizzazione, ma questi sono espressione di una logica connessa a valori umani, solidarietà e universalità: riconducendosi alla più intima natura umana, difficilmente potrebbero essere “impacchettati ad hoc” e serviti all’opinione pubblica per convogliarne il pensiero.

 

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