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15 ottobre 2018

The phantom of the Opera

The phantom of the Opera

The Phantom of the Opera è ora ricordato come uno dei musical più iconici del genere nonché un’opera teatrale di grande importanza storica. Debuttò a Londra nel 1986 e riuscì ad arrivare anche sul palco newyorkese di Broadway dopo due anni. Pochi, però, ricordano che il musical è liberamente ispirato ad un libro, l’omonimo romanzo del francese Gaston Leroux, pubblicato nel 1911.

Il protagonista sia del romanzo che del musical è Erik, uomo sfigurato che vive nei meandri del teatro Opera Garnier di Parigi, il quale si innamora in maniera ossessiva di Christine, giovane soprano di umili origini; Erik, grande genio della musica ma reietto sociale, cercherà di tenere per sé la giovane allontanandola da Raoul, amico d’infanzia di Christine e in seguito suo amato. La storia, raccontata con una narrazione al limite del giornalistico, alterna momenti di suspence e horror a pezzi più leggeri, in cui i personaggi secondari prendono la scena e descrivono momenti quotidiani della vita del teatro.

I due ideatori del musical, Lloyd Webber e Mackintosh, avevano intenzione di realizzare uno spettacolo che superasse il proprio precedente successo, Cats; sebbene oggi l’opera è ampiamente apprezzata, quando uscì ricevette recensioni discordanti: molti lamentavano la vacuità della storia (resa in maniera molto più sovrannaturale del romanzo da cui traeva ispirazione) o notavano  un certa ripetitività nella partitura. Ciò nonostante, lo spettacolo vinse ben sei Tony Awards. Ormai viene rappresentato dal 1986 in modo ininterrotto all’Her Majesty Theatre, teatro dove debuttò: con oltre 9000 rappresentazioni e un incasso totale di 900 milioni di sterline, The Phantom of the Opera è uno dei musical di “vecchia guardia” più apprezzati ed iconici del mondo teatrale, superato, seppur di poco, dal musical di Les Miserables (adattato, anche questo, a partire da libro ben famoso di Victor Hugo).

Il romanzo fu anche trasposto cinematograficamente più volte, contando anche registi famosi come Tony Richardson nel 1990 e Dario Argento del 1998. La storia del fantasma dell’opera ha molto delle atmosfere cupe e vagamente misteriose che sono caratteristiche di altri autori come Lovecraft e Poe, ma ha raggiunto il suo vero potenziale solo una volta trasposto sul palcoscenico, portando davvero in vita il racconto sull’Opera Garnier parigina.


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