In una miriade di eventi e di design eccentrici il Fuorisalmone sembra volersi distinguere comunque nella ricerca determinata e studiata di pezzi unici e originali. Tuttavia, il Fuorisalmone non si limita a catalizzare le aziende di design controcorrente e con linguaggio diverso, come suggerisce il suo slogan, ma si impegna a offrirci una nuova prospettiva di progettualità: contro la classica esposizione di articoli, che si autocelebrano nel loro totale isolamento, il Fuorisalmone vuole contestualizzare ogni prodotto del design, regalando a ciascuno il proprio altare e una propria luce, senza però astrarlo dalla sua reale destinazione. Il curatore Emanuele Pezzotta va oltre la semplice presentazione evocativa del prodotto, crea ambienti reali in cui collocare ogni articolo, perché un allestimento efficace necessita di una contestualizzazione ottimale: ogni oggetto deve amalgamarsi l’uno con l’altro, perché possa essere comunicato in maniera corretta ed essere quindi percepito dall’utente in modo immediato. Un esempio di questo pensiero è il primo loft del percorso proposto dal Fuorisalmone.

“Design è capire i nuovi bisogni delle persone per offrire risposte utili, belle ed efficaci”

Davide Montanaro e il sandwich di abete

Di fronte al cortile, la luce riflessa dall’acqua della piscina invade l’ambiente del primo loft: un soppalco, pareti bianche e prodotti di design di nicchia in ogni angolo. All’ingresso lo sguardo cade subito su un appendiabiti e una parete in legno chiaro e dalle forme ondulate: il designer Davide Montanaro ci spiega l’origine del suo lavoro, ovvero la costante ricerca di un prodotto capace di esaltare la superficie e i materiali innovativi. Montanaro seleziona un materiale estremamente flessibile per realizzarne un prodotto finito: una chaise long, un appendiabiti e una parete. Gli ultimi due articoli diventano un sistema autonomo, che sfrutta la conformazione del materiale per creare costruzioni abitative munite di ganci e di supporti con infinite posizioni. Sempre di Montanaro sono le lampade modellabili in acciaio inox realizzati con la tecnologica di fotoincisione chimica, cioè per mezzo dell’azione di corrosione degli acidi. Tra legno e metallo, Montanaro si cimenta con il materiale tessile delle simpatiche cover destinate alle lampade a LED e outdoor del brand Kriladesign, presentato da Beatrice Filipponi.

Fuorisalmone 2018 - Montanaro

Le pareti preziose di Carla Daturi: una sorta di quadro

Le composizioni alle pareti dell’artista Carla Daturi, conosciuta con il marchio Precious Walls, sembrano catturare l’attenzione del pubblico. Carla Daturi realizza composizioni astratte in pietre dure, cristalli, fossili, conchiglie e vetri con foglia d’oro, materiali molto particolari e non facilmente reperibili. I lavori sono realizzati sia secondo il sistema tradizionale del mosaico sia con retroilluminazione con appoggio su pannelli LED. Nonostante l’unicità dei pezzi, gli articoli si dimostrano molto versatili, utilizzati sia come elementi strutturali (pareti) che come complementi d’arredo (piani di tavola con superficie di cristallo, porte scorrevoli, tastiere del letto, ecc.).

Fuorisalmone 2018 - Precious Walls

L’Emilia Romagna di Whiteleaves e il food design di Vincent Sorrentino

Si dividono la parete i gioielli romagnoli prodotti da Whiteleaves e il food design di Vincent Sorrentino. Su sfondo bianco e dipinti blu ricavati da vecchie assi si stagliano i gioielli di Silvia Santoli, che in un momento di difficoltà è riuscita a trasformare quella che era una sua passione in un lavoro a tempo pieno con la collaborazione del compagno, autore dei pannelli. I gioielli e i quadri si ispirano alla loro terra d’origine, l’Emilia Romagna, di cui si recuperano le due identità principali, la vita marittima e quella nell’entroterra.

Fuorisalmone 2018 - Whiteleaves

Nel progetto Next Stop, inteso come la “prossima portata”, Vincent Sorrentino combina la sua passione per il cibo e la sua esperienza nell’ambiente della ristorazione con la sua formazione nel campo del design. Crea piatti dalle forme sperimentali che definiscono nuovi approcci con il cibo: ad esempio il Land Plate è un piatto che simula la forma di un territorio dalle diverse altitudini, a cui si accompagnano i cosiddetti Eating Tools, estensioni delle dita paragonabili a gioielli. Ispirato alla cucina italiana, la reinterpretazione esperienziale della caprese viene servita in due piccole ciotole diverse per offrire gli ingredienti nella loro forma naturale.

Fuorisalmone 2018 - Vincent Sorrentino

Luce: tra le lampade di LiBroom e di RecyLED

Sull’ultimo muro delle particolari lampade formano il numero 5 per riprendere la protagonista del progetto LiBroom, ovvero la celebre Cinquecento della Fiat. L’autore Fabio Troiani, ingegnere meccanico per formazione, ma prestato al design, mette insieme il concetto e la forma del libro e l’auto simbolo dell’Italia. Le lampade riprendono il musetto tagliato a laser e i colori originali della Cinquecento, tra cui il verde chiaro 372 che riveste solo cinque esemplari. Fabio Troiani non si limita alle lampade, realizza un orologio in plexiglas, un portariviste e un tavolino (assente all’esposizione) senza perdere di vista il filo conduttore della collezione, l’amata auto d’epoca.

Fuorisalmone 2018 - LiBroom

Le lampade ispirate alla Cinquecento non sono le uniche ad illuminare l’ambiente: lampade a LED, inserite nel manubrio e nel telaio di una bici, illuminano le pareti preziose di Carla Daturi. Sono le sculture elettriche di RecycLED, progetto di Luigi Gamba, che combina elementi naturali o destinati allo scarto e luci a LED per realizzare prodotti artigianali, ma del livello del design industriale.

Fuorisalmone 2018 - RecycLED

In piedi tra poltrone folli e castelli di metallo

Al centro dello spazio si collocano altri due articoli degni di attenzione. Le poltrone di Le Chaise Folle strappano un sorriso al pubblico: gli architetti Joelle Goffin e Maria Lumia restaurano antiche sedute per riproporle con una nuova veste. Ogni poltrona ha pezzi unici e una propria identità: all’esposizione Dolce&Gabbana accompagna la poltrona Hokusai, separata dalla sua compagna Geisha, ottenuta con un antico kimono. Tra le due poltrone si inserisce il tavolino/sgabello Spoletta di Matteo Stucchi in un binomio perfetto.

Fuorisalmone 2018 - Le chaise folle

Ultimo, ma non meno importante, è Irrègulier, un oggetto funzionale definito tailor made dalla stessa interior designer Elena Valenti. Tailor made per la sua natura estremamente versatile: il modulo in metallo di carattere minimalistico può essere utilizzato come libreria, comodino o una mensola fino a diventare una perfetta struttura per il lavabo nell’ambiente bagno.

Fuorisalmone 2018 - Elena Valenti

Nonostante le varie personalità, il Fuorisalmone riesce nel suo intento, quello di unire prodotti originali e controcorrente in un unico ambiente capace di esaltare le qualità di ciascuno in un sistema unico e amalgamato. Il Fuorisalmone non si smentisce e riesce a combinare il tempo serio dedicato al design a quello ludico: nell’ultimo loft crea un momento di ricreazione tra Geomag e magneti, perché l’infanzia è il periodo di maggiore carica creativa e si sa, anche i designer sono stati bambini.